• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Grilli e Grulli

di Giuseppe Mele | 12 Maggio 2012

Al voto bisognerà andare, non c’è verso. Altri mesi così, faranno ulteriormente calare l’attuale miserando 40-30% in cui sono precipitati tutti i filoni del pensiero e dell’azione politica.

Pd al 20%, Pdl al 15%, Terzo Polo al 6%. Perdi più su una base elettorale inferiore al 70%. Questi i due dati consegnatici dai 9 milioni di votanti impegnati nelle amministrative 2012; dati sui quali si stanno formando analisi diverse che concordano solo su un punto: lo schieramento parlamentare di Monti, che vale sulla carta più del 70%, nella realtà non è maggioranza nel paese, anzi contando l’astensionismo come voto contrario (il che è in parte una forzatura), non rappresenta che a mala pena il 30% del popolo. A sinistra il crollo elettorale del Pdl basta ed avanza per ridere, come è stato detto. Nel composito mondo del centrodestra, si va da chi si scopre anche un po’ grillino, a chi punta sul ritorno di Berlusconi, a chi sembra chiedere le dimissioni di Alfano, a chi esalta l’esempio di Tosi, a chi comunque disprezza sulla linea di Napolitano, l’antipolitica di Grillo ed a chi difende comunque la politica, indivisibile dalle istituzioni. Al voto bisognerà andare, non c’è verso. Altri mesi così, faranno ulteriormente calare l’attuale miserando 40-30% in cui sono precipitati tutti i filoni del pensiero e dell’azione politica. Quando ci si andrà, anche con l’attuale forma elettorale, torneranno in Parlamento comunisti ed affini, con i nomi più vari. Il Pd da anni imbroglia la sua base elettorale, facendole balenare programmi in difesa del reddito e dei servizi per i ceti medio bassi e poi comportandosi come il partito delle corporazioni forti. Il conflitto tra coop e sindacati di questi giorni è esemplificativo. Acquisizioni e fusioni si accompagnano a massicci esodi e licenziamenti. Qui cade la parabola del valore. Per la maggioranza, che sia corretto economicamente o no, maggiore valore finanziario costruito sui minori costi e licenziamenti, non è valore. Controprova è l’esempio dei Del Vecchio di Luxottica o dei Be stupid not be smart di Rosso. Dunque torneranno in forza i comunisti e si stabilizzeranno i dipietristi che attualmente sono gli unici rosso-bruni, fascio comunisti, realmente presenti in un paese europeo. A loro si deve l’identificazione tra politica, casta e mafia, il pensiero mafiosista, indirizzato ovviamente a tutti gli altri partiti. In cosa mai potrebbe surclassarli il movimento di Grillo? Come potrebbe interpretare meglio della sirena comunista e giustizialista  voti dell’astensionismo e dei delusi di destra e di sinistra? E’ stato detto ed è da sottolineare. La proposta di Grillo è l’aumento spropositato di democrazia diretta, idea neanche peregrina grazie all’innovazione tecnologica, ben esemplificata dall’ordinaria amministrazione elvetica, ad esempio. Questa idea di democrazia diretta, cioè dell’ampliarsi del valore dei milioni dei già esistenti comitati, associazioni, centri, etc, in milioni d’incontri, di confronti, di ascolti, di trattative e litigi è un sogno ad occhi aperti per il mondo burocratico; magari non per quello prefettizio, ma sicuramente per quello locale e di terzo e quarto livello. E’ un’idea che è assolutamente in linea con l’esplosione delle fonti di diritto, locali, nazionali ed europee, nelle quali gongola il mondo giurisprudenziale, facilitato così alla completa libertà e incoscienza. Ed è un’idea amatissima nel mondo comunista e dintorni che della propria forza nel momento assemblare, nella relativa selezione dell’uditorio, nei meccanismi di pressione, intimidazione e  minaccia storicamente adoperati, si bea tutt’oggi. In fondo a moltissimi italiani  i sistemi compromissori, di non decisione ma anche di non esclusione, piacevano proprio in amore di una certa sicurezza per tutti. La democrazia diretta, la discussione infinita hanno lo stesso pregio del non fare, del non affrontare, del rimestare tutto in continuazione fondandosi su legittimi dubbi su inconfessati interessi che comunque non possono che esserci. La trasparenza è già un trend mondiale per la virtualizzazione dei rapporti imposta dalle tecnologie; il giudizio sulle persone è da tempo i loro redditi, a seconda dei punti di vista,nel bene e nel male. La variante italiana tira queste tendenze verso il blocco reciproco dei veti e contro veti; rischia di allargare a tutto il paese i metodi usati, legali o no per far uscire dal primo piano Berlusconi. Bisogna avere chiaro che con 400000 eletti già insediati, l’applicazione massiva della democrazia diretta uccide la democrazia, pensando anche ai metodi casarecci con cui verrebbe applicata in carenza di strumenti ed usi tecnologicamente avanzati. Un mix di superstizioni politiche e non, demagogia e considerazioni falsamente umanitarie  spingerebbero a legiferare contro ogni libertà ed a mettere in forse ogni tipo di attività, se non la produzione di carte. Dovrebbe essere allora chiaro l’impegno contro la democrazia diretta, per la diminuzione dei 400mila eletti, per l’impegno a non legiferare se non per necessità. Ed ancora riportare in Parlamento l’unica fonte di diritto. Come limitare l’operato delle fondazioni nei rispettivi partiti.. Come riportare miriadi di associazioni categoriali in quelle che firmano e trattano contratti di lavoro. La trasparenza, su come votano i politici, sui dibattiti in streaming tv, sui progetti all’esame del voto è un dati dei tempi; aggiunge dati ai miliardi di dati già presenti nelle teste iperinflazionate della gente. Per non precipitare nei consensi, è però necessario restare fedeli agli impegni presi al momento del voto, non cambiare casacca pena la decadenza. Questi sono i meccanismi di collegamento tra elettote ed eletto, non la trasformazione di ogni assemblea legislativa in un Tar che permetta alle minoranze di bloccare ogni scelta. Nei giorni del ritorno alla gambizzazione terroristica anni ’70, il soliti spirito fazioso ha illuminato la scena solo sulle esibizioni rudi dell’estrema destra greca entrata in Parlamento. Questa sarebbe la realtà della democrazia diretta applicata: comizi roosobruni contro i colpevoli sociali e politici predestinati. Non è dunque che da Grillo non vengano proposte precise. Sarebbe da grulli non contrastarle, non considerarle o addirittura sostenerle.

Pubblicato in : Primo piano

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti