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Gazprom, Meloni e la guerra del gas

Chi ha a cuore la libertà il 25 settembre vada a votare; e non dimentichi che scatenando la guerra é il Presidente Vladimir Putin che ha fatto salire alle stelle le bollette della, luce e del gas e che continuando di questo passo potrebbe costituire una minaccia anche per le nostre libertà. Di Marco Mayer

di Marco Mayer | 19 Settembre 2022

Con la guerra in Ucraina e con il conseguente ricatto del gas i diritti sociali, politici e civili sono sotto attacco in Italia, in Europa e in tante altre parti del mondo, a partire da quelli delle donne.  

Dobbiamo evitare ad ogni costo il tramonto dell’ “età dei diritti”  descritti mirabilmente da  Norberto Bobbio nel celebre volume pubblicato nel 1990.

Per fortuna l’ Europa – sia pure con più di dieci anni di ritardo –  sta finalmente aprendo gli occhi  sull’ influenza negativa che i governi della Russia e della Cina hanno esercitato sul piano culturale nel nostro continente,  ancora prima della dipendenza energetica e digitale. 

In Italia questa percezione é ostacolata dal fatto che quasi tutti i media social e mainstream  hanno paura di accendere  i riflettori sul funzionamento e (sui segreti)  di GAZPROM, il colosso russo dell’energia.

A questo proposito giovedi sera Giorgia Meloni nella trasmissione condotta da Paolo del Debbio https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/drittoerovescio/dritto-e-rovescio-giovedi-15-settembre-su-rete-4_FD00000000352964  ha espresso una posizione discutibile e inesatta  senza che l’intervistatore facesse obiezioni (non so d se per mancanza di prontezza o per ignoranza- d’altra parte un giornalista non può essere esperto in tutto). 

Dopo avere ribadito gli obiettivi comuni ai leader politici italiani di tutti gli schieramenti (disaccoppiamento rinnovabili e tetto del gas)  la Meloni ha affermato  che l’aumento del prezzo del gas non dipende dai costi del gas decisi dalla Russia,  ma dalla speculazione finanziaria che – approfittando dell’ incertezza delle forniture –  specula sui prezzi nella borsa dei futures, il mercato  TTF  collocato in Olanda ad Amsterdam. 

Nella ricostruzione di Giorgia Meloni le  responsabilità della Russia  sono molto diluite. 

Le bollette della luce e del gas che le famiglie e le imprese  italiane sono costrette a pagare in questi giorni vengono attribuite ad una “speculazione” indeterminata  di entità anonime e  all’egoismo dell’Olanda. 

Per la cronaca la stessa tesi é rilanciata anche da Fabio Rampelli,  vicepresidente della Camera per FdI: “Prima di ogni cosa è necessario arginare la pressione speculativa che viene fatta ad Amsterdam” .

In questo modo l’attenzione dell’opinione pubblica da Mosca si sposta su Amsterdam, dalla Russia si sposta all’Olanda, da Gazprom a entità di speculazione finanziaria non meglio identificate.  

Non c’é bisogno di essere un componente del COPASIR per capire dove nasce questa narrativa. E’ una delle tante  attività di deception in cui i russi da sempre sono specializzati.  

Chi fosse interessato a conoscere più da vicino il significato di queste  tecniche di manipolazione   può dare una occhiata al glossario di intelligence dei nostri servizi https://www.sicurezzanazionale.gov.it/sisr.nsf/archivio-notizie/nuova-edizione-del-glossario-intelligence.html

Dove nasce questa narrativa? Mi limito a citare – tra le tante fonti aperte- due eventi che sono serviti a preparare il terreno. Il primo – tenutosi il 15 dicembre del 2021  https://valdaiclub.com/events/announcements/valdai-club-to-discuss-energy-crisis-in-europe/  dimostra che già due mesi prima dell’invasione Ucraina la narrativa era in corso di preparazione. 

Il secondo invece é legato al controverso dilemma del pagamento  del gas in rubli  https://valdaiclub.com/events/posts/articles/gas-for-rubles-buy-it-if-you-can-speakers/.

Per inciso scorrere l’agenda del Valdai Club (il think thank prediletto da Putin) é molto utile anche quando vengono affrontati temi particolarmente sensibili e gli interventi non sono consultabili.  Per esempio alcune delle domande ad un seminario dell’anno passato sono ancora oggi di stretta attualità. 

Cito testulmente dalle pagine del Valdai Club:   What awaits the European gas market in the coming winter? What is Gazprom’s role? Will Europe be able to agree on the creation of energy reserves? How will this affect Russian gas supplies? These and other questions will be answered by the participants in the discussion.

Per esempio c’é una domanda chiave che é assente nelle ricostruzioni di Giorgia Meloni e di Fabio Rampelli  Qual’é il ruolo di Gazprom?  

La mia risposta é netta. Certamente nella partita del gas e dell’energia esistono anche altri attori, ma il protagonista di tutta questa vicenda é Gazprom.  

Per questo quando si parla di bollette  di luce e di gas  i cittadini italiani devono sapere di cosa stiamo parlando:  Gazprom é una galassia monopolistica di grandi proporzioni. 

Essa dispone di quasi tutte  le leve per esercitare il  market power, ovvero  in termini più semplici, il potere decidere le  quantità delle forniture, negoziare i  prezzi del gas e di operare sul mercato dei loro derivati finanziari (futures) con informazioni esclusive e di prima mano.   

Dai giacimenti di gas naturale ai gasdotti, dalle reti intermedie alla distribuzione all’industria e al dettaglio, sino  alle banche e alle finanziarie che controlla,  Gazprom ha una straordinaria capacità di influenzare l’ambiente in cui opera così come é in grado di  progettare i percorsi e la costruzione dei gasdotti in mezzo mondo. 

Non voglio esagerare la potenza di Gazprom e la sua influenza in Europa, ma é paradossale che i giornali parlino tanto di presunti finanziamenti russi ai partiti europei (di entità apparentemente modesta) e non promuovano inchieste giornalistiche su un’azienda cosi ramificata,  importante e complessa, davvero interessantissima da studiare nelle sue molteplici sfaccettature.  . 

L’ invasione russa dell’Ucraina ha aperto gli occhi anche a chi non voleva vedere.  Ho concentrato l’attenzione su Gazprom, ma il discorso é più ampio. La guerra in Ucraina e la guerra dell’energia mettono a rischio il futuro dei diritti e della democrazia.  

Sino al 24 febbraio 2022 i governanti europei hanno vissuto in un mondo parallelo in cui non solo sono state dimenticate lezioni di Niccolò Machiavelli, Thomas Hobbes e Raymon Aron, ma sono stati ignorati persino gli ammonimenti di personalità liberali “erasmiane” quali Karl  Popper, Ralf  Dahrendorf e  Altiero Spinelli.  

Ben sedici anni fa Ralf Dahrendorf ha scritto parole profetiche che  nessun leader politico ha preso sul serio: “per molti la scienza moderna è una spina nell’occhio” .. .”il contro illuminismo é una lotta contro il nuovo e non mancano nuove minacce alla libertà… tra di esse potrebbero esserci  minacce di autoritarismo e di totalitarismo.. l’autoritarismo strisciante in paesi economicamente sviluppati  (per non parlare dei paesi in crescita prorompente) pongono di nuovo interrogativi… Le virtù degli erasmiani sembrano fuori moda, ma per coloro che hanno a cuore la libertà non sarà inutile che in futuro vengano coltivate”.

Chi ha a cuore la libertà il 25 settembre vada a votare; e non dimentichi che scatenando la guerra é il Presidente Vladimir Putin che ha fatto salire alle stelle le bollette della, luce e del  gas e che continuando di questo passo potrebbe costituire una minaccia  anche per le nostre  libertà. 

Marco Mayer

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, autoritarismo, azienda, banche, borsa, cina, cittadini italiani, costi, democrazia, discorso, egoismo, europa, finanziaria, futuro, giornali, italia, Liberali, mediaset, meloni, mercato, mondo, olanda, opinione pubblica, percezione, putin

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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