In origine il termine scuola aveva un
significato diverso, si intendeva, cioè, libero e piacevole uso delle proprie
capacità, oggi assume il significato di luogo dove si studia, ovvero, in senso
ampio, di una istituzione che, attraverso l’attività didattica, tende
all’istruzione degli allievi.
A capo del ministero dell’Istruzione, della
Università e della Ricerca, c’è Lorenzo Fioramonti del M5S.
Il ministro Fioramonti ha un compito immane,
come ognuno può comprendere.
Basterebbe ricordare la lettera che due anni fa,
600 docenti universitari scrissero al ministro dell’Istruzione e al Parlamento,
sollecitando interventi scolastici, poichè gli studenti universitari avevano
lacune grammaticali da terza elementare, o gli esiti di apprendimento degli
studenti relative all’italiano, alla matematica e all’inglese dai quali emerge
un differenza netta tra Nord e Sud Italia. In particolare, in Sicilia, Calabria
e Campania il 50% degli studenti arriva alla maturità con l’insufficienza in
italiano.
E’ un problema di qualità che non riscontriamo
nell’invito ai presidi a giustificare l’assenza degli alunni, in occasione
della manifestazione di domani 27 settembre per il clima. Il tema è importante,
ma se ne potrebbero trovare altri, per esempio la guerra e, allora, si
giustificheranno ulteriori assenze degli alunni, con il personale docente e
non, pagato per guardare le aule vuote? O, non sarebbe fruttuoso indire una
giornata nazionale contro il cambiamento climatico, con le scuole in funzione
di informazione e confronto, come abbiamo già proposto? (1).
Questo ministro inizia e prosegue male. Urge
cambiarlo.
(1)https://www.aduc.it/comunicato/scuola+go+go+scioperi+autorizzati+povero+sciopero_30033.php
COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC

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