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Fricchettoni di ieri, fricchettoni di oggi

‘Una volta i ‘fricchettoni’ erano giovani dai capelli lunghi, vestiti colorati e cane al seguito che, in pieno stile ‘free’, vivevano viaggiando da un paese all’altro (…) I ‘neo-fricchettoni’ non hanno più capelli lunghi e cane al seguito, non sono più i ‘figli dei fiori’ degli anni ’60, ma giovani che vivono in modo semplice, lontano dalle comodità e dallo stile di vita del mondo moderno. (…). di Rosita Bimbi

di Rosita Bimbi | 15 Maggio 2008

Una volta i ‘fricchettoni’ erano giovani dai capelli lunghi, vestiti colorati e cane al seguito, che in pieno stile ‘free’, vivevano viaggiando da un paese all’altro, alloggiavano in posti improvvisati, e contestavano il sistema capitalistico da cui si tenevano debitamente a distanza.
Oggi la parola ‘fricchettoni’ è considerata desueta ma lo stile di vita ‘free’ è ancora attuale. I ‘neo-fricchettoni’ non hanno più capelli lunghi e cane al seguito, non sono più i figli dei fiori degli anni ’60, ma giovani che vivono in modo semplice, lontano dalle comodità e dallo stile di vita del mondo moderno. I ‘neo-fricchettoni’ abitano in alloggi senza troppe pretese: non amano gli elettrodomestici all’ultima moda, le comodità casalinghe, e, qualcuno di loro, è anche lievemente ostile alla corrente elettrica e ne fa volentieri a meno. Viaggiano spesso, anche all’estero, perché odiano la stanzialità perdurante e l’abitudinarietà e, per alcuni, la casa è una roulotte.
I ‘neo-fricchettoni’ non hanno auto di lusso e neanche moderne funzionali utilitarie. Per loro un’auto è un mezzo che deve solo consentire lo spostamento e non ha bisogno di caratteristiche particolari.
Non indossano abiti costosi, vestono semplicemente, così come vivono.
Non apprezzano le abitudini e lo stile di vita del mondo moderno: gli sprechi, la corsa sfrenata agli acquisti, la fame di successo, soldi e potere. Sono tendenzialmente anti-capitalistici e guardano con criticità a certe scelte del governo americano, ma non seguono manifesti politici. Sono a favore dei diseredati, degli sconfitti, di chi non ha potere per difendersi. Ma più di tutto sono a favore delle libertà individuali. Il rispetto delle scelte di vita di ognuno, la libertà di poter vivere con dignità la propria vita, senza subire ingerenze o sopraffazioni, sono una sorta di manifesto etico a cui si ispirano.
In un tempo in cui molti giovani non trovano lavoro perché lo cercano quasi sotto casa o perché disdegnano attività in cui occorre sporcarsi le mani, i ‘neo-fricchettoni’ rinverdiscono antichi mestieri oggi in declino. Sono potatori di piante di ulivo, agricoltori ed esperti conoscitori di erbe, falegnami, impagliatori di sedie, abili artigiani dell’arte veneziana del restauro, restauratori, incisori del vetro, ecc. ecc. Non amano gli sprechi o i consumi sfrenati, e scelgono di lavorare quanto basta per vivere, non per arricchirsi. I ‘neo-fricchettoni’ non hanno bisogno della certezza di un posto fisso in cui abitare o lavorare. Non cercano la stabilità rassicurante dello stipendio sicuro a fine mese. Anche i soldi, come le automobili, hanno uno scopo ben preciso: consentire una vita dignitosa; sfarzi e eccessi non sono contemplati dal loro stile di vita essenziale.
Pensano che la cultura sia un bagaglio di esperienze che non nasce solo dai libri ma dai contatti umani, dalle suggestioni e dalle contaminazioni di luoghi, persone, storie e vite diverse. Grazie ai frequenti viaggi, parlano fluentemente una o due lingue straniere e molto spesso sono loro stessi gli insegnanti dei figli nei primi anni dell’età scolare.
Sono pacifisti e spesso, in tutto il mondo, si riuniscono in incontri che chiamano ‘Rainbow’: un’arcobaleno di colori, culture, lingue, esperienze, uomini e donne diversi che, isolati in cima ad una montagna o in mezzo ad un bosco, vivono per qualche settimana secondo l’essenzialità della vita di un tempo. Nessun contatto con il resto del mondo, un ruscello o un fiume per bere e lavarsi, pasta e riso comprati all’ingrosso, verdure raccolte sul posto, il fuoco per cucinare e intorno a cui riunirsi tutti insieme la sera. Nel pieno rispetto della natura, dei suoi tempi e dei suoi luoghi. Alla fine di ogni ‘Rainbow’, dopo che centinaia o migliaia di persone hanno vissuto insieme nello stesso luogo, il bosco o la montagna che li ha ospitati conserva lo stesso aspetto apparentemente inviolato che aveva prima del loro arrivo.
In un tempo in cui molti giovani si appassionano ai cosiddetti ‘Rave party’, feste scatenate a base di alcool, droghe e musica rock, il Rainbow’ offre l’alternativa di una scelta pacifica e naturalistica, la cultura dell’essenzialità, dell’equilibrio e dell’armonia psico-fisica che mette al primo posto il rispetto per se stessi e per gli altri.

Rosita Bimbi

Pubblicato in : Primo piano

Info Rosita Bimbi

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Fxd

    25 Marzo 2024 alle 12:00

    “Rave party” e “Musica Rock” nella stessa frase non si può sentire.

    Rispondi
  2. Marzio Siracusa

    21 Maggio 2008 alle 09:41

    Peccato però che l’esistenza comunitaria disinteressata dei neo fricchettoni sia garantita e difesa dalla ferrea organizzazione societaria che li circonda. Morirà mai l’imbecillità palestrata di libertà dell’ultimo mezzo secolo? M.S.

    Rispondi
    • Fxd

      25 Marzo 2024 alle 12:01

      Menomale che non sono l’unico a pensarla così.

      Rispondi
  3. Puccio cartoni

    17 Maggio 2008 alle 03:34

    Certo ,c’è chi la propria cultura la coltiva nel cuore ,comunque e dovunque ,e chi sente il bisogno di ritrovarla nell’ambiente che lo circonda .Libera scelta talvolta, o condizionata dagli eventi talaltra. Quello che la divagazione poetica sui neo-fricchettoni ,ed il volo pindarico sull’esistenza umana e sulla libertà mi fa tornare alla mente , è una cultura seguendo la quale un anziano non più autosufficiente si accuccia nudo nella neve ed aspetta la morte. Che strano pensiero…

    Rispondi

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