• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

I cosacchi di Zaporozhye e la prima carta costituzionale al mondo.( seconda e ultima parte)

di Enrico Martelloni | 15 Ottobre 2018

Con il trattato di Perejaslav del 1654 non si era concluso un accordo di vassallaggio dei Cosacchi di Zaporozhye con lo zarato di Mosca, ma solamente uno dei tanti tratti che tenevano aperta una questione di guerre tra Polacchi, ucraini e moscoviti. Gogol, ucraino di Dikanka, tenterà di scrivere la Storia dell’Ucraina, lui che tanto ne aveva cantato la natura e la bellezza del suo popolo contadino e allo stesso tempo Cosacco,  in numerosi e celebri racconti, come appunto Taras Bul’ba. Ma erano già passato quasi duecento anni dalla morte di Bogdan Khmelnytsky, Getman e Atamano, cioè Principe e condottiero, che aveva risvegliato il sentimento dell’unità del Paese. Da quel momento cioè dal 1654 era scoppiata la guerra Polacco Russa sulla quale s’innestò nel 1666 l’Atamano cosacco Petro Doroshenko della riva destra del Dnepr, il grande fiume che regola il flusso della anima cosacca e della Craina come in origine aveva nome. Petro contrastò la Confederazione polacco lituana sentendosi in grado di poter raggiungere il sogno di riunire anche la riva sinistra dove Kyiv ancora languiva in  un periodo ormai lungo di scarso peso politico e religioso. Al contempo Petro combatté anche i moscoviti, alleandosi con i tatari e i turchi. L’Ucraina e i suoi cosacchi dello Zaporozhye erano accerchiati da ogni lato e sempre in pericolo. Per questo motivo le alleanze seguivano spesso interessi ed equilibri che improvvisamente potevano cambiare. I Cosacchi non erano e mai lo erano stati, nomadi. Erano invece, contadini liberi, registrati e non registrati sotto la Confederazione Lituano polacca, e tutte le famiglie tenevano che i più forti e atletici dei loro giovani, diventassero i temuti e mai domi Cosacchi dello Zaporozhye, luogo dove il Sich era stato costruito sul limite delle cascate del Dnepr, a sud, vicino al confine del Khanato di Crimea. Celebre è il quadro di Repin, acquistato dallo Zar Alessandro III che rappresenta un bivacco ucraino mentre rispondono con parole pesanti e volgari al sultano della Sublime Porta. Nel 1670 però,  Petro Doroschenko concluse un accordo con il Sultano Meheme IV attraverso il Chan Selim I, innescando la terza guerra polacco ottomana fermata dal Gran Atamano polacco Jan Sobieski. L’ Hetmanato cosacco ucraino era in quegli anni in crescendo, uno stato con una propria zecca e organizzazione politica dopo che nei secoli precedenti, piccoli stati avevano vissuto in continua litigiosità. In quel momento, 1667, si era raggiunta la pace tra Polacchi e Moscoviti “ La pace eterna” col trattato di Andrusovo che stabiliva la divisione delle due rive del Dnepr tra Polacchi e Moscoviti, che pagarono per Kyiv 146 mila monete d’oro( Karbovanzi). Per questo l’Atamano Ucraino Petro Doroshenko ingaggiò una guerra liberatrice. I cosacchi, non potendo vincere i moscoviti e questi temendoli mantennero l’Hetmanato come protettorato dopo il tradimento dei turchi e dei tatari di Crimea. L’organizzazione cosacca prevedeva che le cariche più importanti come quella di Atamano, fossero a nomina esclusivamente in forma elettiva. Questo fu sempre un punto di distinzione dalla Moscovia che di origine moksha e dominata per secoli dai mongoli tatari avevano nei secoli acquistato la forma di monarchia assoluta con l’idea di essere eletta da Dio. La stessa religione ortodossa originaria di Kyiv era stata fonte di equivoci e forzature fino alla menzogna in un periodo dove lo Zarato di Moscovia stava bruciando le tappe per divenire in seguito un impero.  E’ in questi anni a cavallo tra il XVII e l’inizio del XVIII secolo che viene eletto Atamano Ivan Mazeppa, celebrato in poemi, narrato da Voltaire, e in musica nella omonima opera di Ciajkovskij e da Liszt. Fu più un grande politico e oratore, coltissimo e poliglotta, che condottiero dei Cosacchi di Zaporozhye. Con lui Kyiv tornò a brillare di luce propria. Uomo forte e bellissimo, conquistò il cuore e il letto della moglie di un alto funzionario quando era stato alla corte del re polacco. Venne per questo condannato e legato ad un cavallo lanciato al galoppo. Sopravvisse, e continuò la sua carriera al fianco di Petro contro il principe Azov. Mazeppa, infine da Atamano, scelse di allearsi con Carlo XII durante la guerra del Nord spingendo le sue forze contro Pietro I che lo aveva in stima. Lo zar considerò tradimento l’abbandono dell’alleanza con lo zarato Moscovita che pian piano stava diventando Russia. Russia, non lo era mai stata, ma la forza di Pietro che ormai vedeva in San Pietroburgo lo splendore della nuova capitale, il cui artefice principale fu l’architetto e urbanista fiorentino di nascita, sicuramente di genitori, Francesco Bartolomeo Rastrelli, erano soverchianti non ostante l’andamento della guerra del Nord. Era il 1709 quando le forze di Carlo XII, fino ad allora vincenti, si unirono ai cosacchi dello Zaporozhye. Pietro ne distrusse la capitale Baturin uccidendo tutti, donne, bambini e quei cosacchi che erano rimasti a difenderla. La mossa fu vincente perché all’esercito svedese mancarono il sostegno logistico e le armi che avrebbero potuto permettere di vincere a Poltava, ancora oggi importante città ucraina che con Kyiv potrebbe essere paragonata per alcuni aspetti d’ importanza letteraria, alla nostra Firenze.  Inizia così l’ultimo e luminoso periodo dell’Hetmanato di Ucraina e dei Cosacchi. Sconfitto e scomunicato Mazepa, anziano, morì durante la fuga. Fu eletto a suo posto Atamano, colui che ne era lo scrivano generale di quello stato: Pylyp Orlik. Uomo profondo, intelligente e poliglotta, proveniva da una famiglia slava di lontana origine Ceca. A lui si deve la prima vera carta costituzionale scritta al mondo. Prima di quella americana e francese. Trentotto anni prima de “Lo spirito delle Leggi” di Montesquieu. Così, il 5 aprile 1710 a Tiahyn, il consiglio dei cosacchi per destare il senso democratico del suo popolo, emanò la prima costituzione scritta, scritta in latino e ucraino antico: “ Pacta et costitutione legum libertatumque exercitus Zaporoviensis”, l’originale è conservato a Stoccolma. La sconfitta di Poltava aveva lasciato il segno e i cosacchi della riva sinistra influenzati dalla forza dello zarato non si unirono più a quelle della riva destra che avevano continuato ad essere alleati degli svedesi e dei turchi. Orlik non fu più in grado di unificare lo stato ucraino per molteplici ragioni. Morì nel 1742 nel principato di Moldovia. Gli succedettero altri. L’ultimo, Petro Kainyshevsky, fu arrestato e deportato nel monastero di Solovky, che diventerà durante il terrore rosso, un celebre lager, all’età di 113 anni. Ormai l’Hetmanato era sempre più in mano a Caterina II di Russia che lo fece sparire nel 1765. Nel 1775, dieci anni dopo fu distrutta Zaporiz’ka Sich, capitale fortificata dei gloriosi Cosacchi ucraini.

Enrico Martelloni

 

 

Pubblicato in : Cultura ed eventi, MaidanTag: anni, carta costituzionale, contadini, costituzione, di pietro, firenze, genitori, giovani, importanza, mondo, natura, religione, sostegno

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti