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Governo. Qualcosa di buono: l’accordo di libero scambio tra Ue e Giappone e alcuni interrogativi

di Primo Mastrantoni | 19 Dicembre 2018

Il Parlamento europeo ha detto sì all’accordo di libero scambio tra la Ue e il Giappone: il Jefta (Japan-Ue free trade agreeement), il più grande accordo di libero commercio fino ad ora sottoscritto dalla Ue.

Gli eurodeputati di Lega e M5S hanno votato a favore.

Alcune considerazioni ci paiono necessarie.

Non possiamo che esprimere soddisfazione per l’accordo che abolisce i dazi per circa un miliardo di euro, apre il mercato europeo a 127 milioni di consumatori giapponesi e, di converso, quello nipponico a 500 milioni di consumatori europei. Le esportazioni europee aumenteranno del 34% e quelle giapponesi del 29%. Le aree interessate rappresentano circa un terzo del Pil mondiale.

“E’ un chiaro segnale al mondo che Ue e Giappone sono impegnati a mantenere l’economia mondiale funzionante, in base a mercati liberi, aperti ed equi, con regole chiare e trasparenti che rispettino e rafforzino i nostri valori, combattendo la tentazione del protezionismo”, hanno dichiarato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker e il premier giapponese Shinzo Abe. Il riferimento è alla politica protezionista del presidente americano, Donald Trump e a quella isolazionista dei britannici.

L’accordo non passerà al vaglio dei parlamenti nazionali, compreso quello italiano. Come la mettiamo, allora, con il sovranismo, tanto auspicato dalla Lega? Il Parlamento italiano è stato espropriato dalle sue prerogative?

Come la mettiamo con l’analogo accordo di libero scambio tra Ue e Canada, il Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement), approvato dal Parlamento europeo che, invece, dovrà passare, per l’approvazione, per i singoli parlamenti nazionali e che ha avuto l’opposizione del ministro leghista all’Agricoltura, Gian Marco Centinaio e del vicepremier Luigi Di Maio, che lo ha definito “scellerato”?

L’accordo CETA, tra Ue e Canada, analogamente al Jefta, elimina i dazi sulla maggior parte dei beni e dei servizi e prevede il mutuo riconoscimento della certificazione per una vasta gamma di prodotti, inoltre, è stato creato un meccanismo trasparente di risoluzione delle controversie.

Il ministro Centinaio, “accortamente”, ha rinviato ogni decisione, per ulteriori approfondimenti, dopo aver letto i numeri: il fatturato delle aziende italiane che esportano in Canada aumenterebbe di circa 400 milioni, creando 8000 nuovi posti di lavoro.

E come la mettiamo con il Global Compat sugli immigrati, che è un accordo intergovernativo (tra governi), sul quale il vicepremier Matteo Salvini, ha chiesto e ottenuto un passaggio parlamentare, dopo che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si era già espresso a favore in una solenne assemblea dell’Onu?

Si dice che la coerenza sia la conformità tra le proprie convinzioni e l’agire pratico.
Si dice, ovviamente, ma l’importante è che il popolo creda a quello che si racconta di volta in volta.

Primo Mastrantoni, segretario aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, agricoltura, commissione, commissione europea, considerazioni, consumatori, dichiarato, economia mondiale, euro, governo, lavoro, lega, mercati, mercato, mondo, opposizione, parlamento, posti di lavoro, presidente del consiglio, presidente della commissione europea, scambio

Info Primo Mastrantoni

Segretario ADUC

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