Secondo l’Unione delle Camere Penali la magistratura ordina e i partiti eseguono.
agiUna “denuncia dura e precisa di fronte all’ennesima dimostrazione che la politica, quando si tratta di legiferare sugli assetti della magistratura, ogni tanto fa la voce grossa in pubblico, ma poi si fa comandare al momento del voto dalla stessa”. Così l`Unione Camere Penali, sul commento del Senatore del PSI Buemi -“Evidentemente sono tutti ricattati, e io lo denuncio”- dopo che le Commissioni affari Costituzionali e Giustizia del Senato hanno licenziato un testo che permette il rientro in funzione dei magistrati scesi in politica attraverso il “ridicolo pannicello caldo” dello spostamento in altra giurisdizione rispetto a quella in cui ci si è candidati. La proposta licenziata, fa notare L`Ucpi, è un “formidabile passo indietro rispetto a quelle che erano state elaborate nella scorsa legislatura, per esempio dal senatore Casson, che prevedevano la ricollocazione del magistrato presso altre amministrazioni”. Dopo “essersi tanto scandalizzati, a parole, per l’incredibile vicenda di Ingroia, che da magistrato faceva i comizi proprio per prepararsi a fare il capo partito – aggiunge l`Ucpi – e che dopo la sconfitta elettorale voleva tornare a fare il magistrato, Pd e Pdl ora fanno una legge che legittima esattamente questa incredibile parabola, manca solo che gli chiedano scusa”. Per i penalisti, è “sconfortante” vedere come questo tema, che attiene alla complessa dinamica dell’equilibrio tra Poteri, che nel nostro Paese “soffre da anni una evidente alterazione, sia affrontato in maniera così pavida ed inadeguata, anche da chi si affanna poi a discettarne nei convegni o sui media. “La questione è semplice, ci dice il Senatore Buemi, testimone oculare dell’ultima resa – conclude l`Ucpi -, la magistratura ordina ed i partiti eseguono. Non possiamo che convenire con la critica di Buemi, anche perché da anni lo denunciamo, e quando sentiremo le prossime giaculatorie sulla separazione tra poteri provenienti dal politico di turno, più che Montesquieu evocheremo Toto’ per dirgli `ma mi faccia il piacere`, e affinché non ci siano dubbi sulla sottomissione della classe politica, nei prossimi giorni ci preoccuperemo di far avere ai segretari dei maggiori partiti un ‘tocco’, perché possano indossarlo quando votano le leggi che disciplinano i magistrati”.
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