Care/i Compagne/i,
Due motivi inducono i Socialisti a votare per la Sinistra Arcobaleno. Fausto Bertinotti, come Alice nel paese delle meraviglie, ha affermato che “… La questione della presenza di una forza socialista in Italia è un problema aperto, che in questa campagna elettorale non ha una risposta convincente…”.
Pare che il candidato premier non sa nulla delle diverse trattative per l’apparentamento della lista del PS con la Sinistra Arcobaleno così come dei successivi falliti tentativi di intese con Socialisti ivi compresa la candidatura al Senato di una personalità socialista, circostanza che è già stata riportata (senza fare nome) da Felice Besostri su http://www.aprileonline.info/ .
Chiudo questo capitolo interpretando un certo risentimento perché, se è pur vero che ci sono stati ostacoli, a fronte degli stessi si poteva essere almeno più generosi.
E finisce qui perché si deve guardare avanti ed è il caso di soffermarsi piuttosto sulle ragioni politiche che indurranno comunque i Socialisti a votare per la Sinistra Arcobaleno.
Ci sono ragioni di sfida e di opportunità.
Sta passando sotto silenzio un dibattito sul futuro della stessa Sinistra Arcobaleno, con troppa superficialità giornalistica definita come la “cosa rossa”, in una campagna elettorale ove tutto è concentrato, per servilismo o altro, verso la diarchia PD-PdL.
Emerge in questo dibattito “secondario” un’attenzione da parte di molti non solo per un nuovo necessario partito della sinistra, ma per un partito largo.
Per quello che si intravede dai primi passaggi, è un partito che, come riferimenti politici, annovera sia l’eredità del PSI che della svolta della Bolognina e va a collocarsi nella più ampia famiglia del Socialismo Europeo nella fase in cui la novità trainante è che i cattocomunisti sono tutti fuori perché sono nel PD.
E’ un progetto che, come gruppi di riferimento, interessa la Sinistra Democratica al suo interno, ma anche settori sempre più significativi del più ampio “cartello” Arcobaleno.
Di conseguenza, se l’Arcobaleno si tinge dei colori socialisti, il nuovo soggetto deve vedere come protagonisti in prima fila anche i Socialisti. A conti fatti noi Socialisti siamo rimasti fuori dagli ultimi soggetti sfornati, risultati ostili o inconcludenti, mentre in questo progetto si aprono spazi molto più ampi e c’è un dibattito molto più corposo e lungimirante.
E’ una strada che si intravede con il fascino della sfida. Per percorrerla c’è il passaggio obbligato di un voto alla Sinistra Arcobaleno che va letto come un investimento che guarda al futuro.
Il secondo motivo è di opportunità: in una elezione ove il centro/destra ha già vinto per una scelta dissennata, giocandosi necessariamente in difesa, il calcolo di portare in Parlamento qualche rappresentante in più, che non sia proprio del soggetto che ha favorito le destre, porta esclusivamente al voto per la Sinistra Arcobaleno.
Voteremo la Sinistra Arcobaleno, ma resta chiaro che così come è la votiamo questa volta, una tantum, il 13 aprile e mai più.
Gino Di Maro

Socialismo, laicità e censure … pure velate.
Il compagno Giampaolo Mercanzin ha pubblicamente e platealmente censurato (e non discusso) il voto dei SOCIALISTI che votano Sinistra Arcobaleno. Questa la censura mentre continua a far finta di non capire che buona parte dei SOCIALISTI voteranno soprattutto per Berlusconi.
Su questa censura c’è molto da dire e mi riservo di intervenire dopo il 14 aprile se non altro perché ora non ho tempo da perdere visto che sono impegnato nella campagna elettorale per la Sinistra Arcobaleno.
Ho provveduto a posizionare su diversi siti, tra cui Veneto Socialista, un comunicato della Rondine, associazione lavoratori paesi Est Europei, sulla candidatura nella Sinistra Arcobaleno, a Milano, di Dijana Pavlovic, militante dell’associazionismo multietnico, di origine serba romnì.
Sul sito di Veneto Socialista c’è un’argomentare poco attinente alla candidatura, un richiamo ad altre questioni più estetiche che politiche, paragoni più estetici che politici con altri candidati, un argomentare nel complesso ai limiti di non fatemi dire cosa.
In pratica si è sviato il dibattito sulla candidatura e questo lo denuncio pubblicamente come una ulteriore velata censura alla Sinistra Arcobaleno, ed ai Socialisti che votano Sinistra Arcobaleno, con sereno e garbato invito a Giampaolo Mercanzin, quale moderatore di Veneto Socialista, a rimuovere certe cose che non c’entrano nulla con la politica.
E questa rimozione non sarà affatto una censura.
Gino Di Maro
Caro Paolo,
Ti lascio alla Tua certezza.
Quello che devo dire sul “PS” ho promesso che non lo farò prima del 14 aprile e proprio se sarà necessario.
Resta chiaro che dopo il 14 aprile cambiano molte cose anche nei confronti dei sentimentalisti.
GINO, MA SEI SORDO? SEMBRA CHE TU NON VOGLIA SENTIRE!
Gino Di Maro scrive:”Adduco le parole del compagno Mercanzin come risultato di un nervosismo diffuso in questi ultimi giorni di campagna elettorale che regna soprattutto in casa “PS”. “.
Caro Gino, nessun nervosismo, perché a me “non me ne va e non me ne viene!”.
Solo questione di coerenza e non di confusione. Non si può essere come affermi “convinti craxiani” ed abbandonare Craxi; Iscritti al N. Psi e votare per altri; dirsi socialista ed affermare che il PS non ti piace.
Qui o la logica mi sta facendo difetto, o sono rimbecillito, ovvero sei un po’ confuso tu. Propendo per l’ultima.
Vorrei esserti amico, ma vorrei prima essere sicuro che tu non ci….marci!
Paolo Mercanzin
Gino Di Maro E’ SOCIALISTA.
Effettivamente non sono iscritto a nessun movimento o partito cartolare che si definisce “socialista” perché lo ritiene controproducente. Sono stato iscritto al Nuovo-PSI. Partecipo al Forum dei Socialisti che è un luogo di dibattito. Non sono iscritto al “PS” perché non lo ritengo un partito idoneo. Sono stato iscritto, militante e più volte candidato del Partito Socialista Italiano.
La paternità ideologica SOCIALISTA non viene data da Gianpaolo Mercanzin.
Rivendico l’amicizia personale con Achille Occhetto di cui ho sempre avuto ammirazione a fronte di una mistificazione del Suo operato politico in un momento cruciale per la storia della Sinistra. Sono occhettiano. Reputavo, e reputo ancora, che il disegno politico della “svolta della Bolognina”, inteso come rigenerazione di TUTTA la sinistra italiana, andava perseguito da Craxi che mi deluse con la Sua politica annessionista. Per questo lasciai il PSI molto prima di Mani Pulite, ma a differenza di altri non ho mai sputato nel piatto craxiano e resto un craxiano puro, coniugare la tradizione socialista alla modernità. Seguo da anni un disegno politico teso ad unire la migliore tradizione del PSI, craxismo compreso detto, con gli eredi della svolta della Bolognina cui aderii da Socialista sin dai primi giorni. C’è infatti una mistificazione anche in questo: molti Socialisti parteciparono alla svolta della Bolognina e non solo Di Maro. Boselli venne dopo, nel centrosinistra di D’Alema, a portare solo la bandierina e là è rimasto.
Fatta questa precisazione chiedo a tutti: dove andarono i voti del PSI dopo il ’94?
E dove andranno oggi?
Io faccio una valutazione: in parte nella Sinistra Arcobaleno, quella parte più ideologizzata, e in parte nel Popolo della Libertà, quella parte rimasta (con le dovute ragioni) astiosa che è la più consistente.
Non capisco cosa significa insinuare confusione tra i forumisti dell’area.
Ho solo partecipato a un dibattito sul sito di Veneto Socialista su invito di vecchia data del compagno Giulio Laroni.
Per caso c’è da uniformarsi a qualche dritta?
Sarebbe poco laico e non nella tradizione socialista.
Se su Veneto Socialista non mi volete non avete che da chiederlo.
Adduco le parole del compagno Mercanzin come risultato di un nervosismo diffuso in questi ultimi giorni di campagna elettorale che regna soprattutto in casa “PS”.
Mi sapete dire perché c’è serenità nella dichiarazione di voto che Adalberto Scarlino da al PLI e nervosismo in casa “PS”?
Rinnovo tutta la mia amicizia a Giampaolo Mercanzin.
Gino Di Maro
Gino di Maro ingolfa una marea di siti con le sue posizioni personali.
Mi sono reso tardivamente conto che la sua posizione personale non ha nulla di laico, di liberale, di socialista. Ha solo della confusione. Non so se addirittura ad arte.
Devo riconoscere che avevano ragione nostri conoscenti (miei compagnni) che ne affermavano la provenienza “occhettiana” dalla quale non riesce a staccarsi.
Se ricordate anche ultimamente aveva “organizzato” delle riunioni proprio con Ochetto, con Veltri mi pare, ecc.
Mi sono quindi trovato costretto, nel “forum” di cui sono moderatore: VENETO SOCIALISTA, di fare una precizzazione, fermo restando che Di maro può votare per chi vuole, ma no può usare il NOI MAJESTATIC.
ecco quanto ho scritto:
“QUELLO CHE SCRIVE GINO DI MARO E SOLO UNA POSIZIONE PERSONALE. assolutamente personale.
NON E’ ISCRITTO AL PARTITO SOCIALISTA; NON PROVIENE DA ALCUN RAGGRUPPAMENTO SOCIALISTA CHE HA ADERITO ALLA COSTITUENTE, FA PARTE DI GRUPP “CONFUSI” e se mi viene consentito “CONFUSIONARI”, CHE VANNO DA OCHETTO, FINO ALLA DESTRA; INVITA A VOTARE PER CHI CREDE LUI; MA NON E’ SOCIALISTA.
TANTO ,PER CHIARIRE, ne’ parla a nome di alcun socialista.
SE LA SUA E’ MANIA DI PROTAGONISMO POSSO ANCHE CAPIRLO, MA NON POSSO SCUSARLO.
DEVO DIRE PERO’ CHE A QUESTO PUNTO E’ FINITA LA MIA AMICIZIA CON GINO DI MARO, CHE HA USATO QUESTO MIO SINCERO RAPPORTO PER INSINUARE CONFUSIONE TRA I FORUMISTI DELL’AREA.
E’ L’ULTIMA VOLTA CHE RISPONDO A SUE ELUCUBRAZIONI. STOP!
Giampaolo Mercanzin”