Marco Mayer è un personaggio fiorentino dai mille interessi culturali e professionali che degnamente coronano una attività politica iniziata ancora imberbe ma che non ha esaurito la formazione della sua personalità, pur avendogli consentito di raggiungere traguardi di grande rilievo:consigliere regionale a 23 anni, capogruppo del PCI, assessore alla cultura e poi al commercio. Essendo la politica, notoriamente una malattia, Marco la coltiva, come passione, tuttora che una folta barba, docenze a livello universitario e consulenze di rango internazionale gli hanno conferito un aspetto da uomo posato, senza tuttavia togliergli il gusto delle provocazioni e delle sperimentazioni. Dopo la sconfitta al referendum, che è stata anche sua, ha dato vita su Facebook ad un gruppo denominato “Se fossi Matteo Renzi”. Anche io sono stato inserito nel gruppo e sollecitato a mettermi nei panni dell’ex presidente del consiglio e dare il mio suggerimento. Fino ad ora non l’avevo fatto per un motivo molto semplice. Renzi stesso l’aveva reso impossibile, bruciando la mia prima idea. Quella che se ne stesse lontano dalla ribalta per qualche anno, in attesa di riproporsi, o addirittura essere richiamato “in servizio”. Un invito evidentemente rifiutato da Matteo sino dalle prime ore dopo la sconfitta, con le sue dichiarazioni tutt’altro che rinunciatarie. Stando così le cose, mi permetto di tirare fuori la seconda opzione, quella di riserva, che non è un ripiego, anzi. La riforma della Costituzione. Ecco cosa farei, se fossi Matteo Renzi. Avete capito bene. Ho votato NO al recente referendum. Ma, penso come molti, non per andare contro a Renzi o perché non ritenga necessaria una profonda riforma. Ma perché, complessivamente, quella che ci veniva sottoposta ad approvazione era fatta male, anzi malissimo. E Renzi è forse l’unico, al momento, che può riuscire nell’impresa di darci una nuova Costituzione. Certo, recependo molto della vecchia: ma di una Costituzione nuova dovrebbe trattarsi. Che sia più adeguata all’oggi. Ma anche per voltare realmente pagina, per dare nuova linfa vitale ad un Paese stremato: per dare vita finalmente, con un nuovo patto fondativo, alla vera Seconda Repubblica e rivelare agli Italiani quale orribile truffa sia stata quella spacciata per tale dopo il dramma di Tangentopoli.
Dunque, una nuova Costituzione, attraverso una Assemblea Costituente, in carica per diciotto mesi, eletta con il sistema proporzionale, in modo che tutti, anche le più infime minoranze, siano rappresentate. Una procedura, ne converranno tutti, lineare e molto più corretta rispetto a maggioranze nutrite di voltagabbana e numeri infoltiti da una legge elettorale con premio esagerato e dichiarata incostituzionale.
Questo sarebbe un comportamento da statista che rilancerebbe, a giusto titolo, Matteo Renzi verso una impresa che, in caso di riuscita lo consacrerebbe tra i grandi quale fondatore della vera seconda repubblica italiana. E gli restituirebbe a giusto titolo quel ruolo centrale al quale aspira, permettendogli di raggiungere immediatamente due obbiettivi: la riconciliazione tra le sponde del SI e del NO ed una nuova motivazione per i suoi seguaci, spinti dalla sconfitta su un crinale di risentimento che li porta a vedere nell’esito del referendum la causa di tutti i mali d’Italia, con toni di sarcasmo e di chiusura autoreferenziale che sfociano in autentico masochismo politico.
Pensaci, Matteo, invece di sforbiciare questo scorcio di legislatura, utilizzalo per una impresa ancora più grande di quella che ti eri prefissa e sfida amici e avversari. Volevi cambiare il Paese? Volevi una Costituzione profondamente rinnovata? Non puoi rinunciare ad una grande idea solo per qualche modifica nei contenuti e perché diversa e più corretta è la via per arrivarci.
Nicola Cariglia

Caro Paolo,
è incredibile come, proprio perchè condivido la tua analisi, io ne tragga conclusioni opposte. Proprio per tutto quello che succede nel mondo c’è bisogno in Italia di un totale rinnovamento, una ripartenza che solo una nuova Costituzione varata da una Assemblea Costituente che non escluda nessuno ci può dare. E tu perdi tempo a coltivare un antirenzismo superato dal voto del 4 dicembre?
In un Paese normale, uno sconfitto si sarebbe levato di torno, per tutto quello che il medesimo aveva annunciato prima e per lo scatafascio del quale è stato responsabile, il 4 dicembre 2016 è un giorno, ma per arrivare a questa data, il Nostro ha perso mesi e mesi. Se si fosse levato di torno, la mia risposta sarebbe inutile, purtroppo invece, anche per giornalisti che ancora gli danno importanza e comunque per la sua fasulla pausa, il renzismo e Renzi sono ancora là come se niente fosse. Non puoi auspicare che colui che ha spaccato un negozio intero di porcellane sia richiamato per vedere se al secondo passaggio non rompe piu niente o per riattaccare i pezzi. La mia ostinazione è purtroppo d’attualità.
Una volta (non so ora) era buona abitudine cominciare una polemica politica con la premessa che “non si tratta” di una questione personale. Ancorchè, talvolta, ipocrita, questa abitudine indicava, se non altro, che le questioni personali dovrebbero passare in secondo piano rispetto a quelle politiche. Ed io sono convinto che dare vita ad una Assemblea Costituente eletta con metodo proporzionale (come altrimenti?) servirebbe a “voltare realmente pagina, per dare nuova linfa vitale ad un Paese stremato: per dare vita finalmente, con un nuovo patto fondativo, alla vera Seconda Repubblica e rivelare agli Italiani quale orribile truffa sia stata quella spacciata per tale dopo il dramma di Tangentopoli”. Per questo obbiettivo mi accorderei con il diavolo. E Renzi (di cui pure con durezza ho denunciato gli errori) non è il diavolo. Non più di tanti altri che hanno piena agibilità nel nostro panorama politico.Senza contare che nel rinfacciargli il termine “accozzaglia” da lui usato, abbiamo appena spiegato, proprio a Renzi, che le Costituzioni si fanno con il contributo di tutti.
Errore, caro Nicola, accordare tempo a costui, che tanto non ti ascolterà e andrà dritto verso la sua mèta di megalomane, Errore pure l’accostamento al diavolo, il quale potrebbe irritarsi se paragonato a Gianbabbeo. Lucifero è il portatore di luce, Renzi cosa porta?!?
Errore pensare di ottenere il succo di frutta da una zucca vuota e secca, l’Italia attuale non esiste piu’, è ormai venduta in lotti agli stranieri, non parliamo poi della sua collocazione in un Europa allo sbando dove la social democrazia muore sui suoi errori e orrori, sulla sua ipocrisia e sulla sua pochezza. Trump, il vero comunista, si sta insediando e sta mettendo il dito nella piaga e all’opposto della guerrafondaia Clinton osannnata dal Gianbabbeo di Rignano, chiude l’America per ridare dignità ai suoi lavoratori e ai suoi militari (ogni militare rientrato negli USA massacrato o mutilato ha risvegliato il popolo americano e poco a poco ha portato Trump alla vittoria), l’Inghilterra ha aperto la breccia da un modello economico che strangola i cittadini e che accresce ogni giorno le diseguaglianze al punto che la ricchezza del Pianeta Terra è in mano, pare, all’1% della popolazione mondiale e che solo una decina di persone detenga poi alla fine tutto il potere e il denaro. Putin si allea con Israele per sconfiggere Isis, i cambiamenti in corso sono epocali e tu ti ostini a guardare all’Italia senza inquadrarla in tutto cio’ e senza contare che, causa migranti, tra poco tempo la popolazione italiana sarà anch’essa un lontano ricordo?
Non credo si possa parlare di seconda Repubblica, di proporzionale e del ruolo che si accorda al Gianbabbeo di turno senza vedere quanto sopra. Soprattutto senza vedere che il massimo di questo PD sbeffeggiato da Renzi è ormai dato al 30 % dei consensi, in continuo lento calo, al pari di Grillo che solo pochissimi anni fa non esisteva.e che ad oggi viene dato, seppur di poco, sopra al 30%…..
Se proprio tieni alle sorti del PD, fai il necessario affinché Emiliano sia eletto a capo di questo ormai inutile partito in un’ultima esilissima speranza.
Giampaolo scrive una verità in novella, la realtà è molto piu’ triste. Renzi ha bloccato e paralizzato l’Italia per la sua incapacità legata ad un’ambizione patologica, e a questo ex abusivo si da ancora credito?!? Sono veramente allibito, Ha distrutto il PD e ci ha provato con ottimi risultati anche con l’Italia! I risultati si stanno vedendo, e gli si propone di rimettersi a occuparis di Costituzione?!?
Io Matteo? Matteo chi? Farei come Gargiulo, mi leverei….
No, no per carità Nicola. Non è il suo ruolo. Non voglio dilungarmi, ma i nostri difetti ce li teniamo in vita. Fa parte del nostro carattere.
Riporto succintamente a tale proposito, visto che il nostro è un affabulatore, la novella dello scorpione e della rana.
“uno scorpione doveva attraversare un fiumiciattolo, ma non sapeva (ovviamente) nuotare. Avvicinatosi ad una rana le chiese gentilmente se poteva caricarselo in groppa. “non posso perché tu mi pungi” rispose la rana.
Lo scorpione l’assicurò che non l’avrebbe mai fatto altrimenti sarebbe affogato.
La rana fattasi convinta lo caricò sulla schiena e cominciò la traversata.
Giunti a metà lo scorpione non riusci a trattenersi e la punse.
“così moriamo tutti e due” disse la rana.
“E’ nella mia indole” rispose la scorpione.
Ecco, errare è umano perseverare diabolico. Conoscendo il personaggio impossibile ridargli la fiducia. Vi sono altri in grado di attraversare il fiumiciattolo e risalire la china.
E’ nell’ordine delle cose e assolutamente auspicabile.
Eppoi c’è il “gentilone” che probabilmente non è così fesso.
Caro De Lillo,
non dimenticare la premessa del mio articolo: rispondo alla provocazione lanciata da un intellettuale. E, cioè, “mettetevi nei panni di Renzi, cosa fareste?”. E quella da me illustrata è l’opzione di riserva perchè la prima era di stare fermo qualche giro. E non trascurerei il fatto che Renzi è l’attuale segretario del PD, partito senza il quale il percorso di una nuova Assemblea Costituente non è ipotizzabile. Dunque….
Insistere sulla leadership di Renzi significa realisticamente prendere atto, acriticamente, di una situazione di fatto che lo vede Segretario, saldamente in sella, del PD. Chi, però, ha votato NO al referendum, non può accettare che sia riconosciuta a Renzi la legittimazione etica e politica di farsi promotore di una nuova e diversa ipotesi di modifica della Costituzione. Trovo fondata l’esigenza di una parziale riscrittura della Carta e pienamente condivisibile il ricorso all’Assemblea Costituente: per questa via, infatti, cadrebbero o diverrebbero del tutto marginali le eventuali contestazioni/opposizioni. Ma riconoscere a chi ha perduto anche l’ultimo briciolo di credibilità, cioè a Renzi, la paternità dell’avvio di una nuova fase della Repubblica significa mettere in non cale il voto espresso dal 60% degli elettori che si sono recati alle urne il 4 dicembre scorso. Peraltro, con questa proposta si andrebbe ad avallare l’ennesima giravolta di un personaggio che ha dimostrato di soffrire di instabilità di carattere.
Non credo che Renzi voglia veramente cambiare questa costituzione. Ma una nuova costituente è certo la cosa che ci vorrebbe per rifondare questo paese, che non può essere fondato su un diritto non garantibile: il lavoro, che i politici hanno trasformato nel diritto allo stipendio di stato = clientelismo. Non a caso in tal senso ammoniva (prima di essere “comprato” da Andreotti= legge sulle baby-pensioni Andreotti-Malagodi 1970) ) l’onorevole Malagodi nel marzo 1969, quando, unico, si oppose ala riforma delle pensioni e degli scuole superiori. DA li si originarono due mali oscuri, in gran parte responsabili dello sfascio attuale.
Andrea Dami
C’é una trasmissione qui, giornaliera, alla radio que si chiama “Moi President”….cosa farebbero gli intervistati se fossero presidenti della Francia, consugkli si saggezza e buonsenso che poi i veri presidenti quasi mai applicano.
Nel nostro caso, non c’é stata mai elezione, quindi…..
Non capisco francamente questo accorrere appresso a Renzi, perché invece non gli si consiglia il ritiro puro e semplice dalla vita politica? Quello è l’unico consiglio saggio che gli si potrebbe dare.Non solo i politici italiani sono diversi da quelli stranieri, ma anche tutto quello che orbita intorno a loro, e neppure solo i detrattori, vanno poi in loro soccorso per rimetterli in sella. Consigliare a Renzi di comportarsi come Cameron e Clinton, altri seguiranno e nessuno è insostituibile, di sicuro non Renzi, né il renzismo.