Nessuno deve pensare di poter tornare ad essere protagonista di una nuova stagione in ragione dei torti subiti in passato. Ma è legittimo e doveroso denunciare le aberrazioni ed i protagonisti di quegli anni bui.

Come è noto, giusto venti anni fa, ci fu in Italia un vero e proprio golpe. Alcuni partiti, alcune procure, una parte del mondo finanziario e imprenditoriale, attraverso una sorta di “associazione temporanea di impresa” fecero convergere i loro sforzi al fine di abbattere i partiti che costituivano la legittima maggioranza nel Paese. C’erano ruberie, finanziamenti illeciti, ed anche una forte degenerazione della politica. Ma tutto ció avrebbe dovuto essere sanzionato caso per caso, non attraverso una generale e feroce persecuzione quale si ebbe per permettere ai protagonisti del golpe di trarre, ciascuno per conto suo, ingiustificati vantaggi. I partiti risparmiati dalle inchieste ebbero la possibilitá di andare al potere che altrimenti avrebbero continuato a vedere col binocolo; il gruppo di imprenditori e finanzieri quella di azzannare le spoglie dell’immenso patrimonio di aziende pubbliche; le procure l’occasione per straripare dal loro ruolo e ottenere una totale immunitá che ancora nessuno riesce a ricondurre nei giusti binari.
Oggi è chiaro che quella falsa rivoluzione, ovvero quel golpe che purtroppo solo gli storici sanzioneranno, ha avuto per l’Italia effetti disastrosi sotto l’aspetto morale (perché la corruzione ha dilagato in maniera maggiore rispetto al passato) e sotto l’aspetto politico (perché è cresciuto il debito pubblico, si è arrestata la crescita, e le istituzioni democratiche sono state ridotte a pezzi).
Quelli che esibivano il cappio (fascisti e leghisti), quelli che tenevano bordone per paura e per opportunismo (postcomunisti e dc di sinistra) quelli che si sono divorati pezzi di patrimonio pubblico ( certi imprenditori, banchieri e finanzieri) sono gli artefici, i protagonisti e, purtroppo, ancora i beneficiari, del disastro e del marciume in atto.
Da costoro oggi dobbiamo pretendere doppie scuse. Prima di tutto verso il Paese, per come lo hanno ridotto.
In secondo luogo verso tutti coloro ai quali provocarono indicibili sofferenze con azioni e campagne di stampa unilaterali e di tale violenza da esaltare addirittura la funzione “salvifica” del sospetto. I Di Pietro, i Bossi, i Fini, ma anche i leaders del PD e le grandi famiglie padrone delle banche, della finanza e dei giornali devono sapere che sono schiacciati da debiti morali verso l’Italia di tale portata che solo ritirandosi a vita privata potrebbero in parte rimetterli. Ma che mai potranno riparare alle sofferenze ed alle morti di uomini e donne che peseranno sempre sulle loro coscienze.
Nessuno deve pensare di poter tornare ad essere protagonista di una nuova stagione in ragione dei torti subiti in passato. Ma è legittimo e doveroso denunciare le aberrazioni ed i protagonisti di quegli anni bui. Chi vestiva gli abiti sconci e ipocriti del moralista e, come era prevedibile, è stato colto oggi con le mani nella marmellata è giusto che sia messo alla gogna. Non perché non si debba riconoscergli l’innocenza fino a prova contraria, ma per non avere egli stesso riconosciuto il beneficio del dubbio quando i sospetti si addensavano sui suoi avversari. E perché chi ha tenuto tali comportamenti non è certo degno di reggere le sorti dell’Italia.

Ma che scuse ! Non servono ,purtroppo ! Certi soggetti vanno c a n c e l l a t i !
Ed occorre soprattutto cancellare il SISTEMA nel quale si impantanano tutti i buoni propositi ( quando ci sono ,il primo impatto è di attrazione morbosa ). Evitiamo di considerare il sistema messo in piedi dalla “politika” nostrana alla stregua della Mafia ,che tutti sanno…”non esiste”. Non c’ é da cambiare ,occorre rifondare completamente ,senza lasciarsi fuorviare da fantasmi tipo l’ “antipolitica”. La gran domanda é:come riuscirci ?
Questo paese è vissuto più di delazione che di buone idee. I risultati sono sotto i nostri occhi.
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