Cattiva politica e cattiva informazione si danno la mano a danno della Verità e della capacità di comprensione dell’opinione pubblica. A qualche giorno di distanza dall’evento se ne sono lette di tutti i colori. Da destra e da manca. Chi lo vorrebbe fare ardere all’inferno, come lui avrebbe voluto fare con i bambini, o, comunque, non con l’intento di spargere profumo e petali di rose distribuendo cioccolatini e merendine.
Chi invece cerca e ravvisa alibi all’operato e alle intenzioni che miracolosamente non sono andate a buon fine. Una concomitanza di azioni coraggiose, a partire dal piccolo che ha telefonato alla mamma ” mamma aiutami ci stanno portando non si sa dove” , agli altri due che lo avrebbero aiutato, all’intervento dell’Arma, ha fatto sì che il miracolo si compisse.
Mi piace pensare che ci sia stato anche un intervento dell’angelo custode.
Dunque, sappiamo da informazioni dei media, solo quelle noi abbiamo, che il mostro aveva precedenti di violenza. Alcuni dicono che ci sarebbe stata un’assoluzione da un processo per molestie, dunque una riabilitazione. Mentre il ritiro della patente per cui si era messo in malattia, pare acclarato.
Altri dicono che, in fondo, per come sono trattati i migranti in questo paese ne avrebbe avuto ben donde. E la colpa sarebbe del perfido Ministro dell’interno che fomenta odio. Salvo poi a vedere scritte sui muri “non sparare a salve, spara a salvini”. Ma, si sa, la mamma degli idioti è sempre incinta.
Certo che il clima non promette nulla di buono, nonostante la primavera incipiente.
Viviamo in un Paese libero e democratico, per ora, per cui sarebbe utile e saggio, tenercelo caro evitando esternazioni allucinanti da una parte e dall’altra.
Tornando a noi, francamente l’autopsia, nel senso etimologico di «visione e conoscenza diretta dei fatti», delle motivazioni per cui il mostro avrebbe agito, non ci appare preponderante. Anche se le indagini andranno fatte. A livello psicologico e giuridico. Ma questo spetta ai magistrati con l’aiuto di psicologi competenti. Si spera.
Rimane e svetta l’azione aberrante, senza attenuanti o giustificazioni, di Paolo, definito uomo buono e non violento dalla fidanzata.
Ben integrato, in sospensione di patente si era messo in malattia. Qualche buontempone, dato che stavolta fortunatamente non si devono piangere vittime e ci si può permettere una nota di amara ironia, ha ipotizzato che qualche categoria gli ha insegnato l’andazzo italiano.
Dunque siamo su due binari paralleli.
In primis Il controllo serrato e serio da parte delle istituzioni, pubbliche e private, sullo stato mentale e psicologico nonchè sul curriculum e precedenti penali o civili, di chi opera con i minori. Controllo che pare decisamente insufficiente, ammesso che ci sia.
In contemporanea la verifica e la comprensione, verso chi ha prodotto un danno irreparabile terrorizzando in maniera inusitata dei ragazzini. Comprensione nel senso etimologico come opportunità di afferrare e valutare sul piano intellettivo e capacità d’intendere. Giammai con tolleranza né indulgenza.
Infatti, al di là del sollievo enorme provato da tutti per l’esito positivo di un dramma che poteva trasformarsi in tragedia, l’atto e le intenzioni, rimangono. Inutile, a mio avviso, la narrazione del mostro che avrebbe voluto, soltanto, prendere in ostaggio i bambini e portarseli in Africa per dimostrare al suo popolo non si sa che cosa avvertendolo di non venire in Italia per il pericolo di morire in mare e , per chi ce la fa, incontrare il Baubau che impera nel nostro Paese. Esortazione, questa, che sarebbe anche cosa buona e giusta.
“Sentivo le voci, dei bambini morti in mare“, avrebbe detto, mentre stava per dar fuoco ai bambini vivi.
Ma il principio imprescindibile e perentorio, è che i bambini non si toccano. Nemmeno con un fiore. Perché qualunque azione violenta e angosciante nei loro confronti li segna per tutta la vita. Anche soltanto minacciata.
E questo sia, almeno, di utilità e ammonimento per tutti coloro che selezionano personale addetto a stare a contatto con l’infanzia e l’adolescenza. Accortezza estrema e controlli cadenzati e obbligatori. Fitti e non fittizi.
Dunque istituzioni religiose e civili, Ministero Istruzione, Stato Regioni e Comuni, ma anche aziende private, ciascuna nelle proprie specificità, prendano atto e facciano tesoro di questa avvisaglia, che non è la prima ma la più eclatante.
Di questa scintilla che si spera non dia origine a un incendio come quello del bus dell’inferno.
Carla Ceretelli

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