• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Hugo Chavez e le conquiste della Rivoluzione Bolivariana

Hugo Chavez non è stato l’ennesimo caudillo sudamericano.Lungi dall’ispirarsi al comunismo o al marxismo, si ispirava autenticamente al bolivarismo ed al socialismo libertario.

di Luca Bagatin | 12 Marzo 2016

La stampa italiana parla di ciò di cui non sa o di cui sa poco.

Ed emargina chi ha lavorato, per tutta una vita, a ricostruire la Storia, la cultura e la politica dell’America Latina.

Stiamo parlando del giornalista e scrittore Gianni Minà che ha contribuito, il 5 marzo scorso, a commemorare il terzo anniversario della morte dell’indimenticato Presidente del Venezuela Hugo Chavez Frìas, presso il Teatro Vittoria nello storico quartiere romano di Testaccio.

Minà, assieme all’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Dott. Julian Isaias Rodriguez Diaz, di fronte ad una platea gremita, ha presentato la storica intervista che fece al Presidente bolivariano Chavez nel 2003.

Di Hugo Chavez abbiamo spesso scritto e presentato la sua ascesa al potere, ovvero a restituire quel potere al suo popolo: nel nome di Simon Bolivar, il condottiero al quale si ispirò per tutta la vita.

Hugo Chavez, il Presidente che viene dalla periferia venezuelana, nato povero ed il cui padre fu un umile maestro elementare in un’epoca in cui il Venezuela era una democrazia mascherata, ove si alternavano – spartendosi il potere e la corruzzione – il partito di centrosinistra Accion Democratica ed il partito democristiano e di centrodestra COPEI, di fatto servi delle politiche del Fondo Monetario Internazionale e degli Stati Uniti d’America.

Hugo Chavez è dunque costretto ad entrare nell’esercito, al fine di riscattare la sua condizione sociale ed ambire a diventare un giocatore di baseball professionista, come egli desidera sin da bambino. Purtuttavia gli studi accademici e militari gli permetteranno di conoscere la leggendaria figura di Simon Bolivar, El Libertador del Venezuela e dell’America Latina dall’Impero di Spagna nel XIX secolo e ciò lo spingerà ad intraprendere un’impresa simile a quella compiuta da Bolivar nei primi anni dell’800: liberare il Paese dalla corruzione e dall’imperialismo economico straniero, nordamericano e multinazionale.

Questo, in sostanza, il quadro nel quale si trova a vivere il giovane Chavez, ricordato da Gianni Minà e dall’Ambasciatore venezuelano Rodriguez Diaz.

Il Chavez che il 4 febbraio del 1992, attraverso un’insurrezione militare di stampo bolivariano tenta di far sollevare la popolazione contro il governo corrotto di Carlos Andres Perez. Purtuttavia, anche se fallirà, riuscirà comunque nel suo intento nel 1998 attraverso l’investitura democratica, candidandosi alla Presidenza da outsider – vilipeso ed osteggiato da tutti, sia in Venezuela che all’estero e dipinto come un dittatore autoritario – con il Movimento Bolivariano Quinta Republica e ottenendo il 56% dei voti, sorprendendo tutti.

Da allora sarà rieletto con precentuali del 60% sino alla prematura morte nel marzo 2013.

E ciò è spiegabile solo attraverso i sorprendenti risultati in termini di emancipazione sociale e di indipendenza economica e nazionale ottenuto dai governi chavisti.

L’anniversario della morte di Hugo Chavez, come ricordato dall’Ambasciatore Isaias Rodriguez Diaz, è infatti un momento di lutto, ma anche di gioia, in quanto ricorda il simbolo della Rivoluzione Bolivariana che ha infiammato l’intera America Latina dal 1998 in poi, attraverso modificazioni sociali importanti che, da Venezuela passando per il Nicaragua, la Bolivia, il Brasile, l’Uruguay, l’Ecuador e l’Argentina ha reso finalmente protagonisti i popoli oppressi attraverso Presidenti che hanno messo al primo posto della loro agenda politica la sovranità nazionale, l’emancipazione economica, la lotta alle diseguaglianze sociali, la lotta all’analfabetismo e per una sanità più efficiente e gratuita per tutti.

Realtà che purtuttavia da tempo ed oggi sempre di più, rischiano di tornare indietro a causa dei tentativi golpisti in Ecuador e mediatico-giudiziari, non ultimo il caso dell’arresto e poi del rilascio dell’ex Presidente del Brasile Lula, all’indomani della sua dichiarazione di voler ricandidarsi alla Presidenza della Repubblica. Per non parlare della delegittimazione a livello internazionale della meritoria opera di emancipazione sociale portata avanti dai governi peronisti argentini dei coniugi Kirchner. Operazione che oggi ha portato alla vittoria – in Argentina – la destra più reazionaria, che sta smantellando i diritti sociali e civili ottenuti in questi ultimi decenni.

Notizie che, in Italia e in Europa, per compiacere taluni interessi economici “occidentali”, o non arrivano oppure vengono totalmente distorte.

Ciò che ci preme qui sottolineare sono infatti le parole di Gianni Minà, che coerentemente si è posto fuori dal panorama mediatico italiano da diverso tempo e che, attraverso reportage, interviste ed inchieste, ha documentato l’universo latinoamericano, dall’Avana sino a La Paz e oltre.

Minà ha esordito dicendo che la cosa che lo ha portato ad intervistare Hugo Chavez nel 2003 è stato il fatto che in Occidente fosse dipinto come un pagliaccio da circo. Un pagliaccio da circo che però, non volendo sottostare alle politiche di privatizzazione e di svendita del Paese imposte dal Fondo Monetario Internazionale, era scomodo agli Stati Uniti d’America.

Un pagliaccio che, guarda caso, sarà, alla sua morte, pianto da oltre 2 milioni di persone ed al suo funerale saranno presenti ben 33 Capi di Stato e di Governo !

Chavez pagliaccio, o, piuttosto, un grande riformatore sociale degno di Bolivar e del nostro Giuseppe Garibaldi, come mi piace spesso rammentare ?

Prima della proiezione della docu-intervista, Minà ha colto l’occasione per far presente che l’America Latina ha comunque un grande alleato in Papa Francesco, che sarà protagonista di un suo documentario che sarà presentato in anteprima a Cannes e dal titolo emblematico: “Papa Francesco, Cuba e Fidel”, nel quale non si potrà non parlare della fine dell’assurdo embargo imposto dagli USA contro l’Isola Caraibica, durto ben cinquantacinque anni.

L’intervista a Chavez – raccolta peraltro in un volumetto a cura dell’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela e distribuito a noi partecipanti dell’evento e dal bellissimo titolo “A cuore aperto” – è la dimostrazione di come Hugo Chavez non sia affatto l’ennesimo caudillo sudamericano e di come egli, lungi dall’ispirarsi al comunismo o al marxismo, si ispiri autenticamente al bolivarismo ed al socialismo libertario, citando talvolta anche Montesquieu e spessissimo Cristo, figura di grande rivoluzionario sociale.

Chavez si definisce un uomo del popolo o, come diceva Bolivar di sé stesso, una debole pagliuzza trascinata dall’uragano rivoluzionario e, iniziando così, racconta la sua vita e le sue prime imprese nell’esercito ed il suo progetto di riscatto sociale, culminato con la sua elezione e la nascita della Repubblica Bolivariana del Venezuela con una nuova Costituzione approvata con referendum popolare a larghissima maggioranza: finalmente democratica e non più ad uso e consumo dei partiti corrotti e finalmente rispettosa dei diritti umani fondamentali (ovvero l’esatto opposto di quanto i media occidentali avrebbero voluto farci credere !) e che sancì per la prima volta nella Storia del Venezuela l’introduzione del concetto di democrazia partecipativa e l’introduzione del referendum revocatorio di tutte le cariche pubbliche nella seconda metà de mandato, compresa quella del Presidente.

Delle conquiste della Rivoluzione Bolivariana ispirata da Chavez abbiamo parlato in molti altri articoli, ma l’Ambasciata venezuelana ha voluto realizzarne un agilissimo e colorato volume esplicativo, con tanto di numeri e dati che la grande stampa, purtroppo, non riporta mai, facendoci così credere che il Venezuela sia un paesello del quarto mondo in mano a corrotti e assassini !

Volendo riassumere, la Rivoluzione Bolivariana chavista, in particolare grazie ai proventi derivanti dal petrolio, che è stato nazionalizzato, ha istituito diverse missioni sociali rette e dirette dal popolo stesso: pensiamo alla Mision Barrio Adentro (letteralmente “dentro il quartiere”), dedicata all’assistenza sanitaria gratuita specie nei quartieri popolari, ove sono stati istituiti consultori medici famigliari, centri diagnostici integrati e centri ospedalieri specializzati. Il tutto grazie anche alla consulenza ed all’intervento di medici cubani (e non dimentichiamo che, a dispetto di quanto si tende a credere da noi, Cuba ha uno dei migliori sistemi sanitari al mondo, sia in termini di efficienza che di risultati, con tassi di mortalità infantile fra i più bassi al mondo ed un ottimo sviluppo delle biotecnologie).

Pensiamo poi alla Mision Robinson, dedicata all’alfabetizzazione, che ha portato ad imparare a leggere e a scrivere un milione e mezzo di persone; alla Mision Ribas, dedicata a completamento degli studi secondari superiori; alla Mision Sucre dedicata al sostegno degli studenti di livello universitario. Vi sono poi altre missioni sociali istituite dal Governo Chavez, quali la Mision Negra Hipolita, dedicata al recupero delle persone emarginate e la Mision Sonrisa, che mira a dotare di protesi dentaria le persone che non se le possono permettere economicamente.

L’Unesco ha dichiarato il Venezuela, nel 2005, Paese libero dall’analfabetismo, oltre che essere stato premiato dalla Fao quale esempio per il mondo nella lotta alla fame ed alla povertà.

Chavez, non a caso, ha sempre sostenuto che occorre dare potere ai poveri, affinché essi si liberino dalla povertà.

In termini sanitari, poi, sono state salvate 10mila vite da un solo ospedale cardiologico istituito nel 2006 e le riforme in campo sociale non si fermano certo qui, ma sono elencate e dettagliatamente illustrate nell’opuscolo, a cura della Dott.ssa Marianela Urdaneta, reperibile presso l’Ambasciata.

Si tanga conto che il Governo Bolivariano ha investito, in sedici anni, ovvero dal 1999 al 2015 ben 732 miliardi di dollari in ambito sociale, pari al 64% delle entrate totali del Paese !

Tutto ciò ha diminuito del 57% la denutrizione, la fame si è ridotta dal 21% al 5%, il salario minimo dei lavoratori è aumentato di 30 volte, la mortalità infantile si è ridotta.

In tutto ciò è innegabile il fatto che gli interessi geopolitici che condizionano il sistema dei prezzi all’interno dell’OPEP ha portato ad una forte diminuzione del prezzo del petrolio, principale fonte di guadagno del Venezuela, e ciò ha rallentato di molto i successi ottenuti dal chavismo.

Purtuttavia, come dichiarato dall’attuale Presidente chavista del Venezuela Nicolas Maduro e come già previsto da Chavez nel suo “Plan de la Patria”, l’obiettivo è quello di abbandonare progressivamente l’attività estrattivista ed investire maggiormente in agricoltura ed energie rinnovabili.

Mi piacerebbe chiudere questo lungo resoconto sul Venezuela di oggi attraverso l’ultima domanda che Gianni Minà pose all’allora Presidente Hugo Chavez a proposito della “guerra” continua e sotterranea che gli Stati Uniti d’America hanno dichiarato al Venezuela, con vari tentativi di destabilizzazione (fra cui il tentato golpe anti-chavista del 2002, fortunatamente evitato grazie all’appoggio del popolo venezuelano, schieratosi dalla parte del legittimo governo di Chavez): come finirà tutto questo Presidente ? In un bagno di sangue ?

Hugo Chavez risponde, sicuro, di no. “E glielo dico con la mano sul cuore: terminerà in un bagno d’amore. E’ questa la via che abbiamo intrapreso verso un mondo migliore e possibile. Così spero che questa sfida apra le porte a un mondo nel quale vivremo come fratelli. Gesù diceva “Quando vivrete come fratelli, in ecclesia, sarà con voi”. Ed è in quella direzione che stiamo andando”.

Hugo Chavez, il sognatore bolivariano, l’utopista cristiano, il riformatore sociale e l’uomo di governo.

Il Presidente dell’Amore che non dimenticheremo mai.

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: agricoltura, anni, anniversario, bambino, Bolivia, brasile, cannes, centrosinistra, chavez, comunismo, costituzione, democrazia, dichiarato, dittatore, estero, europa, garibaldi, Gianni Minà, Giuseppe Garibaldi, governo, Hugo Chavez, intervista, italia, RIVOLUZIONE, Rivoluzione Bolivariana

Info Luca Bagatin

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà” e de “La Voce Repubblicana”, oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale.
Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.blogspot.it).
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua e tradotti anche in tedesco e spagnolo.
E’ autore dei saggi “Universo Massonico” con prefazione del prof. Luigi Pruneti; “Ritratti di Donna” con prefazione di Debdeashakti; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia; “L’Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” con prefazione di Sandro Teti e di “Ritratti del Socialismo” con prefazione di Ananda Craxi.
E’ redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”

Interazioni del lettore

Commenti

  1. giuseppegiuseppe

    9 Marzo 2016 alle 23:03

    Oh si, talmente bravo il dittatore Chavez che massacrava la popolazione che protestava per la fame, nonostante le immense ricchezze del Venezuela, solo la nomenclatura socialcomunista marxista era agiata, come nella Cuba di Castro, come nell’URSS di anziana memoria. Un criminale dittatore marxista che ha distrutto una Nazione. Ora ci pensa Maduro a distruggere quello che non ha distrutto Chavez, a meno che le elezioni parlamentare non vengano boicottate dai socialcomunisti, come stanno facendoe si instauri la democrazia. Di Minà cosa dire? Uno che ammira Castro……

    Rispondi
    • Luca Bagatin

      10 Marzo 2016 alle 18:38

      Libero di pensarla come vuole.
      I fatti dicono altro, ma tant’è.

      Rispondi
      • giuseppe

        11 Marzo 2016 alle 02:15

        In alto la gloria del glorioso fu P.L.I. di Sterpa, Martino, Biondi, Malagodi,Costa ecc…..
        Come può un liberale conservatore ammirare un dittatore come Chavez? Uno che si ispirava a Heinz Dieterich Steffan? Aveva tanta retorica comunista e anti USA, ma proprio questi gli compravano tutto il petrolio, ma non bastava alla sua megalomania. La corruzione, l’estremo populismo (peggio di Lula, di Morales, di Peron) ha portato lo sfacelo ad una Nazione che potrebbe essere ricchissima.
        E Chavez come tutti i figli della ricca borghesia che giocano a fare i proletari (era figlio di un notabile democristiano), porterà allo sfascio la Nazione ed il suo popolo.

        Rispondi
        • Luca Bagatin

          11 Marzo 2016 alle 18:38

          Veramente i figli della ricca borghesia sono le personalità politiche del PLI che lei ha citato.
          A me pare che il sui ideologismo “liberale” (fra virgolette) sia piuttosto simile a quello comunista.
          Approfondisca, abbandoni gli slogan. Magari scoprirà che un dittatore non è eletto democraticamente.
          Come invece fu Chavez.
          Si faccia un giro in Venezuela e a Cuba. Scoprirà cose che non avrebbe mai pensato di scoprire.
          Per quel che mi riguarda lascio ormai a voi ideologi del liberalismo, del comunismo e del politicismo l’Italia e la vecchia e triste Europa. Per me ormai solo Caraibi !

          Rispondi
          • Luca Bagatin

            11 Marzo 2016 alle 18:44

            Chavez comunque era figlio di un maestro elementare ed è nato poverissimo. Legga quantomeno l’articolo, oltre che si informi e rispetti il lavoro di chi scrive !

            P.s. e dopo di questo smetto di risponderle perché non c’è niente di peggio di chi non rispetta il lavoro altrui e parla a vanvera solo perché non ha di meglio da fare.
            Cordialità.

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti