Governo: con i pensionati leone, con la UE… coglione
Pubblicato in : Il punto del Direttore
Info Nicola Cariglia
Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Pur esulando dal tema dell’articolo, la presenza dell’individuo di Palazzo Chigi al cimitero americano di guerra dei Falciani insieme all’ambasciatore USA oggi 25 maggio 2015 è davvero un’ennesima ciliegina. Come dire: basta col primo conflitto, la storia europea l’hanno risolta gli States nel 1945. Dove il nostro mantiene le promesse fatte agli alloggiati di New York perché l’Italia muoia inchiodata insieme all’Europa in un secondo dopoguerra eterno. Ora che lo spauracchio comunista è morto sale forte il rischio che qualche cervello anticomunista si svegli dagli schemini e dal letargo. Ecco un altro segnale del copione delirante per il quale l’individuo in questione è stato messo dove è.
Nicola, per quel che riguarda la questione pensioni non avevo letto l’altro intervento, che condivido. L’arroganza e faciloneria con cui si crede di aggirare la sentenza della Corte hanno un che di protervo e intollerabile. E anche in questo caso è lampante il vuoto di indicazioni e correttivi che non vengono dal Quirinale. L’Italia indossa attualmente uno Stato di terz’ordine.
Caro Marzio,
anche io considero giuste queste tue considerazioni. Ma da giornalista, o se vuoi, da”polemista”, affronto i temi con il passo della quotidianità. Vorrei che la gente difendesse i propri diritti. Non per gretto egoismo, ma per difendere in definitiva la qualità del nostro Stato. Perchè, come ho scritto in altra parte di Pensalibero, sempre in tema di pensioni e sentenza della Corte Costituzionale ” esigere dal governo il rispetto della sentenza della Corte Costituzionale ed esigere, in ogni caso, il rispetto dei diritti, equità e ragionevolezza in ogni provvedimento, è un dovere civico. Altrimenti, nessuno si lamenti per la burocrazia che ci schiaccia, per la difficoltà di vivere in un Paese dove niente funziona, per i balzelli che spuntano come funghi ad ogni pioggia, per l’impossibilità di fare impresa, per i servizi che non funzionano e via continuando il pianto. Per chi se lo fosse dimenticato, esigere rispetto dallo Stato, significa difendere lo Stato di diritto”.
Nicola, dici cose giuste, mi sembri però di manica larga. Il governo è leone con i pensionati per essere comunque servo di Bruxelles. Da quando in qua poi l’esecutivo tenterebbe di annullare le sentenze della Corte varando in fretta e furia una leggina a correttivo di un’impostazione, quella della Fornero, che resta identica? A questo punto la Corte potrebbe essere sciolta sic et simpliciter. E il clone del Quirinale che fino a pochi mesi fa era membro della Corte non aveva il dovere di un intervento più risoluto rispetto alle sciocchezze dette da Padoan? Ma già Mattarella ha cominciato a darci il meglio di sé, Quando si è mai visto un capo di Stato, che non abbia il complesso di non essere Papa, commemorare l’entrata in guerra dell’Italia nel 1915 aggiungendo che fu guerra sbagliata? E quale guerra non è sbagliata o giusta a seconda dei punti di vista? E così tutte le rievocazioni intinte in un’unica cifra, la sofferenza e il dolore dei braccianti e operai d’Europa mandati al macello. Vorrei ricordare che sfilare e sottrarre una vittima dalla tragedia che l’ha fatta tale, è doppiamente indegno perché sfrutta il suo sacrificio a puntello del nostro quieto vivere, e perché prelude a che tutte le morti inutili siano relegate alla ricorrenza del fatto e nulla più. E basta aspettare perché qualsiasi morte si riveli inutile. Commemorare interpretando il fatto che si commemora significa prendere le distanze da quel fatto. E allora perché commemorarlo? Ecco un altro infimo segnale di reale sbandamento e assenza di idee guida.