
Comunemente viene definita una pace alla fine di ogni conflitto in realtà è una tregua che non prepara necessariamente altre guerre ma cerca di scongiurarle.
Un adagio di un vecchio scrittore catalano diceva “dicano quello che vogliono i moralisti, l’ipocrisia è una virtù pubblica necessaria la pace e a perpetuare la specie umana.senza quella non spenderemo tutto all’armeria ?”
Quello a cui stiamo assistendo tanto nel conflitto mediorientale quanto in quello ai confini dell’Europa fra Russia ed Ucraina è il suggello di un ipocrita compromesso che certamente si rende necessario ma come tale non potrà non apparire fragile.
Innanzitutto perché ad uscire sconfitto é sicuramente il diritto internazionale, la sovranità territoriale che è stata violata tanto da Israele quanto dalla Russia, sconfitti certamente lo saranno i più deboli e vincitori ne usciranno coloro che usano l’arma della violenza, della sopraffazione, della forza, ed in questo casi la sproporzione dei mezzi è sempre stata evidente perché si sono affrontate due potenze nucleari (illegale quella di Israele) contro uno Stato sovrano che ha dovuto far ricorso alla solidarietà internazionale per contenere in questi quattro anni l’avanzata impetuosa russa e in Palestina contro un non-stato occupato da una milizia para-militare assolutamente impossibilitata di proteggersi dal bombardamento missilistico aereo che ha raso al suolo praticamente una porzione del suo territorio.
Quel che conterà saranno gli utili che verranno distribuiti nella tregua che alla fine saranno importanti per l’insieme della Comunità Internazionale che nel riordino dei suoi equilibri potrà determinare, se vi sarà volontà, quanto meno il ripristino di alcune regole, per esempio che i trattati di pace vanno rispettati (non come non sta facendo Israele) e che le controversie anche territoriali vanno risolte nel tempo. Con la pazienza ed il dialogo, la Diplomazia, in una parola con la Politica;
Che i protagonisti politici delle guerre vanno messi in condizione di non nuocere e che vanno rispettate le rivendicazioni e le identità dei popoli e delle minoranze (questo valeva anche per le minoranze russe in Ucraina).
Attendiamo che a Ginevra si alimenti la speranza del raggiungimento di un accordo quadro definitivo; questa volta l’Europa non è stata a guardare ed é la buona notizia di questi giorni.
Bobo Craxi

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