Alda Merini, Salani, Milano 2002
“GEMO DI TENEREZZA”
Questa antologia pubblicata e ripubblicata varie volte fa accostare alla poesia di Alda Merini che ha la caratteristica di confondere “attesa” “culmine” e “distacco” i tre momenti dell’amore, così come capita a noi umani.

Questa antologia pubblicata e ripubblicata varie volte fa accostare alla poesia di Alda Merini che ha la caratteristica di confondere “attesa” “culmine” e “distacco” i tre momenti dell’amore, così come capita a noi umani. Nell’attesa viviamo già la passione del culmine, e quando ci troviamo in quel momento già paventiamo il momento del distacco. La precarietà del sentimento amoroso è ben descritta da questa frase di un autore a me sconosciuto “Viaggio sui binari della mia paura. Di cosa ho paura? Di te, o meglio, di me senza di te.”Nell’introduzione a questa antologia Roberto Vecchioni scrive “non si può non star male d’amore: la sofferenza è insita nell’antinomia interna alla definizione, considerare cioè eterno un altissimo palpito transitorio.”
Eppure le emozioni d’amore vanno vissute se si vuole vivere pienamente, altrimenti è un sopravvivere senza follie, è sopravvivere con ragionevolezza. Ma siamo sicuri che si è davvero saggi rifuggendo l’abbandono ai sentimenti? Non c’è passione senza follia!
Ecco Alda Merini: “Io sono folle, folle, folle d’amore per te. / io gemo di tenerezza perché sono folle, folle, folle/perché ti ho perduto. / Stamane il mattino era cosi caldo / che a me dettava quasi confusione / ma io era malata di tormento / ero malata di tua perdizione.”
La poetessa ritiene che “Chi ama / è il genio dell’amore” Ed è talmente eversivo il sentimento amoroso che “A volte Dio / uccide gli amanti / perché non vuole / essere superato/in amore”
E dire che si ama una illusione! “Ho conosciuto in te le meraviglie/meraviglie d’amore sì scoperte / che parevano a me delle conchiglie / ove odoravo il mare e le deserte / spiagge corrive e lì dentro l’amore / mi son persa come alla bufera / sempre tenendo fermo questo cuore / che (ben sapevo) amava una chimera”
Delle illusioni, dei sogni qui non è il caso di parlarne, basta qui sottolineare la funzione positiva che svolgono nella vita di tutti i giorni. Non si dice forse che “sognare aiuta a vivere”?

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