Nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della Prima Guerra Mondiale, si è tenuto presso palazzo Medici Riccardi un incontro promosso dal Comitato Fiorentino per il Risorgimento, nel quale gli studenti del liceo classico “Michelangiolo” hanno presentato le memorie ancora presenti nelle loro case dei propri antenati che hanno combattuto la Grande Guerra. Sono così emersi alcuni documenti di grande interesse, diari di guerra con le annotazioni di ogni spostamento, epistolari e cimeli.
Camilla Piccardi, allieva della V C, ha presentato un power-point per ricordare il prozio Cesare Poccianti, pilota, caduto nei cieli del Carso e decorato con medaglia d’argento al valor militare. Il suo corpo, , prima erroneamente scambiato con quello di un soldato austro-ungarico, fu poi riconosciuto dal fratello che ne curò la traslazione presso la cappella di famiglia a Scandicci. Avventurosa è stata anche la vicenda di Ezio Galeotti, bisnonno di Lodovica Mannocci Galeotti, che ha ricordato le gesta del suo antenato. Anch’egli “michelangiolino”, abbandonò la scuola per arruolarsi. Dopo un breve addestramento fu inviato al fronte, ma , non contento, chiese ed ottenne di far parte degli “Arditi”, un corpo d’assalto. Nonostante i continui pericoli, tornò vivo dalla guerra, ma sulla strada del ritorno fu colpito dalla “spagnola”. Sopravvissuto anche a questa terribile epidemia, si trattenne a Milano per soccorrere gli altri malati. Rientrato a Firenze, sostenne l’esame di maturità e si laureò successivamente in medicina.
Sono poi stati ricordati gli studenti del “Michelangiolo” caduti nella Grande Guerra.
Una lapide all’interno del liceo ricorda quarantaquattro studenti, ma mancano all’elenco molti alunni che non avevano conseguito la licenza. Tra loro moltissimi i decorati e alcuni addirittura pluridecorati, come Biancoli Mario , Danesi Umberto, entrambi decorati con due medaglie d’argento,Tosi Guido, decorato con una medaglia d’argento e due di bronzo, mentre il bersagliere Leopoldo Pellas è l’unico ad aver ottenuto la medaglia d’oro per l’eroismo dimostrato, riconosciutogli persino dai nemici, che ne curarono la sepoltura dopo avergli tributato l’onore delle armi.
Tra i “michelangiolini” anche un giornalista della Nazione, Cesare Borghi.
Grazie ad un paziente lavoro d’archivio a molti di loro è stato dato un volto e di alcuni di questi giovani è stato possibile anche tracciare un breve profilo biografico.
Ha concluso la celebrazione il prof. Casprini, che ha condotto una interessante analisi di alcuni monumenti e lapidi commemorative della Grande Guerra presenti nei quartieri fiorentini.
Silvia Cristina Benzi

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