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Governo Migranti, Salvini, Di Maio e la memoria che non c’è

di Primo Mastrantoni | 2 Settembre 2018

A volte la memoria viene meno a causa del tempo che passa, a volte la memoria diventa, in modo interessato, evanescente.

E’ il caso dei migranti sulla nave della marina militare “Diciotti” e delle indagini della magistratura nei confronti del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. A nostra memoria, la magistratura era già intervenuta nei confronti di due ministri dell’Interno, il leghista Roberto Maroni e il democristiano Beppe Pisanu, a causa dei respingimenti che avevano ordinato nei confronti dei migranti: le indagini portarono all’archiviazione.
Il richiamo alla memoria serve a ricordare che, così come è successo per i due ministri citati, altrettanto è accaduto per le indagini svolte dalla magistratura nei confronti del ministro Salvini, indagato, anche lui, in merito alla questione migranti.

Insomma, nulla di nuovo all’orizzonte, ma Salvini si pone come difensore degli italiani dall’invasione di migranti che, a dire il vero, oggi non c’è, visto che gli sbarchi sono diminuiti dell’80% grazie all’azione del precedente governo Gentiloni e del ministro dell’Interno, Marco Minniti. Il 20% di sbarchi rimanente è del tutto marginale, considerato che, nel periodo 2015-2017, il numero di richieste di asilo in Italia è sotto la media europea.

Non c’è, quindi, nessuna emergenza immigrati, semmai occorre gestire quelli sbarcati negli anni scorsi e su questo attendiamo l’azione del governo Conte.

La memoria, dicevo, può essere evanescente, soprattutto se utile a dimenticare prese di posizioni oggi scomode. E’ il caso del ministro Luigi Di Maio, del quale ricordiamo le dichiarazioni sui politici che per il solo fatto di essere indagati sono colpevoli e la richiesta di dimissioni, in cinque minuti, del ministro dell’Interno Angelino Alfano, indagato per abuso di ufficio. Ora il politico e ministro Salvini è indagato, anche per abuso di ufficio, ma Di Maio dichiara che può restare al suo posto, dimenticando quello che aveva sostenuto nel passato.

Insomma, due pesi e due misure, una per gli amici, un’altra per gli avversari.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, anni, dimissioni, emergenza, governo, italia, magistratura, maroni, merito, misure

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