Da qualche anno a questa parte, il nostro Paese si trova a sfidare condizioni e circostanze difficili da gestire ed affrontare.
La crisi economica, figlia non solo della crisi finanziaria del 2008, ma anche della crisi culturale e sociale che ha tempi ben più antichi (lontani dalla globalizzazione) attanaglia il nostro Paese come una spada che infilza con sadismo un corpo già massacrato dalle fruste degli anni di piombo, dal debito pubblico e dalle vicende storiche che hanno dettato i tempi della Repubblica.
Il primo tempo repubblicano, ricordato perché nato dalla fondazione della Repubblica Parlamentare, si concluse con lo scandalo di tangentopoli e l’arresto noti esponenti politici, il quale aveva segnato la fine della Democrazia Cristiana ed infine aveva dato un’apertura al secondo tempo della storia della nostra Repubblica con la discesa in campo di Silvio Berlusconi, personaggio noto del mondo imprenditoriale che ha stravolto il modo di vedere e vivere la politica.
Sono stati anni di grandi cambiamenti, quelli del secondo tempo della Repubblica Italiana; pensiamo ai nuovi attori nella politica degli anni novanta, la nascita della Lega Nord e la rivalsa dei movimenti autonomisti, l’adesione della moneta unica nel 2002, gli anni degli attentati terroristici che hanno colpito prima gli Stati Uniti l’11 settembre 2001 e si sono terribilmente susseguiti gli attentati a Madrid, Londra, Parigi, Bruxelles, Berlino che hanno cambiato il modus operandi degli attori internazionali a livello globale in materia di sicurezza pubblica, la quale non ha riguardato solo i trasporti, ma ha coinvolto la vita quotidiana di ognuno di noi; le nostre abitudini, i nostri spostamenti, i nostri sguardi quando camminiamo per strada o viaggiamo non sono più rassicurati.
Abbiamo ricevuto e subito conseguenze economiche, politiche e sociali in questi anni da secondo tempo della Repubblica che si sono rivelati difficili da gestire ed affrontare; non si sarebbe mai pensato che saremmo arrivati a questo punto, allorché le dinamiche internazionali, come una cascata, ricadono sui cittadini, gli elettori e le generazioni future.
Una delle peggiori conseguenze che ha accompagnato il secondo tempo della Repubblica riguarda la guerra; ma non argomentiamo di una guerra dagli schemi bellici classici che conosciamo; sotto questo aspetto trattiamo della guerra dell’informazione, la quale nasce nel periodo della guerra fredda con l’URSS, ma si evolve e diventa uno strumento bellico/cognitivo devastante e determinante per l’opinione pubblica, mirino preferito dalla politica nazionale e dai gruppi di pressione di varia origine.
Pensiamo alla strategia della tensione degli anni settanta, la strategia della persuasione nel mondo economico del consumo ed il terrorismo economico, per rendere l’idea, che travolgono le menti di tutti coloro che si trovano a recepire le informazioni (elettori, cittadini comuni ed anche istituzioni di ogni ordine e grado, industrie e banche) con impatti non classificabili poiché l’avvento di internet e del mutamento della ricezione delle notizie ha generato una forma di comunicazione mordi e fuggi poco attendibile, in molti casi ha ridotto i tempi di pubblicazioni di notizie avvicendando subito le più svariate versioni o interpretazioni, e di conseguenza si innesta a ciò un meccanismo di preclusione di una sana valutazione della notizia per gli utenti che usufruiscono della visualizzazione e lettura delle notizie.
Questo ulteriore mutamento del recepimento delle informazioni ha accompagnato il nostro Paese all’avvento del terzo tempo della Repubblica Italiana con la nascita del Popolo viola, oggi conosciuto come Movimento 5 Stelle; la storia di questo movimento può apparire strana e stramba; guardando la sua evoluzione, il popolo viola era nato con l’obiettivo di raccogliere la protesta/denuncia del cittadino comune che aveva ricevuto porte in faccia dal politico o dal Partito per il quale era simpatizzante e magari votante; il popolo viola aveva capito che il malessere era comune ed iniziò questa ascesa verso i palazzi.
La ciliegina sulla torta fu posta da Beppe Grillo, personaggio televisivo scomodo a moltissimi ma amato da moltissimi polemisti; un uomo che spacca lo schermo in fatto di comunicazione perché è realista e conflittualista.
Il movimento cinque stelle si lancia in via definitiva nelle elezioni politiche con le Regionali in Sicilia del 2012. La reazione dell’elettorato fu chiara: voto di protesta.
Il successo del movimento in questa corsa politica condusse i comuni cittadini ai banchi nella sede dell’assemblea Regionale più antica al mondo. Il Movimento 5 Stelle capeggiato da Gian Roberto Casaleggio, il quale aveva come uomo spacca schermi pc, tablet, telefonini e tv Beppe Grillo, il polemista per eccellenza cacciato dalla Rai trenta e più anni orsono, torna “in grande stile” generando disaffezione e odio verso le istituzioni ma al contempo vuol entrare nei palazzi.
L’impresa delle elezioni nazionali del 2013 fu un grande successo poiché il Movimento ottenne il 25% ed entrò nei palazzi istituzionali.
Ritorna in auge il populismo, fenomeno che ha colto anche la Lega di Matteo Salvini e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, cresciuti in maniera considerevole in fatto di percentuali e consensi per la loro discesa in campo attraverso lo strumento della protesta ma anche del motto “Prima gli italiani” facendo così ritornare il fenomeno del sovranismo prima in sordina e poi a gran voce.
Questi partiti hanno emulato il modus operandi, in fatto di comunicazione, il Movimento 5 Stelle ammagliando le folle; hanno applicato forme di aggregazione politica carenti di formazione ed educazione civica, materia abolita da molti anni nelle scuole e annullata nei processi pedagogici generali.
Forza Italia, partito che aveva rilanciato il centro destra per due e poco più decenni con successi strepitosi, ha subito duri colpi in fatto di consensi perché le circostanze giudiziarie del suo leader, l’abbandono del partito da parte di personaggi portatori di consensi e la carenza di continuità, oggi vede questa realtà politica indebolita ma non finita.
Non dimentichiamo, in ultimo, il centro sinistra.
L’area politica in questione ha avuto le sue dinamiche – direi abbastanza infelici – che lo hanno condotto tra il secondo ed il terzo tempo della Repubblica italiana a formare prima La Margherita, poi i Democratici di Sinistra e poi il Partito Democratico vedendo una costante presenza di personaggi politici che da qualche anno a questa parte si rifiutano di essere dei padri nobili del partito, ovvero uomini che dopo la loro carriera politica, invece di perseverare nella scena politica, dovrebbero mettersi da parte e dare consigli utili ai giovani del centro sinistra, i quali vorrebbero svolgere con dedizione e passione l’attività politica.
Le condizioni che ad oggi ci ritroviamo a condurre ogni giorno, apparentemente non sono rassicuranti; ma se ci si lascia trascinare dal vortice del pessimismo senza guardare da diverse angolazioni, noi cittadini ed elettori, noi giovane generazione, avremo un altro modo di agire e reagire nella società che ci circonda.
Antonella Leonardi

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