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Governo. Di Maio e la politica estera. Che non c’è…

di Primo Mastrantoni | 4 Ottobre 2020

Giusto un anno fa, durante la visita del segretario di Stato americano, Mike Pompeo, il nostro ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, lo aveva chiamato “mister Ross”, confondendolo con il ministro al Commercio statunitense. Memorabile, ancora, la gaffe con il presidente cinese Xi Jinping, chiamato “Mister Ping”.

In occasione della visita di questi giorni, del segretario di Stato, Mike Pompeo, il ministro Di Maio ha dichiarato:”L’Italia è saldamente ancorata agli Stati Uniti e all’Unione europea, a cui ci uniscono valori e interessi comuni”.
Già, ma a marzo dello scorso anno, Di Maio aveva sottoscritto un Memorandum politico-commerciale con la Cina, che andava in direzione opposta. Il risultato è che la Cina è entrata nella gestione di attività del porto di Taranto, che è una base militare Nato, e in quella del porto di Vado Ligure.

Tema dell’incontro odierno, è stato, anche, quello della tecnologia 5G e di Huawei, la società cinese di telecomunicazioni, interessata al settore.
Di Maio ha ribadito che eventuali accordi sono definiti dal “perimetro tracciato dai nostri valori euro-atlantici”.
Insomma, una marcia indietro rispetto al Memorandum.

Deve essere stato ricordato al Di Maio che l’Italia esporta verso gli Usa merci per 45 miliardi di euro e ne importa per 17 miliardi. Un surplus a nostro vantaggio di ben 28 miliardi.

Invece, verso la Cina, l’Italia esporta merci per 13 miliardi e ne importa per 31, con un surplus, a favore della Cina, di 18 miliardi, nonostante la decantata esportazione di arance italiane in Cina che, ricordiamo, è il terzo produttore mondiale di agrumi.

Che dire? Che Di Maio è il ministro degli Esteri italiano.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, cina, dichiarato, euro, governo, italia, nato, stati uniti, unione europea, usa

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