Se il programma del libro è tracciare la storia, le idee e gli uomini liberali fiorentini dal 1943 al 1970, sullo sfondo c’è l’Italia di oggi che, ha bisogno – come l’Italia del ’43 – non di riforme, bensì di ricostruzione.

Se dunque il programma del libro è tracciare la storia, le idee e gli uomini liberali fiorentini dal 1943 al 1970, alla fine questi anni della ricostruzione esprimono la riscoperta e la voglia di un liberalismo autentico che si fa e si matura quotidianamente attraverso una partecipazione altrettanto autentica. Sullo sfondo, naturalmente, c’è l’Italia di oggi che, con il dramma della sua politica incapace, dei suoi partiti liquidi, della partecipazione scaduta, stretta tra un’arretratezza culturale e pesanti deficit strutturali, ha bisogno – come l’Italia del ’43 – non di riforme, bensì di ricostruzione.
Foto 6 – Vittorio Fossombroni con Eugenio Artom, i due leader del Partito Liberale, che nel dopoguerra furono per molti anni apprezzati protagonisti della vita politica e amministrativa della città di Firenze oltre che nazionale.
Foto 7 – In questa immagine Eugenio Artom incontra il Sindaco di Firenze GiorgioLa Pira.
Foto 27 – Piazza Strozzi, 31 maggio 1970.
Le piazze fiorentine vedono in questi anni un’assidua presenza di leader politici locali e nazionali e i comizi, sempre accesi e affollati, rafforzano il contatto con gli elettori, una buona abitudine ormai passata di moda.
Qui sono sul palco il Segretario nazionale liberale Malagodi, accanto a lui Ubaldo Rogari ed Eugenio Artom, dietro si intravede il giovane Francesco Colonna, oggi affermato giornalista.




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