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G7 e Ucraina: la disputa sulle parole che mette alla prova l’Occidente

A poche ore dal terzo anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, il G7 fatica a trovare una posizione politica comune. La richiesta statunitense di eliminare dal comunicato ufficiale il riferimento all’“aggressione russa” riflette la nuova narrazione di Donald Trump, secondo cui la guerra sarebbe stata iniziata dall’Ucraina. Questa distorsione storica rischia di compromettere la credibilità dell’Occidente e ostacolare eventuali negoziati di pace. L’Italia, impegnata nei negoziati diplomatici, dovrà decidere se accettare passivamente questa revisione dei fatti o mantenere una posizione coerente con la realtà e la propria autorevolezza politica.

di Marco Mayer | 21 Febbraio 2025

Mancano poco più 48 ore al 24 febbraio, terzo anniversario dell’ invasione dell’ Ucraina da parte della Federazione Russa. Come già avvenuto negli anni precedenti le Nazioni  che fanno parte G7 stanno preparando un documento  sul tema anche in vista dell’ avvio di auspicabili negoziati per un cessate il fuoco.

Questa volta tuttavia trovare una posizione politica comune appare molto piu’ difficile.  Ieri, infatti, il rappresentante degli Stati Uniti ha chiesto ai colleghi sherpa del G7  di cancellare dalla prima bozza del comunicato la seguente espressione: “aggressione russa dell’ Ucraina”. 

Questa richiesta dell” ultimo momento è una conseguenza diretta della nuova narrazione del Presidente Donald Trump che ha pubblicamente dichiarato che “la guerra sarebbe stata iniziata dall’ Ucraina”. 

Esistono evidenze empiriche inoppugnabili che la grande esercitazione delle forze armate russe ai confini dell’ Ucraina il 24 febbraio del 2022 si è trasformata (come per una volta previsto in tempo dall’ intelligence USA) in una vera e propria invasione e occupazione militare del territorio sovrano compreso il tentativo

( fallito ) di raggiungere la capitale Kiev.

L’ invasione dei carri armati russi ha tuttavia trovato (con grande  sorpresa di numerosi osservatori) una fortissima resistenza del popolo e dell’ esercito ucraino. 

Personalmente  non avrei mai pensato che l’ Ucraina avrebbe potuto resistere per tre anni all’ invasione della grande potenza russa con perdite territoriali limitate che non hanno raggiunto il 20% del territorio.

 La resilienza Ucraina si è sviluppata nonostante l’ incessante e quotidiano lancio di migliaia di  missili, droni e bombe telecomandate che hanno colpito la popolazione civile e le infrastrutture critiche dell’ Ucraina. Solo ieri una vera e propria pioggia di droni russi ha colpito Odessa ed altre località 

Russia targets infrastructure in Ukraine’s east and south in extensive overnight air attack

Invertire le parti definendo l’ aggredito aggressore oltre che compiere  un falso storico sarebbe un ultetiore ostacolo a negoziati di pace già di per sé estremamente complicati.

Come finirà la disputa all’ interno del G7 è difficile predire. Ciò che invece è  (o almeno sarebbe)  doveroso conoscereoqual’ è il punto di vista dell’ Italia ovvero quali sono le istruzioni che il Presidente del Consiglio ha dato ai nostri diplomatici che in queste ore stanno negoziando con gli Sherpa del G7 il testo del comunicato finale per conto del governo.

Ciò che i cittadini italiani si aspettano è un comportamento coerente. L’ esperienza dimostra che saper dire di no ad una richiesta  degli Stati Uniti per il semplice motivo che essa è irragionevole e priva di fondamenti empirici e’ un segno di autorevolezza e determinazione politica da cui Giorgia Meloni ha tutto da guadagnare anche se non accontenta gli umori filo putiniani che in Parlamento accumunano settori della Lega in maggioranza e i 5Stelle all’ opposizione

Marco Mayer

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, anniversario, cittadini italiani, dichiarato, espressione, forze armate, governo, italia, lega, meloni, opposizione, parlamento, presidente del consiglio, punto di vista, stati uniti, usa

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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