La democrazia non è un’istituzione perfetta ma solo una forma di governo migliore di altre come l’autocrazia, la tecnocrazia, la teocrazia ecc.. Il popolo sovrano ascolta le proposte, i programmi, i leaders e sceglie i partiti che poi provvedono poi a formare un governo, perché’ in Italia abbiamo una democrazia parlamentare e non diretta. E questo è un bene perché’, a parte il precedente mussoliniano, nella “seconda” repubblica si sono alternati leaders populisti tipo Berlusconi, Renzi, Conte: cioe’ gente facile a montarsi la testa. Purtroppo, le sirene del populismo in Italia hanno sempre successo alle elezioni, per poi deludere i loro elettori poco dopo. Il gioco si ripete sempre con le stesse modalità: si scartano i leaders o partiti che hanno promesso tanto e mantenuto poco e si cerca il nuovo astro nascente nella speranza di risolvere i soliti problemi che si tramandano di generazione in generazione.
La formula del populismo è semplice: si offrono soluzioni semplici e slogan per situazioni complicate e si indicano capri espiatori esterni per quelle apparentemente irrisolvibili. Il problema del populismo è che, come si dice delle bugie, ha le gambe corte. Come suggerisce la saggezza popolare “fatta la festa gabbato lo santo”, una volta passate le elezioni ci si dimentica delle promesse fatte.
Si può obbiettare che è sempre stato così, che tutte le promesse elettorali non possono essere mantenute, i programmi sono enfatizzati, i loro frutti maturano dopo anni, eventi imprevisti stravolgono i piani ecc. Eppure, questa volta gli italiani hanno avuto modo di vedere e confrontare due stili di governo che si sono succeduti.
Il governo Draghi ha operato sulla base del realismo, delle priorità e delle possibilità del Paese, indipendentemente dalla convenienza dei partiti. Per questo motivo tutti hanno potuto apprezzare ed accettare la razionalità e la chiarezza dell’attività di Draghi. I governi precedenti invece avevano i propri riferimenti nel regno della Fede e del Credo abitato dai partiti. In questo mondo i nostri politici si autoconvincono di verità alternative fondate su slogan, buone ma velleitarie intenzioni miraggi e vantati successi.
Cosa ci possiamo aspettare nel prossimo futuro? Lo sappiamo: una campagna elettorale televisiva intensa, satura basata sul format dei reality show tipo Grande Fratello o Isola dei Famosi a conferma di quanto sosteneva lo scrittore Gore Vidal: la politica è show-business ma con gente brutta (ugly people).
Probabilmente le elezioni saranno vinte dal centro-destra guidato dalla novità populista Meloni, con grande preoccupazione tra le democrazie occidentali. E’ vero che la stragrande maggioranza dei loro voti è costituita da conservatori democratici, ma è altrettanto vero che tutti gli xenobi, omofobi e nostalgici del MSI, come lo sono anche molti dei loro attivisti, voteranno per lei.
Ma la storia di questo governo sarà breve come gli altri che lo hanno proceduto. Noi abbiamo il vantaggio, se si può chiamare così di conoscere il nostro futuro politico perché’ il passato si ripete con le stesse modalità da anni.
Si forma una coalizione di governo, poi un partner dopo un po’ si defila, i partiti si spaccano tra filogovernativi e no, finche’ si arriva ad una nuova maggioranza o “equilibri politici”.
C’è un’immagine che rappresenta graficamente questo stato di cose: la lampada a magma. Era di moda negli anni ’80, si tratta di una colonna di vetro riempita di un liquido speciale che si aggrega e disfa ln continuazione con il calore della lampada all’interno.
Lo stesso accade con le coalizioni di governo, si aggregano e disfano sotto l’effetto del potere di governo, come i blobs di magma sotto l’effetto del calore.
Ma l’Italia sa che in questa situazione con la pandemia, con la guerra, con l’inflazione galoppante, con il prezzo del gas decuplicato, con il cambiamento del clima che devasta l’ambiente e distrugge l’agricoltura, il modo migliore per affrontare queste emergenze è un governo di salvezza nazionale autorevole e credibile. In questo caso gli italiani sarebbero pronti a fare i necessari sacrifici.
Purtroppo, a giudicare dalle loro proposte i partiti offrono per il prossimo futuro gli stessi riciclati slogan e proposte e le stesse divisioni e steccati. Per questo l’Italia è delusa e depressa e non può essere diversamente.
Larissa Dinani

Considerando che fino a ora l’interesse nazionale è stato subordinato alla volontà europea, ben venga la sottomissione ai partiti che almeno possiamo scegliere e non pontificano da Bruxelles.
Le piace la sottomissione ai partiti? De gustibus….