
“Com’è possibile parlare di unità araba se fin da ora si pongono simili problemi con alcuni paesi arabi? Non solo, quando neanche tra voi palestinesi andate d’accordo?”
Un incendio di cui ancora non si conosce l’origine, ma che è scoppiato rapidamente in coincidenza con un appello rivolto da Hamas ai suoi sostenitori attraverso Telegram. ”Bruciate Israele”, si legge in un post, ”bruciate i boschi, le foreste, le case dei coloni, tutto ciò che potete”.
L’inviato speciale delle Nazioni Unite in Siria è “profondamente preoccupato” per le violenze nel paese, soprattutto nei sobborghi della capitale Damasco e a Homs”, ha dichiarato mercoledì l’organismo mondiale. “(L’inviato Geir Pedersen) è allarmato per le notizie di vittime civili e anche di vittime tra il personale di sicurezza e per il potenziale di un’ulteriore escalation di una situazione estremamente fragile”, hanno dichiarato le Nazioni Unite in un comunicato. Le forze di sicurezza sono state dispiegate vicino a Damasco mercoledì per “ripristinare l’ordine” dopo gli scontri mortali tra combattenti legati al governo siriano e altri della comunità drusa, (Setta religiosa di origine musulmana sorta in Egitto nell’11° sec., attualmente presente in Libano, Siria e Israele) ha detto un funzionario. “Annunciamo la fine dell’operazione di sicurezza” nel settore di Sahnaya, vicino a Damasco, e ‘il dispiegamento delle forze di sicurezza per ripristinare l’ordine’, ha dichiarato il maggiore Houssam al-Tahhane, capo della sicurezza nella periferia di Damasco, citato dall’agenzia di stampa ufficiale Sana. Durante le cerimonie per il Giorno della Memoria in diverse località di Israele, alcuni ministri sono stati fischiati e contestati. A Tel Aviv, il ministro dell’Agricoltura Avi Dichter è stato accolto da urla di “Tutti, adesso!”, in riferimento ai 59 ostaggi ancora a Gaza. A Ramle, città nel centro di Israele, la ministra della Giustizia Sociale May Golan è stata definita “traditrice” da alcuni dimostranti mentre altri hanno abbandonato l’area al momento del suo intervento. A Holon, nel centro del Paese, durante il discorso della ministra dei Trasporti Miri Regev, sono stati alzati cartelli con i nomi degli ostaggi. Hamas ha pubblicato su Telegram un messaggio che incoraggia i palestinesi a “bruciare tutto ciò che possono: boschi, foreste e case dei coloni”. “I giovani della Cisgiordania, di Gerusalemme e quelli di Israele hanno dato fuoco alle loro auto… Gaza attende la vendetta dei liberi”, ha scritto Hamas. In precedenza, in un post su Telegram, Jenin News Network ha invitato i palestinesi a “bruciare i boschi vicino agli insediamenti”. Da questa mattina sono in corso incendi giganteschi sulle colline di Gerusalemme che hanno provocato la dichiarazione di ‘emergenza nazionale’. Il leader dei drusi libanesi Walid Joumblatt ha invitato mercoledì i suoi correligionari in Siria a “rifiutare le interferenze di Israele”, che sostiene di volerli proteggere dal governo centrale. “La salvaguardia dei fratelli (in Siria) deve comportare il rifiuto dell’interferenza israeliana”, ha dichiarato Joumblatt durante una riunione di dignitari drusi convocata a Beirut per discutere della situazione in Siria. Gli scontri nei pressi di Damasco tra combattenti drusi e gruppi alleati del governo centrale siriano, dominato dagli islamisti, hanno provocato una quarantina di morti in due giorni. I drusi, un ramo eterodosso dell’Islam, vivono in Libano, Siria, Israele, nelle alture occupate del Golan e in Giordania. Dalla caduta di Bashar al-Assad, Israele, attraverso l’intermediazione dei leader drusi siriani che vivono nel paese, ha compiuto una serie di gesti di apertura nei confronti dei drusi siriani. Il capo di stato maggiore dell’Idf Eyal Zamir ha ordinato all’esercito di prepararsi a colpire obiettivi in Siria qualora la violenza contro i drusi locali non cessi. Lo ha dichiarato il portavoce dell’Idf, confermando che oggi l’esercito ha attaccato con un drone alla periferia di Damasco miliziani coinvolti in aggressioni contro civili drusi. “L’Idf monitora gli sviluppi nella regione siriana e le forze sono schierate in stato di allerta per difesa e scenari diversi”, si legge nella nota. Attacchi israeliani hanno preso di mira la periferia di Damasco in Siria, ha dichiarato mercoledì l’agenzia di stampa statale siriana, dopo che Israele aveva detto di aver colpito un “gruppo estremista” che si preparava ad attaccare i membri della minoranza araba drusa a Sahnaya, a sud-ovest della capitale. Una fonte del ministero degli Interni siriano ha dichiarato che le forze di sicurezza stavano cercando di porre fine agli scontri nell’area tra gruppi armati che operano al di fuori del controllo statale. La Francia ha spinto Israele a “mostrare la massima moderazione” in Libano dopo l’attacco israeliano a Beirut di domenica scorsa e ha sottolineato che lo smantellamento dei siti militari di Hezbollah è “responsabilità esclusiva delle forze armate libanesi”. Nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore il 27 novembre dopo oltre un anno di guerra tra Israele ed Hezbollah, l’esercito israeliano continua a compiere attacchi in Libano, sostenendo di colpire combattenti e infrastrutture del movimento libanese, che è molto indebolito e sostiene da parte sua di rispettare l’accordo. Si. Ma i confini non hanno importanza, ripeto. Ha importanza l’unità araba e basta.
Giuseppe Basilico

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