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Gli investimenti pubblici italiani sono costruttivi quanto una guerra atomica

Per tre quarti di secolo, il sud, povero di investimenti e servizi pubblici, ma ricco di esattorie per razziare tributi, ha fatto meno rumore della ricchezza del Nord: silenzio assordante, nessuna rabbia, nessuna rivendicazione, nessuno sciopero. 
Almeno per mezzo secolo, solo i dipendenti pubblici sindacalizzati hanno rivendicato diritti. Mentre i piccoli imprenditori tartassati, usurati o falliti si sono suicidati a centinaia da sud a nord senza fare rumore.

di Franco Luceri | 19 Gennaio 2023
Percettori Reddito di Cittadinanza (fonte Istat)

Ieri, scambiandomi per un addetto ai lavori, un amico Facebook voleva sapere da me quali sono in Italia i settori più ricchi di scienza e perciò meglio funzionanti. 

Gli ho risposto, non sono informato, ma a naso credo siano quelli esclusi dalla “mangiatoia” della legge finanziaria.

Perché, dove arriva il fiume miliardario degli investimenti pubblici, corrompe scienza e coscienza e fa danni, a dir poco, quanto una guerra atomica.

Per tre quarti di secolo, il sud, povero di investimenti e servizi pubblici, ma ricco di esattorie per razziare tributi, ha fatto meno rumore della ricchezza del Nord: silenzio assordante, nessuna rabbia, nessuna rivendicazione, nessuno sciopero. 

Almeno per mezzo secolo, solo i dipendenti pubblici sindacalizzati hanno rivendicato diritti. Mentre i piccoli imprenditori tartassati, usurati o falliti si sono suicidati a centinaia da sud a nord senza fare rumore.

Poi la politica, (come cane da tartufi), sentendo a livello nazionale profumo di voti, decise di comprarseli finanziando poveri e disoccupati (in crescita persino al nord) con quasi 9 miliardi di euro l’anno. E ora, miracolo dei miracoli, dopo la sanità in coma irreversibile e le bollette ammazza imprese, sapete quale è il terzo problema italiano più spinoso?

IL REDDITO DI CITTADINANZA.
Perciò, rassegnatevi; dove arriva il denaro pubblico (cioè la diligenza da assaltare) arrivano i problemi assassini dei popoli e devastanti per il pianeta: parassitismo, scuola e sanità in liquidazione fallimentare, corruzione, distruzione ambientale, debito pubblico, economia in disarmo e mafia in lievitazione tumultuosa.

Non siete ancora convinti che i soldi pubblici garantiscano sfascio? Provate a riflettere meglio come sono messe in Italia le istituzioni che ci costano di più: scuola, lavoro, sanità e giustizia. E sulla politica affrettatevi a stendere un velo pietoso.

Prima che ai piccoli contribuenti arrivi il profumo degli investimenti: cioè le nostre tasse che imboccano la via del ritorno ai cittadini convertite in servizi pubblici degni di questo nome; i “filantropi” della finanza e del mercato e i “signori” della corruzione, della guerra e della mafia, avranno già gettato le loro reti a strascico per ripulirseli alla faccia mia, nostra e vostra!!!

Da alcune ore le forze dell’ordine hanno assicurato alla giustizia un mafioso latitante da 30 anni, e apprendiamo con sconcerto che l’economia italiana è fallimentare per le imprese oneste ma è fertilissima per le organizzazioni mafiose (ormai diventate per quantità di miliardi prodotti “stato” nello Stato) ramificate in ogni campo dell’economia mondiale, al pari di multinazionali.

Come dire che lo Stato italiano impegnato a combattere l’evasione da lecca lecca senza scontrino, non si è accorto che facendo fallire i piccoli imprenditori onesti, (evasori per necessità), aiutava le holding mafiose ad occupare tutti gli spazi liberati e a crescere fino a diventare Intoccabili.

Insomma lo Stato Italiano ha vinto  la guerra contro la mafia stragista assicurando alla giustizia il capomafia latitante da 30 anni. 

Ma la guerra contro la mafia economica aiutata a radicarsi con profitti miliardari a livello mondiale, fino a condizionare pesantemente la politica dei singoli stati strozzati dai debiti (vedi Italia) ora sarà un autentico rompicapo.

Franco Luceri

Pubblicato in : Blog, Editoriale, Menù SoluzioniTag: anni, danni, debito pubblico, economia mondiale, euro, evasione, finanziaria, istat, italia, lavoro, mercato, organizzazioni, sanità, sciopero, scuola, soldi, tasse

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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