Per Asino Rosso eBook, (a cura di Roberto Guerra, e-Editor da Ferrara, specializzato in futuribile e avanguardia) sono online due singolari microcataloghi d’arte web, una delle collane innovative …
Ora è il turno di Marco Nava e Daniele Carletti, rispettivamente “Le Meta Stagioni Estreme” e “Wall Street 2019“. Entrambi gravitano nel gruppo milanese “Per un Nuovo Rinascimento” del fondatore e curatore Davide Foschi, noto pittore contemporaneo e Movimento in forte emersione nel panorama nazionale con periodici Festival del Nuovo Rinascimento (tra i protagonisti la stessa conduttrice radio, scrittrice e animatrice letteraria, Stefania Romito, e tra gli intellettuali Pierfranco Bruni del Mibact).
I Microcatologhi di Carletti e Nava, illustrano i lavori in progress dei due artisti, tra opere in versione digitale, rassegne stampe e il pensiero degli autori, sorta di biografie in streaming…
Carletti è Maestro d’arte da lunga data con personali e collettive anche all’estero (Usa e Francia), in Italia e a Ferrara. Dalla cifra estetica tecnicamente superba, ha per focus, certa neometafisica e certo post-iperralismo anche pop molto originali e virtuosi.
“ll mio percorso artistico parte nel 1992, dopo avere svolto esposizioni importanti in buona parte del territorio nazionale e non. Ad oggi con l’esplosione di Lucca.. mi ha ulteriormente stimolato alla ricerca di nuovi orizzonti.
Molte sono le espressioni artistiche oggi, facilitate da supporti tecnici infiniti. In questa società apparentemente libera ma appannata da falsi valori ,l’artista contemporaneo, ha il dovere di rilanciare con il proprio lavoro, un messaggio forte e di scuotere gli stati d’animo dell’osservatore, è ribadire con forza il suo valore sociale”
Recentemente ha partecipato proprio al Festival del Nuovo Rinascimento di Lucca.
Nava è un giovane emergente, già allievo d’arte dello stesso Carletti, alcune mostre a Ferrara e presenze significative sempre a Festival del Nuovo Rinascimento nel 2018 (Trento e Lucca). La sua arte visiva, promossa anche dalla scrittrice Maria Marchese, spazia tra certo neostrattismo e certo appunto neorinascimento ferrarese.
“Il mio percorso artistico è legato alla mia esperienza. Il colore e il segno talvolta materico creano le forme del mio spazio interiore che mi permettono di rappresentare le pulsioni emotive in maniera spontanea senza pregiudizi: si visualizza così la comprensione e la lucidità della mia presenza. L’espressione astratta elabora visioni che rimandano a frammenti e immagini di vita quotidiana, all’esigenza remota di tornare a giocare con il colore quasi a voler incontrare i pennarelli della mia infanzia. Oggi l’arte contemporanea usa supporti tecnologici: si è arte anche questo, il mio dubbio è se i supporti tecnologici che stiamo usando ora possano essere usati a distanza di secoli, mi faccio una domanda potranno vedere un art video fra 200 anni? Non saprei, il futuro è futuro”.
Da… Ferrara, verso una Renaissance cromoartistica 2.0?
La Redazione di Pensalibero

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