‘Oggi mi vado a far mettere l’occhio di vetro’
’Ormai non sono cose a cui si fa più caso: c’è chi ha un occhio di vetro, chi un parrucchino trapiantato, chi le tette rifatte, chi le labbra rigonfie artificialmente, chi il sesso cambiato, ecc. ecc. ecc.’. Ho riposto così ad un’amica non-vedente che, per ragioni fisiche ed estetiche, stava per operarsi per inserire una protesi artificiale nel bulbo oculare.
Nel film ‘Tutto su mia madre’ di Pedro Almodovar, il personaggio transessuale sostiene che ‘l’autenticità è tutto quello che facciamo per essere quanto più simile all’idea che abbiamo di noi’. Sentirsi autentici significa rispettare se stessi, le proprie inclinazioni, i propri desideri e il proprio modo di sentirsi. Cercare l’autenticità può significare anche sottoporsi a trattamenti estetici, diete, qualche intervento di chirurgia plastica… Non credo che questo tipo di rimedi o di accorgimenti sia penalizzante rispetto alla naturalità o sfiori un atteggiamento maniacale. L’ossessione consiste nel cercare di cambiarsi, anche ricorrendo a interventi chirurgici, per assomigliare ad altri, o ad un pretestuoso ideale di sé, inevitabilmente frustrato e disatteso. La chirurgia e qualsiasi altro tipo di trattamento, non può trasformare in un’altra persona, può solo correggere imperfezioni e mettere in evidenza dettagli e caratteristiche che meritano attenzione. Quando Michelangelo scolpiva i suoi marmi, sosteneva che la figura che ne sarebbe uscita, fosse già contenuta nel blocco che stava lavorando e che il suo solo talento fosse quello di farla emergere…Anche la bellezza, come quelle figure, è un’espressione nascosta che emerge viva e intensa, è un’anima che si svela con l’esuberanza inattesa di un talento sconosciuto.
Rosita Bimbi

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