Sulla vicenda delle firme false in sostegno al “listino” di Formigoni alle scorse elezioni regionali è lecito porre due quesiti, al fine di meglio inquadrare il tema e uscire dalle ipocrisie.
Primo quesito: quanti di noi, sottoscrivendo per la presentazione una lista di partito si sono mai preoccupato di andare a vedere quali fossero i candidati (talvolta alcune decine)?
Secondo quesito: perché mai crediamo che sia stata concessa la facoltà di autenticare le firme a consiglieri comunali, provinciali, circoscrizionali, regionali, se non per garantire lo status quo? Cioè: chi è già rappresentato e dispone di consiglieri nelle assembee elettive, faccia quello che vuole; chi è nuovo e pretendesse di fare il suo ingresso, si attacchi al tram. Ora succede un po’ comecon il finanziamento illecito ai partiti: era tollerato fino a quando non si decise di farne una clava per sovvertire ciò che la maggioranza degli elettori aveva deciso.
Al di là delle responsabilità penali, sarebbe opportuno cogliere l’occasione per modificare questo sistema farraginoso e anacronistico. Pensdalibero ha più volte proposto di abolire le firme sostituendole con una cauzione da restituire solo a chi raggiunga una certa soglia di voti. E’ un metodo che funziona già da altre parti, utile a scoraggiare manovre di disturbo e tentativi velleitari. A chi obbiettasse che tale metodo favorisce i danarosi, rispondiamo con un consiglio. Si informi su quanto costa pagare notai e altri pubblici ufficiali che possano autenticare le centinaia e, spesso, migliaia, di firme.
FIRME FALSE: IPOCRISIE E METODO DA CAMBIARE
Pensalibero ha più volte proposto di abolire le firme sostituendole con una cauzione da restituire solo a chi raggiunga una certa soglia di voti. E’ un metodo che funziona già da altre parti, utile a scoraggiare manovre di disturbo e tentativi velleitari.

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