• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

I Torquemada da strapazzo

Il 22 ed il 23 marzo, giorni in cui si voterà per il referendum sulla giustizia, si annunciano di straordinaria follia. Solo il fatto di pretendere che gli italiani allora siano diventati tutti esperti di diritto comparato, dovrebbe essere sufficientemente indicativo. Il professor Barbero, già conoscitore attento di duemila anni di storia, se ne è dovuti appioppare anche altri cento di giurisprudenza. Intanto, ci si sbizzarrisce nelle situazioni più incredibili. Chi vede estendere l’ombra del dominio politico sulla giustizia, quando fu il fascismo a volerle unificate le carriere. Evidentemente Dino Grandi era un incompetente. Chi è stato perseguito da giudici dell’attuale ordinamento, teme il ritorno dei Torquemada da strapazzo. Presto rimpiangeremo pubblici ministeri equilibrati e garantisti come Davigo, De Pascale, Di Pietro, Maddalena, Boccassini. Una tragedia..

di Riccardo Bruno | 30 Gennaio 2026
Goffredo Bettini

Il 22 ed il 23 marzo, giorni in cui si voterà per il referendum sulla giustizia, si annunciano di straordinaria follia. Solo il fatto di pretendere che gli italiani allora siano diventati tutti esperti di diritto comparato, dovrebbe essere sufficientemente indicativo. Il professor Barbero, già conoscitore attento di duemila anni di storia, se ne è dovuti appioppare anche altri cento di giurisprudenza.

Intanto, ci si sbizzarrisce nelle situazioni più incredibili. Chi vede estendere l’ombra del dominio politico sulla giustizia, quando fu il fascismo a volerle unificate le carriere. Evidentemente Dino Grandi era un incompetente. Chi è stato perseguito da giudici dell’attuale ordinamento, teme il ritorno dei Torquemada da strapazzo. Presto rimpiangeremo pubblici ministeri equilibrati e garantisti come Davigo, De Pascale, Di Pietro, Maddalena, Boccassini. Una tragedia..

Se uno legge il pensiero di un fine stratega come Goffredo Bettini, apprende che lui era favorevole alla separazione delle carriere, come tutto il suo partito nel 2018 del resto, ma che voterà contro lo stesso. Bisogna dare una spallata ad un governo barcollante. Poco importa che l’intero partito democratico possa implodere, dato che non tutti posseggono il senso della manovra politica di un Bettini. Chicco Testa preferisce essere coerente alle sue idee, per non parlare di un Ceccanti o di un Barbera, professionisti del settore e curatori dei progetti di riforma.

La cosa di maggior buon senso che poteva fare il Pd davanti alla proposta del governo, era di congratularsi. La maggioranza era venuta sulle sue posizioni con soli cinque anni di ritardo. Invece l’onorevole Schlein voleva andare, come sua prassi, allo scontro. Purtroppo ha scelto il terreno più sdrucciolevole, considerati i precedenti. Senza contare la pretesa che i comuni cittadini si pronuncino su temi di cui francamente non sono competenti e magari a fatica capiscono di che si tratti, tipo il doppio Csm.

Può darsi benissimo che in caso di vittoria del no, un governo in difficoltà sbandi clamorosamente, il che pure non comporta che il Pd se ne avvantaggi. Nel corso di questa sua battaglia referendaria, il Pd deve rifare tutti i conti. Calenda, piuttosto che allearsi a verdi sinistra e Conte, preferisce la più rassicurante Forza Italia. Lo stesso Pd potrebbe spaccarsi. Picierno, Del Rio, Gori, non sembrano più compatibili in quel partito.

Si capisce bene che la suggestione referendaria debba essere parsa irresistibile. Far saltare la Meloni come saltò Fanfani sul divorzio. L’unica controindicazione meritevole di venir soppesata, è che il divorzio c’era già in tutto il mondo democratico, in alcuni paesi europei, fin dal 1800. Esattamente, come oggi, c’è già ovunque la separazione delle carriere. Di comune con il referendum del 1974, c’è solo il drammatico ritardo del paese sulla Giustizia come allora sui diritti civili.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti