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I voli pindarici del Presidente del Consiglio regionale: La Toscana del 2050 ( sic!)

Nella sua proposta per guardare al 2050 sarà cicondato da “Una squadra di scienziati e filosofi per il nostro futuro”, ma, ci rassicura, anche economisti e operai, imprenditori sportivi e botanici..

di Carla Ceretelli | 4 Gennaio 2021

Quale migliore difesa da una realtà drammatica  che   non andare in letargo e tingere  il proprio sonno di sogni colorati. Tipo rosso, arancione, giallo. Ma, tranquilli, state sereni che nel 2050 saremo verdi.

Mentre  il capoluogo piange miseria per carenza di turismo insieme a tutto il territorio regionale,   e mentre le file a Caritas  si allungano,  crescono in modo esponenziale,  quotidianamente, con  diseredati di sempre, arrricchite dai  nuovi poveri,  idee brillanti emergono dalle sedi istituzionali.

Comprendiamo che in momenti difficili non ci si deve deprimere bensì  auspicare e ipotecare    un futuro migliore approfittando dello stallo e dell’impasse.  Ma  un  piano   trentennale ci pare francamente esagerato.

Ma, ci rincuora Mazzeo,  e lungimirante  Presidente del Consiglio regionale, dallo scranno  che fu dell’attuale Governatore, saranno assunti 10 tecnici competenti , rigorosamente fifty fifty di genere e tanti giovanissimi. Perchè giusto  a loro può interessare quel che succederà a metà secolo.

 Ma il  Consigliere Presidente  evidentemente  non conosce la psicologia dell’età evolutiva, di adolescenti e giovani che vivono  giorno per giorno. E vorrebbero vivere, come la nota “nota,  in allegrezza, che del diman non v’è certezza. Quanto è bella giovinezza, che si fugge tuttavia…

Allora ci chiediamo, noi tapini cittadini con le lacrime agli occhi per vedere la desolazione delle nostre piazze stupende e le serrande chiuse e gli uccelli stramazzati per terra per  i botti, se il Presidente ci fa o ci è.

Nella sua proposta per guardare al 2050 sarà cicondato da  “Una squadra di scienziati e filosofi per il nostro futuro”,  ma, ci rassicura, anche economisti e operai, imprenditori sportivi e botanici.. fermati Presidente altrimenti oltrepassi il numero.

Il Pegaso ha le ali proprio per volare”, esordisce con slancio.  “L’emergenza non deve impedirci di riprendere in mano il binocolo per provare a vedere la regione del futuro”. Peccato che noi vorremmo ammirare una stupenda gestione della regione del presente.  Presenterà la proposta nel primo ufficio di presidenza dell’anno.   Comprese le opposizioni, ma quanto è buono lui..per coinvolgere nella mission  tre  Magnifici Rettori, come noi datati li appellavamo,  delle Università toscane, insieme  direttori di Sant’Anna, Normale e Imt: “Mi piacerebbe che tra un anno, un anno e mezzo dal lavoro della commissione uscisse un documento che imposti la rotta per la Toscana che attende i nostri figli”   lanciando una sfida in piena  pandemia  per il 2021 barra 22.  La cui fine si prevede nel  il 2023. Già, se i nostri figli non saranno già scappati da questa città,  questa regione , questo Paese che offrono sempre meno futuro.

“Trent’anni fa la politica non aveva immaginato il turismo low cost e oggi ne paga le conseguenze. Come non aveva immaginato quanto potesse pesare la digitalizzazione per lo sviluppo di un territorio. A Pisa sono nate le telecomunicazioni con Marconi eppure non c’è un’industria di settore. Quando la politica anticipa il progresso è in grado di guidarlo, questo è il punto. Pensiamo allo sviluppo della robotizzazione nell’industria e nei servizi: che effetti avrà sull”economia toscana? E l’agricoltura sarà sempre la stessa tra 30 anni?” Si chiede  accoratamente il Presidente. In realtà non aveva immaginato e previsto  neppure una pandemia planetaria.

Per la  ristorazione, il turismo, l’accoglienza e e le infrastrutture necessarie e ora non sufficienti,  Il presidente  dichiara di avere  informato   il governatore  della sua volontà di  identificare  una squadra di esperti  fuori dalla logica dei partiti, che si occupi del dopodomani mentre la politica  gestirebbe il  presente e il  futuro immediato.

Purtroppo in momenti di crisi come quello che stiamo attraversando quello che necessita davvero è uscire da questo magma che mette in pericolo la saluta dei cittadini e ingessa l’economia. Dunque occorre individuare tutte le risorse  possibili e utilizzarle in sinergia per uscire da questo drammatico stallo. I sogni e i voli pindarici mettiamoli in un casseto per tirarli fuori al momento opportuno.

“Quanto all’uso del recoveri fund,  8-10 miliardi di euro più 3 o 4 di nuovi fondi europei 2021-2027,  Il Consiglio regionale all’unanimità ha chiesto un ruolo forte della Regione  auspicando che per alcune infrastrutture strategiche ai presidenti vengano dati poteri commissariali.  La decisione  non può spettare  solo al governo,  troppo  lontano dai cittadini: occorre confrontarsi con territori, sindaci, Province. Non difendo i municipalismi, dico che le Regioni possono fare da cerniera” E questo può essere utile e opportuno.

“La banda larga in tutta la Toscana è ad esempio una priorità che solo il livello locale può prevedere. Nella riforma del regionalismo il principio va ribadito: il centralismo statalista non va bene, tanto più su materie come sanità e immigrazione”.

Proprio essenziale riformare lo statuto per fare entrare un nono assessore in giunta?

“Serve largo consenso e credo che il presidente Giani saprà trovare un equilibrio. Non parliamo solo di giunta ma pure di due sottosegretari e di un ufficio di presidenza più largo e senza costi aggiuntivi. In questo momento avere più politica può servire a dare risposte migliori e più puntuali ai cittadini sia per affrontare l’emergenza sia per progettare il futuro”.

Sperando che l’emergenza, della cui durata  non sappiamo nulla di nulla, sia terminata nel 2050.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: agricoltura, anni, caritas, commissione, consenso, costi, crisi, emergenza, euro, filosofi, futuro, giovani, governo, immigrazione, lavoro, pisa, presidente del consiglio, sanità, statuto, sviluppo, toscana

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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