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I logici e la guerra

Papa Francesco definì nel 2013 l’era attuale una “terza guerra mondiale a pezzetti”, un concetto che trova conferma nei conflitti recenti. Gli scontri globali, spesso attribuiti a motivi economici, rivelano invece una volontà di potenza che supera le logiche produttive, come dimostrano le guerre in Ucraina e Medio Oriente o il ritiro degli USA da Afghanistan e Siria. La geopolitica, più che la carenza di scambi commerciali evocata da Bastiat, spiega come le forze in espansione cerchino il dominio militare laddove falliscono economicamente, confermando la centralità del potere nei rapporti internazionali.

di Angelo Giubileo | 26 Dicembre 2024
Nietzsche e Heidegger

Siamo o non siamo nel corso di “una terza guerra mondiale a pezzetti”?
Il relativo monito di Bergoglio risale all’anno del suo insediamento al soglio pontificio di Roma, nel 2013. Da allora, sullo scacchiere internazionale abbiamo assistito a una serie di scontri e di ritiri militari, in specie delle truppe statunitensi, da territori in qualche modo contesi sul piano economico e commerciale.
L’economista liberale francese Frederic Bastiat è passato alla storia per la sua ben nota frase: “Dove non passeranno le merci passeranno gli eserciti”.
Il detto, secondo i più, implicherebbe il fatto che, laddove la produzione non si alimenti, la guerra diventi una necessità.
Nello scacchiere internazionale odierno, molti osservatori fanno altresì riferimento all’ipotesi di “tre imperi” (cfr. Parag Khanna, edizione italiana Fazi 2009), statunitense cinese ed europeo, da oltre venti anni senz’altro in contesa economica tra loro.
Ma, i dati dicono che mentre negli ultimi vent’anni la produzione di USA e Cina sia cresciuta, quella cinese in particolare, la produzione complessiva dell’Europa, o meglio dell’Unione europea, sia invece in fase recessiva e comunque non sia cresciuta in maniera tale da far fronte alla crescita, simmetrica, degli altri due imperi suddetti.
Inoltre, altro fatto ancora più rilevante, riguarda il fondamento geopolitico legato allo scoppio degli scontri bellici manifestatisi.
Infatti, non è senz’altro per ragioni di carente produzione economica e commerciale di energia che la Russia ha dichiarato guerra all’Ucraina oppure Israele ha attaccato il territorio palestinese e libanese; e, ancor prima, gli USA si sono ritirati dall’Afghanistan e dalla Siria; e prima ancora, abbiamo assistito al fallimento delle “primavere arabe” e del conflitto tra opposte fazioni nella Libia ricca di giacimenti petroliferi.
In fondo, la geopolitica consente di contestualizzare i fenomeni, e così dovrebbe essere interpretata anche la frase di Bastiat. In sintesi: una forza, in espansione, laddove non riesce a imporsi mediante lo scambio commerciale, tende a imporsi militarmente.
Così che, parafrasando Heidegger: l’umanità ha ridotto tutto a un rapporto di forze e allora non sa più semplicemente (dire) che cos’è che una cosa è.
La guerra è l’esito di una volontà di potenza.

Angelo Giubileo  

Pubblicato in : EditorialeTag: afghanistan, anni, cina, dichiarato, europa, fallimento, guerra mondiale, libia, piano economico, roma, scambio, scontri, siria, unione europea, usa

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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