La gronda è la parte del
tetto che sporge dai muri perimetrali.
Il nome “Gronda” è stato dato al
progetto di costruzione di una autostrada, a nord di Genova, per alleggerire il
traffico intenso su un viadotto e sul ponte Morandi, del quale, purtroppo,
ricordiamo la tragedia, che si sarebbe potuta evitare con la riduzione del
traffico stesso.
Avverso la “Gronda” si è espresso il
M5S.
L’infrastruttura comprende 61 km di nuovi
tracciati, per l’81% in galleria, la suddivisione del traffico cittadino da
quello pesante di attraversamento e la gratuità della parte autostradale per il
percorso urbano.
Il progetto è pronto e i soldi stanziati,
provenienti dai pedaggi autostradali pagati dai cittadini.
Si potrebbero iniziare i lavori domani mattina
con la classica inaugurazione del taglio del nastro o della posa della prima
pietra.
Il progetto è, però, fermo negli uffici del
ministero delle Infrastrutture e Trasporti, cioè del ministro Danilo Toninelli.
Forse il ministro aspetta una valutazione
costi-benefici, sul modello di quella del Tav, magari affidata a consulenti che
sulla “Gronda” si erano espressi negativamente in passato?
La “Gronda” è indispensabile per
consentire al porto di Genova, il più importante d’Italia, di collegarsi
efficacemente con il Nord Europa.
Prima Toninelli lo capirà, meglio sarà per lo
sviluppo economico del nostro Paese, visto che i cinesi si sono comprati il
porto del Pireo (Grecia), che è in progetto di divenire il grande snodo del
traffico merci nel Mediterraneo.
Toninelli dorme, i cinesi no.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Governo. La ‘Gronda’ è pronta, Toninelli no
Il progetto è pronto e i soldi stanziati, provenienti dai pedaggi autostradali pagati dai cittadini.
Però è fermo negli uffici del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, cioè del ministro Danilo Toninelli.

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