Il prossimo 12 giugno si andrà a votare in quasi 1.000 Comuni italiani per rinnovare Sindache, Sindaci e consigli comunali. insieme a questa votazione al seggio verranno consegnate le schede per cinque quesiti referendari sulla giustizia; non è obbligatorio votarli decidendo tra il sì e il no ma ci sembra importante sottolineare quanto siano importanti e invitare quindi elettori ed elettrici a prendere in considerazione i cinque quesiti, eccoli:
- riforma del CSM
cosa succede se vince il sì? Viene abrogato l’obbligo, per un magistrato che voglia essere eletto, di trovare da 25 a 50 firme per presentare la candidatura. L’attuale obbligo impone a coloro che si vogliano candidare di ottenere il beneplacito delle correnti o, il più delle volte, di essere ad esse iscritti. Con il sì, si tornerebbe alla legge originale del 1958, che prevedeva che tutti i magistrati in servizio potessero proporsi come membri del CSM presentando semplicemente la propria candidatura. Avremmo così votazioni che mettono al centro il magistrato e le sue qualità personali e professionali, non gli interessi delle correnti o il loro orientamento politico.
- equa valutazione dei/lle magistrati/e
cosa succede se vince il SI? Con il sì viene riconosciuto anche ai membri “laici”, cioè avvocati e professori, di partecipare attivamente alla valutazione dell’operato dei magistrati.
- separazione delle carriere dei/lle magistrati/e sulla base della distinzione tra funzioni giudicanti e requirenti
cosa succede se vince il SI? Il magistrato dovrà scegliere all’inizio della carriera la funzione giudicante o requirente, per poi mantenere quel ruolo durante tutta la vita professionale.
- limiti agli abusi della custodia cautelare
cosa succede se vince il SI? Resterebbe in vigore la carcerazione preventiva per chi commette reati più gravi e si abolirebbe la possibilità di procedere alla privazione della libertà in ragione di una possibile “reiterazione del medesimo reato”. Questa è la motivazione che viene utilizzata più di frequente per disporre la custodia cautelare, molto spesso senza che questo rischio esista veramente.
- abolizione del decreto Severino
cosa succede se vince il SI? Con il sì viene abrogato il decreto e si cancella così l’automatismo: si restituisce ai giudici la facoltà di decidere, di volta in volta, se, in caso di condanna, occorra applicare o meno anche l’interdizione dai pubblici uffici.
Daniela Domenici

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