Della conferenza stampa di Monti mi ha colpito un aspetto, forse secondario ma rivelatore dello stato del Paese: L’introduzione del presidente dell’ordine dei giornalisti; una giaculatoria autoreferenziale in difesa della casta di appartenenza che ha toccato punte disgustose di retorica e demagogia quando ha tirato in ballo i “caduti” in zona di guerra, quasi fossero dei martiri sacrificati per l’onore dell’ordine professionale. Ascoltavo la radio, per cui non ho potuto vedere l’espressione del premier. Mi piacerebbe che fosse stata tra il disprezzo e lo scherno. Il fatto è l’ennesima riprova che lo stato del paese è il risultato del fallimento non solo della sua classe politica ma di tutta la classe dirigente, con in prima fila gli esponenti del giornalismo ufficiale!
Che pena! Purtroppo credo che anche gli illustri professori non riusciranno a fare alcun passo sulla via delle liberalizzazioni, a cominciare dall’abolizione di quella sentina di boria e privilegi rappresentata dall’ordine dei giornalisti.
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