E’ storia recentissima nota a tutti.
Il governo vara delle decisioni sull’emergenza corona virus ed immediatamente su tutte le TV, social, quotidiani scatta la gara dei governatori, capeggiati dal fiero ex nordista, a fare a chi è il più bravo della classe.
Chiudere tutto, fermare aerei, al bando i cinesi, tenere presente che il corona virus ama il mare e quindi quasi certamente sarebbe salito sui barconi dei loro amati migranti e via a salire sino a misure richiamate dalle pestilenze di Manzoniana memoria.
Parole, parole, parole, sparate ai quattro venti ogni minuto e su ogni media a tiro, che hanno fatto il giro del mondo e hanno trasformato gli Italiani in untori, con danni incalcolabili al turismo, alle aziende, alle persone che per turismo o lavoro devono recarsi all’estero.
Un danno mediatico enorme causato da questa malattia del presenzialismo, questo mercato delle vacche, oramai divenuto, questi si, una pandemia neuropsichiatrica.
Una classe politica indegna, agli antipodi dei canoni anche dell’ultimo dei nostri padri della Repubblica.
Non riescono proprio a tacere e fare, questi subpolitici si parlano addosso.
Siamo gli ultimi d’Europa perché abbiamo lasciato la politica tra le zampe di questi blateratori da bar dello sport.
Imparino: in Germania si è saputo oggi che ci sono centinaia di persone in quarantena, quasi più che in Italia, ma nessun politico Tedesco di maggioranza o opposizione a proferito parola, questo nell’interesse nazionale.
Parole centellinate in Francia e anche lì i contagiati non mancano, in Spagna, Austria e ritengo un po’ ovunque anche se magari non lo sanno perché non fanno i famigerati tamponi anche a chi ha solo la candela al naso.
Oggi 27 febbraio 2020, con una faccia che da oscar, ma io avrei in mente un francesismo più idoneo all’uopo, all’improvviso si proclama che l’emergenza è finita.
Non è cambiato nulla, ma è cambiato tutto, si sono resi conto che avevano intrapreso la strada sbagliata e sarebbero scesi nei sondaggi, soprattutto con i loro amati imprenditori.
E’ l’unico parametro che conoscono.
Mi auguro che gli Italiani, tra un problema e l’altro causato da questa banda del buco, trovi il tempo per ragionare e alle prossime elezioni assesti un preciso calcio di rigore sul deretano di questi “facebucari” da quattro palanche.
Fiorenzo Da Ros
I “facebucari”
Parole, parole, parole, sparate ai quattro venti ogni minuto e su ogni media a tiro, che hanno fatto il giro del mondo e hanno trasformato gli Italiani in untori, con danni incalcolabili al turismo, alle aziende, alle persone che per turismo o lavoro devono recarsi all’estero.

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