Quale migliore difesa da una realtà drammatica che non andare in letargo e tingere il proprio sonno di sogni colorati. Tipo rosso, arancione, giallo. Ma, tranquilli, state sereni che nel 2050 saremo verdi.
Mentre il capoluogo piange miseria per carenza di turismo insieme a tutto il territorio regionale, e mentre le file a Caritas si allungano, crescono in modo esponenziale, quotidianamente, con diseredati di sempre, arrricchite dai nuovi poveri, idee brillanti emergono dalle sedi istituzionali.
Comprendiamo che in momenti difficili non ci si deve deprimere bensì auspicare e ipotecare un futuro migliore approfittando dello stallo e dell’impasse. Ma un piano trentennale ci pare francamente esagerato.
Ma, ci rincuora Mazzeo, e lungimirante Presidente del Consiglio regionale, dallo scranno che fu dell’attuale Governatore, saranno assunti 10 tecnici competenti , rigorosamente fifty fifty di genere e tanti giovanissimi. Perchè giusto a loro può interessare quel che succederà a metà secolo.
Ma il Consigliere Presidente evidentemente non conosce la psicologia dell’età evolutiva, di adolescenti e giovani che vivono giorno per giorno. E vorrebbero vivere, come la nota “nota, in allegrezza, che del diman non v’è certezza. Quanto è bella giovinezza, che si fugge tuttavia…
Allora ci chiediamo, noi tapini cittadini con le lacrime agli occhi per vedere la desolazione delle nostre piazze stupende e le serrande chiuse e gli uccelli stramazzati per terra per i botti, se il Presidente ci fa o ci è.
Nella sua proposta per guardare al 2050 sarà cicondato da “Una squadra di scienziati e filosofi per il nostro futuro”, ma, ci rassicura, anche economisti e operai, imprenditori sportivi e botanici.. fermati Presidente altrimenti oltrepassi il numero.
Il Pegaso ha le ali proprio per volare”, esordisce con slancio. “L’emergenza non deve impedirci di riprendere in mano il binocolo per provare a vedere la regione del futuro”. Peccato che noi vorremmo ammirare una stupenda gestione della regione del presente. Presenterà la proposta nel primo ufficio di presidenza dell’anno. Comprese le opposizioni, ma quanto è buono lui..per coinvolgere nella mission tre Magnifici Rettori, come noi datati li appellavamo, delle Università toscane, insieme direttori di Sant’Anna, Normale e Imt: “Mi piacerebbe che tra un anno, un anno e mezzo dal lavoro della commissione uscisse un documento che imposti la rotta per la Toscana che attende i nostri figli” lanciando una sfida in piena pandemia per il 2021 barra 22. La cui fine si prevede nel il 2023. Già, se i nostri figli non saranno già scappati da questa città, questa regione , questo Paese che offrono sempre meno futuro.
“Trent’anni fa la politica non aveva immaginato il turismo low cost e oggi ne paga le conseguenze. Come non aveva immaginato quanto potesse pesare la digitalizzazione per lo sviluppo di un territorio. A Pisa sono nate le telecomunicazioni con Marconi eppure non c’è un’industria di settore. Quando la politica anticipa il progresso è in grado di guidarlo, questo è il punto. Pensiamo allo sviluppo della robotizzazione nell’industria e nei servizi: che effetti avrà sull”economia toscana? E l’agricoltura sarà sempre la stessa tra 30 anni?” Si chiede accoratamente il Presidente. In realtà non aveva immaginato e previsto neppure una pandemia planetaria.
Per la ristorazione, il turismo, l’accoglienza e e le infrastrutture necessarie e ora non sufficienti, Il presidente dichiara di avere informato il governatore della sua volontà di identificare una squadra di esperti fuori dalla logica dei partiti, che si occupi del dopodomani mentre la politica gestirebbe il presente e il futuro immediato.
Purtroppo in momenti di crisi come quello che stiamo attraversando quello che necessita davvero è uscire da questo magma che mette in pericolo la saluta dei cittadini e ingessa l’economia. Dunque occorre individuare tutte le risorse possibili e utilizzarle in sinergia per uscire da questo drammatico stallo. I sogni e i voli pindarici mettiamoli in un casseto per tirarli fuori al momento opportuno.
“Quanto all’uso del recoveri fund, 8-10 miliardi di euro più 3 o 4 di nuovi fondi europei 2021-2027, Il Consiglio regionale all’unanimità ha chiesto un ruolo forte della Regione auspicando che per alcune infrastrutture strategiche ai presidenti vengano dati poteri commissariali. La decisione non può spettare solo al governo, troppo lontano dai cittadini: occorre confrontarsi con territori, sindaci, Province. Non difendo i municipalismi, dico che le Regioni possono fare da cerniera” E questo può essere utile e opportuno.
“La banda larga in tutta la Toscana è ad esempio una priorità che solo il livello locale può prevedere. Nella riforma del regionalismo il principio va ribadito: il centralismo statalista non va bene, tanto più su materie come sanità e immigrazione”.
Proprio essenziale riformare lo statuto per fare entrare un nono assessore in giunta?
“Serve largo consenso e credo che il presidente Giani saprà trovare un equilibrio. Non parliamo solo di giunta ma pure di due sottosegretari e di un ufficio di presidenza più largo e senza costi aggiuntivi. In questo momento avere più politica può servire a dare risposte migliori e più puntuali ai cittadini sia per affrontare l’emergenza sia per progettare il futuro”.
Sperando che l’emergenza, della cui durata non sappiamo nulla di nulla, sia terminata nel 2050.
Carla Ceretelli

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