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Germania: la breccia AfD

Alle elezioni politiche in Sassonia-Anhalt il partito Alternativa per la Germania (AfD) ha ottenuto il suo miglior risultato elettorale di sempre. Con il 44% delle preferenze il partito guidato localmente da Ulrich Siegmund ha surclassato la Cdu, al potere nel Land da 24 anni, che è precipitata al 17%. “Abbiamo fatto la storia”, ha dichiarato Siegmund a caldo, commentando un risultato che supera anche le più rosee previsioni, per l’AfD, della vigilia.

di Alessia De Luca | 8 Settembre 2026

Alle elezioni politiche in Sassonia-Anhalt il partito Alternativa per la Germania (AfD) ha ottenuto il suo miglior risultato elettorale di sempre. Con il 44% delle preferenze il partito guidato localmente da Ulrich Siegmund ha surclassato la Cdu, al potere nel Land da 24 anni, che è precipitata al 17%. “Abbiamo fatto la storia”, ha dichiarato Siegmund a caldo, commentando un risultato che supera anche le più rosee previsioni, per l’AfD, della vigilia. Il voto, il primo di una serie di appuntamenti regionali dell’autunno tedesco, non consegna automaticamente al partito la guida del Land, ma ne certifica la trasformazione da forza di protesta a partito di governo. Un salto di scala che la leader AfD federale, Alice Weidel, ha rivendicato alzando ulteriormente l’asticella delle ambizioni: parlando da Berlino, ha descritto quello in Sassonia come “un risultato da sogno” e si è impegnata a raggiungere il 40% alle prossime elezioni federali, previste nel 2029. Una promessa che suona come uno schiaffo al cancelliere Friedrich Merz, indicato da molti osservatori come il vero sconfitto di questo voto. “La Cdu/Csu non sarà più in grado di vincere un’elezione federale – ha aggiunto Weidel – Questo è un fatto”.

AfD primo partito

Ad un’analisi attenta, i numeri parlano da soli. Con un’affluenza record, stimata a circa l’80% degli aventi diritto, l’AfD ha raddoppiato il suo risultato rispetto alle precedenti elezioni in Sassonia-Anhalt, quelle del 2021, dominando nella maggior parte dei segmenti dell’elettorato. I sondaggi d’opinione all’uscita dai seggi suggeriscono inoltre che la crescita del partito derivi da due fattori principali: una mobilitazione considerevole degli astensionisti e un trasferimento di consensi soprattutto dalla Cdu all’estrema destra, visto che gli altri partiti hanno registrato fluttuazioni più contenute. Con una campagna elettorale emotiva e all’insegna dell’ottimismo, inoltre, Siegmund non ha convinto solo nelle zone rurali ma ha conquistato nuovi elettori anche nelle città. Nel circondario di Magdeburg, capoluogo del Land, l’AfD è diventata, con oltre il 38% delle preferenze, la forza politica più forte. Non da ultimo, secondo un’analisi del voto di Tagesspiegel basata sui dati Infratest dimap, l’AfD è ormai il primo partito in tutte le categorie professionali. Tra gli operai è passata dal 33% al 61%, tra gli impiegati sfiora il 40%, davanti a Cdu, Verdi e Linke, e tra i lavoratori autonomi ha una maggioranza assoluta. Il Tagesspiegel collega esplicitamente questo dato al fatto che la Sassonia-Anhalt ha gli stipendi medi più bassi di tutta la Germania.

Che scenari si aprono ora?

Nonostante la vittoria storica per un partito di ultradestra, l’AfD non ha abbastanza seggi per governare da sola. E come la Cdu, tutte le altre forze che siedono in parlamento hanno finora escluso di entrare in una coalizione di governo con il partito la cui sezione regionale è stata classificata come estremista dai servizi di sicurezza interni tedeschi, riaffermando il cosiddetto Brandmauer, il cordone sanitario che dal dopoguerra tiene l’estrema destra fuori dagli esecutivi tedeschi a ogni livello. Sulla carta, dunque, la strada più probabile resta un governo di minoranza guidato dalla Cdu, oppure un tentativo di coalizione più ampia con Spd e Verdi. Resta però un’incognita: il Bsw di Sahra Wagenknecht, partito della sinistra populista, ha lasciato trapelare la possibilità di una qualche forma di collaborazione, o quantomeno di sostegno esterno nei confronti dell’AfD. Se i suoi 5 seggi si unissero ai 39 del partito di Siegmund, il totale di 44 seggi supererebbe la soglia dei 42 necessari per la maggioranza assoluta. Al momento non si hanno certezze su questo fronte e l’ipotesi non è stata confermata da alcuna dichiarazione ufficiale del Bsw. AfD ha inoltre fatto sapere che sarebbe anche pronta a nuove elezioni puntando a superare il 50%. Secondo la legge tedesca, il nuovo Landtag di Magdeburgo deve riunirsi al più tardi il 30esimo giorno dopo il voto, cioè il 6 ottobre. Non esiste però un termine preciso per l’elezione di un nuovo ministro-presidente: fino alla scelta del successore, l’attuale capo del governo, Sven Schulze, resta in carica per sbrigare gli affari correnti.

Cosa implica per Berlino e per l’Europa?

Se il peso demografico della Sassonia-Anhalt, che conta poco più di due milioni di abitanti (pari al 3% della popolazione tedesca), è modesto, la portata – non solo simbolica – della vittoria dell’AfD non lo è. Nell’immediato, l’attenzione degli osservatori è concentrata al 20 settembre, quando un altro Land dell’ex Repubblica democratica tedesca, il Meclemburgo-Pomerania Anteriore, tornerà alle urne in un contesto in cui il partito di Weidel è favorito nei sondaggi. Due vittorie consecutive nell’arco di due settimane amplificherebbero la pressione sulla Cdu, già alle prese con un consenso in calo e con un dibattito interno, non nuovo, sull’opportunità di mantenere il Brandmauer anche a fronte di risultati elettorali sempre più squilibrati. Non è un interrogativo da poco: quanto a lungo un cordone sanitario può reggere contro un partito che, elezione dopo elezione, smette di essere l’eccezione da arginare e diventa l’opzione più votata? È un dilemma che la Germania condivide ormai con altri paesi europei, dove le destre radicali crescono capitalizzando la sfiducia verso le classi dirigenti e i partiti tradizionali, l’insoddisfazione per la questione migratoria e l’economia stagnante. Non a caso il messaggio di AfD, che alle politiche del 2025 aveva già sfiorato il 21% a livello nazionale, conquistando un gruppo parlamentare consistente al Bundestag, riecheggia quello dei leader nazionalisti che, da Londra a Parigi, intercettano rimostranze non troppo diverse da quelle tedesche. E per cui, con le elezioni in programma in diversi paesi il prossimo anno, la vittoria di Magdeburgo rischia di diventare tanto un presagio quanto un manuale d’istruzioni.

Il commento

Di Antonio Villafranca, Vice Presidente per la Ricerca ISPI

“Le elezioni in un Land piccolo che vale meno del 2% del Pil tedesco avrebbero importanza limitata se non fosse per la portata e il significato della vittoria dell’AfD. I tradizionali partiti tedeschi si stanno interrogando – con un certo ritardo – sul da farsi. Ma elezioni importanti incombono nei prossimi mesi in paesi chiave dell’Ue: Italia, Francia, Spagna, Polonia. La sfida per i moderati è quella di ascoltare i timori – veri o presunti – dei cittadini e ragionare oltre gli steccati ideologici.”

Alessia De Luca

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Alessia De Luca

Journalist, Advisor for Online Publications, Responsabile ISPI Daily Focus
Relazioni Translatantiche. Alessia de Luca is a professional Journalist and an expert of US politics, in charge of the daily newsletter ISPI Daily Focus and of the Focus USA2024. She has served as Middle East and Northern Africa correspondent from 2005 to 2009. Previously at Skytg24, she also contributed for RAI and Radio Vaticana. Her works were published among others by La Stampa, Lifegate, Nigrizia, Avvenire and EastWest.

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