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Governo: la vera partita è quota 100

Quota 100, al di là delle dispute partitiche, per il Governo potrebbe significare dare un’impronta, indicare la rotta, denunciare le priorità, fornire un’anima all’azione amministrativa.

di Daniele Marchetti | 4 Novembre 2019

Non è questione di dare ascolto o ragione a Matteo Renzi. Né è questione di rivincita politica contro l’operato del governo giallo-verde (che giustamente il Movimento 5 Stelle non potrebbe avallare né supportare). Bensì, più prosaicamente, è questione di politica. Di identità. E di priorità amministrativa.

Lo si voglia o no, il superamento di quota cento, misura di per sé sperimentale e limitata nel tempo, è la vera questione del “Conte 2”, la grande partita della legge di bilancio 2020: la “prima” finanziaria giallo-rossa.

Altro che sterilizzazione delle misure di salvaguardia (se niente cambierà parte importante dell’aumento dell’IVA sarà una ghigliottina anche per il prossimo anno) la vera possibilità di svolta del Governo è contenuto nel “gruzzolo” di quota 100. Ovvero quelle risorse che il provvedimento salviniano drenerà negli anni (l’ex Presidente Inps Tito Boeri parla addirittura di 40 miliardi di euro) e che se stornate potrebbero permettere al Governo, innanzitutto, di evitare ogni aumento di tasse e smontare sul nascere una già battente (per alcuni versi comprensibile) campagna contro il “Governo delle tasse”.

Non solo.

Parte delle risorse di quota 100 assieme a quelle già stanziate dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri fornirebbero l’occasione per una “flax tax in salsa giallo-rossa”, ossia un abbattimento “serio” (e non fittizio come l’ipotesi allo studio) del cuneo fiscale per i lavoratori ma anche per le imprese.

A ciò potrebbe unirsi (e le risorse residue sarebbero sufficienti) una decisa opera di sburocratizzazione ossia una drastica razionalizzazione delle competenze accompagnata dalla cancellazione di tanti inutili adempimenti sovente più insopportabili delle tanto vituperate imposte.

Niente rivoluzioni, né ideologismi (verdi, gialli o rossi). Solo semplice concretezza!

Quota 100, al di là delle dispute partitiche, per il Governo potrebbe significare dare un’impronta, indicare la rotta, denunciare le priorità, fornire un’anima all’azione amministrativa.

Quella svolta di cui tanti -in estate- si sono riempiti la bocca.

Daniele Marchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: 5 stelle, anni, euro, finanziaria, governo, inps, matteo renzi, misure, movimento, renzi, tasse

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Gianpietro Doni

    6 Novembre 2019 alle 07:27

    Posso portare una personale testimonianza:
    mio figlio anni 35 impiegato precario da sempre, è stato assunto da pochi mesi con congruo aumento di stipendio, grazie alle uscite, in quota cento, di colleghi pensionati.
    Da lì finalmente un agognato mutuo per comprar casa….. per essere considerato in banca…. per poter vivere sereno.
    GRAZIE QUOTA 100 … GRAZIE SALVINI… scusate ma il singolo ragiona nel proprio non nei massimi sistemi.
    Cordialmente.
    Gianpietro

    Rispondi
    • nc

      6 Novembre 2019 alle 21:32

      Ecco: spendendo meglio, in spese più capaci di stimolare l’economia, l’enorme somma impiegata per quota 100, la rarissima fortuna capitata a suo figlio, sarebbe stata condivisa da un numero di gran lunga maggiore di giovani. Comunque, complimenti e tanta felicità a suo figlio.

      Rispondi
  2. marco bonavia

    5 Novembre 2019 alle 12:14

    Gentile collega, frequentatore poco assiduo della Pubblica Amministrazione italiana, mi piacerebbe conoscere il suo articolato pensiero riguardo al seguente assunto: “GLI ANZIANI AL LAVORO, I GIOVANI A SPASSO”
    Resto in attesa, cordialmente Marco

    Rispondi

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