• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

I Banchieri come i farmacisti: o ti salvano o ti uccidono

Un popolo che perde la sovranità monetaria è come una comunità che perda l’unica farmacia disponibile, è condannato ad una lunghissima agonia finanziaria privata e pubblica, che poi nel default ha il suo tragico epilogo.

di Franco Luceri | 23 Marzo 2020

Dopo aver tentato di analizzare la realtà da un’angolazione ambientalista e perciò troppo ampia per cavare qualche ragno dal buco con le mie traballanti risorse culturali e mentali; sono passato ad osservare il problema italiano nel contesto UE, dall’angolazione finanziaria e “credo” di aver capito una cosa.
Negli anni 70 e 80 l’Italia aveva raggiunto, come recitava quel vecchio spot Rai, (“di tutto di più”), un livello di benessere e sicurezza sociale da quarta o quinta potenza industriale e primo paese manifatturiero d’Europa. 
E in quelle speciali ma temibili condizioni era inevitabile che diventasse il bersaglio di tutti gli stati UE e borse mondiali che finivano per essere danneggiati dalla nostra super creatività e competitività economica.
Allora le volpi d’Europa e oltre pensarono bene di indurre o costringere la nostra classe politica a privare gli italiani della MEDICINA  SALVAVITA: la proprietà della moneta.
Così nel 1981 la sovranità monetaria passò da pubblica a privata e la Zecca dello Stato smise di stampare denaro a costo zero per conto dello Stato Italiano e iniziò a stamparlo per conto dei banchieri privati e con piena discrezionalità di prestarlo ad un tasso via via sempre meno legale e sempre più usurario o negarlo del tutto. Ed iniziò il calvario dell’indebitamento crescente e impagabile, che ci porterà alla tomba.
Per capire questo problema, immaginate cosa potrebbe succedere alla fascia di popolazione meno abbiente ma bisognosa di farmaci, se dalla sera alla mattina si decidesse di chiudere tutte le farmacie o centuplicare il costo delle medicine salvavita gratuite.
Togliere ad un popolo la Banca Centrale col potere di stampare denaro a costo zero, (per aiutare la fascia di popolazione povera, malata o improduttiva) è come chiudere l’unica Farmacia del paese o far mancare i farmaci durante un’epidemia. È un modo elementare per far crescere dal punto di vista fisiologico i malati e i defunti.
E dal punto di vista finanziario, per la difficoltà a reperire credito a tasso legale, e per la successiva ed inevitabile rapina tributaria, moltiplicare all’infinito gli sfruttatori, i truffatori, gli avvelenatori, gli evasori, i corruttori, i falliti e i suicidi fra i piccoli imprenditori.
E di conseguenza il debito pubblico con spread astronomico a cui è condannata a ricorrere la politica quando ha difficoltà a reperire risorse finanziarie tassando famiglie e imprese disoccupate o fallite.
Quindi, giusto per sintetizzare, un popolo che perde la sovranità monetaria è come una comunità che perda l’unica farmacia disponibile, è condannato ad una lunghissima agonia finanziaria privata e pubblica, che poi nel default ha il suo tragico epilogo.
Un uomo in buona salute non sa proprio che farsene delle farmacie e delle medicine, ma un malato ha il fragile filo della sua vita legato al farmaco, se glielo neghi lo ammazzi.
E dal punto di vista finanziario il problema identico. Una famiglia o un’impresa in buona salute economica non sa proprio che farsene delle farmacie finanziarie: delle banche a cui portare i propri risparmi o da cui attingere credito.
Ma chi ha la borsa o la vita in pericolo non può fare a meno dei soldi. E quando non riesce a reperirli o li trova soltanto dallo strozzino a tassi di alta macelleria sociale, entra nel girone infernale dei morti viventi, dei piccoli imprenditori condannati a chiudere, fallire, suicidarsi.
Quindi la mancanza della medicina salvavita porta il malato, come epilogo obbligatorio, alla morte. E la perdita, la cessione,  la mancanza di sovranità monetaria ha su un popolo che si trova sotto attacco bellico, pandemico o speculativo, lo stesso effetto mortale. 
In buona salute finanziaria non sa che farsene delle banche. Ma nei momenti eccezionali, quando il bisogno di risorse finanziarie diventa drammatico per una fetta crescente di poveri o di malati, che non può  produrre ricchezza, non avere una propria moneta e il diritto di stamparla per alleviare le sofferenze di chi non sa, non ha, non può è crimine contro l’umanità, è genocidio legalizzato.

Franco Luceri

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, anni 70, banca centrale, banche, borsa, classe politica, debito pubblico, epilogo, europa, finanziaria, italia, punto di vista, rai, soldi

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti