I ragazzi stanno bene è una commedia intelligente e divertente scritta e diretta da Lisa Cholodenko. Presentata ai vari Festival di cinema, da quelli indipendenti (Sundance fucina di novità e giovani talenti cresciuti lontani dalle tradizionali scuole di cinema) a quelli più tradizionali (Berlino, Festa di Roma) la pellicola ha riscosso il consenso del pubblico e della critica ed è finalmente arrivata anche in Italia distribuita dalla Lucky Red. Speriamo che serva a far capire anche ai nostri registi che si possono affrontare argomenti anche difficili che riguardano la vita normale di tutti i giorni, senza necessariamente ricorrere alla pruderie o alla battuta crassa che niente risolve e non aiuta certo a capire. Nic e Jules sono una perfetta coppia di mezza età ancora profondamente innamorata dopo più di venti anni di convivenza. Insieme hanno creato una famiglia e insieme crescono i due figli adolescenti nati con l’inseminazione artificiale, Joni (Mia Wasikowska), e Laser (Josh Hutcherson.
Nic e Jules sono una coppia lesbica. La regista, lesbica dichiarata e con un figlio nato dal’inseminazione artificiale, non vuole dimostrare la “normalità” della coppia gay ma evidenzia e sottolinea la “normalità” dell’amore inserendo nella storia un “incidente di percorso” e lo fa con leggerezza e intelligenza. Sarà l’amore che ancora lega le due mamme, accompagnato dalle battute che ogni figlio adolescente non si lascia sfuggire, (“voi non potete lasciarvi…siete troppo vecchie per fare queste cose”) che riporterà l’armonia e l’equilibrio nella famiglia. Tutto funziona in questo film, dalla sceneggiatura, ottimamente scritta dalla regista (tutte le situazioni sono credibili) all’interpretazione veramente eccezionale sia di chi è già affermato, sia di chi deve confermare le prime prove.
La scrittura non punta mai sulle esagerazioni, ma riesce a divertire evidenziando le debolezze umane (esilarante la scena del primo amplesso tra Julie e Paul, bottoni che saltano per l’urgenza dell’atto e, davanti “all’alza bandiera” il saluto tra il divertito e lo stupito di Julie “buongiorno” riempe di risate la sala).
Commedia degli equivoci (le mamme danno per scontato che Laser debba avere tendenze omosessuali) ma anche film forse “scomodo” per una certa cultura.
L’ironia del racconto ha permesso un affiatamento particolare fra gli interpreti che rasentano quasi la complicità, più accentuata quando i figli scoprono il “tradimento” di una delle mamme, ma sempre presente fin dall’inizio del rapporto con “il donatore” Ormai nota la bravura di Annette Beninge di Julianne Moore.
Mark Ruffalo (Paul il “donatore”) interpreta con sottile ironia la parte del dongiovanni eterno farfallone che irrompe nella vita di Nic e Jules. Parte comica scritta quindi, ma arricchita in ogni sua apparizione da una particolare carica di simpatica comicità dall’attore di origine italiana. E’ uno spettacolo da godere con gli occhi e con il cuore il vero affiatamento degli attori sullo schermo. Si conferma l’ottima interpretazione di Mia Wasikowska, già Alice nel film di Tim Burton, mentre emergono la bravura e il talento del giovane Josh Hutcherson. Si ride durante la proiezione ma si riflette anche sull’amore, sull’affetto, sulla comprensione, sul delicato equilibrio di coppia. Molto bella la scena al rallenti quando Nic (Annette Bening) scopre il tradimento di Julie e il monologo di Julienne Moore che spiega il suo amore per Nic e il suo momento di debolezza. Si cede come in qualunque coppia nel momento di fragilità e di insicurezza.
Alla fine sarà anche lo smarrimento dei figli e il loro schierarsi a favore delle mamme che permetterà alla coppia di ricominciare. Il donatore, confuso, verrà definitivamente estromesso da quella piccola comunità in cui aveva portato solo scompiglio. In America qualcosa è cambiato: perfino l’ex governatore della California Schwarzenegger si è schierato a favore delle unioni omosessuali e sta cambiando anche la commedia. L’immaginario hollywoodiano si avvicina alla commedia progressista e da questa commistione nascono film che con leggerezza, ironia, profonda conoscenza dicono tanto, danno due ore di divertimento e lasciano tanti spunti di riflessione.
Consiglio: andatelo a vedere.
Maria Rita Monaco

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