Insistiamo: quello che sta accadendo a Firenze lo si poteva vedere benissimo anche prima che ci si mettesse di mezzo la magistratura. Se ve ne volete rendere conto, abbiate la pazienza di leggere un paio di articoli che Pensalibero aveva dedicato alle primarie indette dal PD fiorentino per designare il candidato alla carica di sindaco della città.
La magistratura ha aperto varie inchieste, non solo quella sulla operazione Fondiaria. Firenze si aggiunge, così, ad un lungo elenco di indagini penali che vedono coinvolti amministratori del PD: Genova, Napoli, Abruzzo, Calabria, Campania. Ma non dipende dall’esito di queste inchieste il giudizio politico che già è possibile dare.
1 – La “cupola” non è una invenzione. C’è ed ha operato. Dalle intercettazioni rese note dalla stampa, emerge il groviglio di interessi che ha guidato il destino di Firenze. Le decisioni non sono state prese nei consessi elettivi ma negli incontri riservati tra amministratori, imprenditori, tecnici secondo logiche di accrescimento del proprio potere. Una cerchia autoreferenziale e pervasa da delirio di onnipotenza, tanto da perdere ogni contatto con la realtà.
2 – Si raggiungono vette incredibili: della operazione urbanistica sui terreni della Fondiaria, 170 ettari a nord-ovest di Firenze si parla da decenni. Un tempo se ne parlava in grande, certi di delineare il volto che la città avrebbe assunto nei secoli a venire. Polo espositivo, centri direzionali, grandi alberghi, centri commerciali, abitazioni di pregio, sviluppo aeroportuale: le funzioni individuate cambiavano con il mutare del tempo e di quelli che apparivano i problemi cittadini. Ma un punto era rimasto fisso: il grande parco di 80 ettari che sarebbe diventato il polmone di un vasto agglomerato urbano tra Firenze e Prato. E anche, scusate se è poco, il perno dell’interesse pubblico alla grande edificazione.
Ebbene, sembra incredibile ma è successo: come se niente fosse, il parco, per usare parole riprese dalle intercettazioni della magistratura, è diventato “una cagata”. Meglio utilizzare quei terreni per esaudire il desiderio del patron della Fiorentina, Diego Della Valle, di realizzare uno stadio e, soprattutto, un centro commerciale in un’area diventata appetibilissima.
3– Nel grande groviglio è, a buon titolo, compresa anche l’opposizione. Dirigenti della Fondiaria, nelle intercettazioni, parlano di colloqui con parlamentari del PDL che, in sostanza, avrebbero chiesto loro se il proposito di Della Valle li trovava consenzienti o meno. Di conseguenza avrebbero deciso se fare casino davvero o per finta.
4– La magistratura fiorentina, rispetto a quelle di altre parti d’Italia si è sempre dimostrata moderata, priva di quegli eccessi tipo “il mondo è marcio, per fortuna ci siamo noi che lo salviamo”. Ma non ha resistito alla tentazione di qualche eccesso, di quelli, purtroppo che caratterizzano troppe inchieste. Per ora ne hanno fatto le spese in due. Il primo è l’ex direttore della Nazione. Le telefonate intercettate hanno palesato l’estrema confidenza dei suoi rapporti con i dirigenti della Fondiaria e con alcuni esponenti politici. Assolutamente niente di rilevante penalmente. Eppure, le sue telefonate, che avrebbero dovuto essere distrutte, sono finite in pasto all’opinione pubblica e si è dovuto dimettere. La seconda vittima è l’assessore Graziano Cioni, raggiunto da un avviso di garanzia proprio mentre era impegnato nelle primarie del PD, essendo uno dei quattro partecipanti. I fatti che gli vengono contestati lasciano perplessi ed hanno, con la vicenda urbanistica un legame solo indiretto. Ma, essendo il personaggio più popolare, e impegnato nella bagarre per le primarie, l’assessore sceriffo ha finito per attirare su di sé la maggior parte dell’attenzione.
Nostra previsione – Proprio di Graziano Cioni si vorrà fare il capro espiatorio. Per ora più che del presunto scandalo urbanistico si parla dell’opportunità o meno che Cioni continui la sua corsa per fare il sindaco. Il suo ritiro sarebbe la manna non solo per un paio degli altri tre concorrenti. Sarebbe soprattutto la salvezza del “grande groviglio” , la nomenclatura di politici, imprenditori, rappresentanti di categorie ed enti economici che da troppo tempo funge da tappo stagno a qualsiasi esigenza di cambiamento si manifesti. Perché Cioni, ritirandosi, farebbe dire che il PD non esita a richiedere sacrifici personali a chiunque per mantenere immacolata la propria immagine. Il ricordo delle manovre spregiudicate e della rete amicale svelate dall’inchiesta giudiziaria sbiadirebbe e tutto potrebbe restare come prima.
Cioni è un tipo tosto. Ma le manovre per costringerlo al passo sono sempre più avvolgenti e subdole.
P.

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