Con I due Foscari di Verdi domenica 22 l’84° Maggio Musicale Fiorentino approda al quarto titolo operistico, nel quale spicca la presenza di Placido Domingo. Per Firenze I due Foscari (composta da Verdi nel 1844, durante gli “anni di galera”, su libretto di Francesco Maria Piave dall’omonimo dramma di Lord Byron) rappresenta un’opera mai eseguita, ma di grande valore, come sottolineato dal celebre cantante spagnolo: “Questa opera è molto interessante e alla Scala è stata messa in scena varie volte fra gli anni ’70 e ’90; personalmente l’ho affrontata una trentina di volte in vari teatri del mondo. In essa si presentano alcune delle tematiche tipiche verdiane, come quella dell’amore verso il figlio. A questo proposito devo dire che con i miei 81 anni ho l’età esatta per il personaggio del doge Francesco, padre di Jacopo, come quando, 60 anni fa, avevo l’età giusta di Alfredo per La Traviata! E nel frattempo sono passato dal registro di tenore a quello di baritono. Comunque sono entusiasta di tornare al Maggio con questa splendida produzione, considerando anche che la mia prossima recita sarà la numero 4100”.
Sul podio figura un esperto del repertorio verdiano e pucciniano, il direttore Carlo Rizzi, che si è anzitutto dichiarato “estremamente impressionato dall’acustica della Sala Mehta, in cui, fra l’altro, il rapporto con il palcoscenico è più semplice, date le non enormi dimensioni”. Rizzi prosegue: “I due Foscari è un’opera che non ho mai diretto e in essa mi ha impressionato il fatto che ogni personaggio abbia una sorta di leitmotiv ante litteram: l’ingresso del soprano forte e volitivo, il tenore con una frase triste del clarinetto e il baritono, alla sua apparizione, con una musica dolce e crepuscolare. Questo melodramma, relativamente breve, si svolge in modo rapido e devo dire che la regia è davvero perfetta, anche per l’uso efficace dello spazio a disposizione”. La regia è affidata a Grischa Asagaroff, che con il Maggio ha collaborato per la realizzazione de L’elisir d’amore per i bambini: “Si tratta di un’opera triste, in cui musicalmente domina il modo minore, e che necessita di voci e personalità di rilievo; anche il coro (soprattutto maschile) ha una parte molto rilevante. Abbiamo cercato di utilizzare al meglio lo spazio ridotto del palcoscenico, con una scenografia dominata dalla riproduzione della tomba di Foscari della basilica dei Frari a Venezia: essa avrà la funzione di una torre scenica che gira. Per quanto riguarda i costumi, saranno in linea con l’epoca in cui si svolge il dramma; in questo senso io sono un po’…vecchio stile!”. Le scene e i costumi sono firmati da Luigi Perego e le luci da Valerio Tiberi.
Fra gli altri interpreti ricordiamo il tenore Jonathan Tetelman nel ruolo di Jacopo Foscari, il soprano Maria José Siri (Lucrezia Contarini, moglie di Jacopo), ospite negli ultimi tempi al teatro fiorentino con Adriana Lecouvreur di Cilea e che si è dichiarata “felice di tornare al Maggio Musicale, oltre tutto al fianco di Domingo e affrontando un personaggio forte sia per temperamento, che per vocalità”. Completano il cast dei cantanti Riccardo Fassi (Jacopo Loredano), Joseph Dahdah (Barbarigo), Xenia Tziouvaras (Pisana) Lulama Taifasi (Fante) e Adam Jon (servo del Doge).
L’opera prevede anche un breve balletto, la cui coreografia è curata da Cristiano Colangelo, per quindici anni ballerino della (purtroppo) cancellata – alcuni anni fa – Compagnia di Maggio Danza (che peraltro il sovrintendente Pereira ha dichiarato in varie occasioni di voler ricreare): “Quello del balletto è uno dei pochi momenti allegri dell’opera, la Barcarola del III atto” ha osservato Colangelo “in cui ho immaginato, attraverso i movimenti dei ballerini, di evocare dei gondolieri ansiosi di raggiungere delle ragazze in palpitante attesa del loro arrivo”.
Si ricorda che le repliche saranno il 25, il 31 maggio e il 3 giugno alle 20 e il 28 maggio alle 17; in particolare la recita del 3 giugno è in vendita con uno sconto del 50% sui biglietti di ogni settore, grazie alla Fondazione CR Firenze.
Luca Summer

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