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Grab them by the pussy!

Un uomo celebre al quale piacciono le donne non ha bisogno di fare tante manfrine: allunga una mano al basso ventre della signora e da’ una palpata.

di Oscar Bartoli | 17 Ottobre 2016

Quando si incontra una persona, specialmente se si tratta di una bella donna, la presentazione viene fatta sorridendo, ricordando il proprio nome e stringendo la mano dell’altro o dell’altra.

Secondo Donald Trump questo formulario non e’ piu’ valido.

Come si ricava dal tape che viene fatto circolare su tutte le TV americane, un uomo celebre al quale piacciono le donne non ha bisogno di fare tante manfrine: allunga una mano al basso ventre della signora e da’ una palpata, tanto per dimostrare il gradimento.

Secondo la registrazione effettuata di nascosto nel 2005 all’interno di un pullman della trasmissione “Access Hollywood”, Trump, appena sposato con la modella Melana, descrive ai suoi ferventi ammiratori maschi all’interno del bus il suo decalogo da esperto amatore e conoscitore di come va il mondo se hai milioni di dollari nel portafoglio.

Battute da spogliatoio di maschi ha detto il candidato repubblicano in un primo tentativo di parziale excusatio seguito subito dalla notazione che anche Bill Clinton usava gli stessi termini quando giocava a golf con lui.

Ma una ulteriore conferma, ammesso che ve ne fosse stato bisogno, del rapporto di Donald Trump con le donne, considerate, nonostante tanti decenni di femminismo, carne da cannone, sempre disponibile a vantaggio delle celebrita’.

Un atteggiamento culturale, chiamiamolo cosi’, che si trova in sintonia con milioni di uomini bianchi stressati dalla concorrenza delle donne, soprattutto se belle, in ogni posto di lavoro. Nel raggiungere il successo la bellezza dell’aspetto costituisce secondo accreditate indagini scientifiche un 35% di vantaggio rispetto alle persone ordinarie.

Sui media italiani questa storia sta rapidamente sgonfiandosi perche’ gli abitanti della Penisola escono da oltre venti anni di esposizione mediatica planetaria di un primo ministro, capo di partito, imprenditore che ha proffuso somme ingenti per assicurarsi le grazie di giovani ‘pronteatutto’, biasimato pubblicamente dalla seconda moglie che ne ha sottolineato la malattia.

In questo sta la differenza: Donald Trump non ha bisogno di pagare. Ditemi se e’ poco.

Quanto alla politica ma che vuoi che sia? Si scandalizzano un po’ di donne. Ma il transfer psicologico continua a funzionare alla grande (Lui si’ che se lo puo’ permettere….).

Si dovrebbe invece discutere sull’influenza negativa del berlusconismo e del trumpismo sulle giovani generazioni. Quale modello di comportamento viene dato?

Risposta: tutto si compra e tutto si vende a cominciare dal proprio corpo.

Con tanti saluti a chi parla ancora di etica e morale.

 

Oscar Bartoli (Letter from Washington)

 

It was a talk between men. So, please, let’s try not to be hypocrite. Women should remember how they talk within themselves about men before pointing the index finger and see that there are other three fingers pointing back. It is not nice, but look at that just Hollywood movies are a good example.

Armando Stavole, Ret. Col.

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, berlusconismo, giovani, lavoro, mondo, persone

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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