[divider]Eccoci al giorno fatidico della settima Leopolda.
Niente nel merito anche se potrebbe essere ritenuta una provocazione in un momento politico così delicato. Si pensava forse di passare indenni dall’evento?
Ecco che una manifestazione a cui non è stata data autorizzazione si è trasformata in un caos mettendo a ferro e fuoco la città. Bloccarla in San Marco, ben lontano dalla Leopolda, ha acceso gli animi. Premesso che ovviamente la violenza non è mai ammessa, si è attizzata quando i manifestanti, quelli di sempre, centri sociali e comitati per la casa compresi, si sono visti bloccare dalle forze dell’ordine. Come in verità era previsto.
Magari c’erano motivi di sicurezza, ma ci si chiede perchè è stata negata. Da Prefettura e Questura. Certo, non da Matteo in prima persona.
Avrebbero potuto, le Forze dell’Ordine, accompagnare il corteo e intervenire, eventualmente, in caso di disordini. I cordoni di sicurezza sono stati messi invece a una distanza notevole dal luogo della presenza istituzionale. Almeno a due kilometri, a occhio e in linea d’aria.. 3.4 mi dice google…. E, si sa, i facinorosi ci sono ci sono sempre stati e ci saranno ancora. Si sono fregati le mani quando sono stati fermati lì, anche se era previsto. E hanno approfittato, e si sono leccati i baffi.
Manifestare è un diritto sfasciare Firenze no. Il Sindaco si sgola dal palco. Giù le mani dalla nostra città.
E alza la voce demagogicamente quando il boato di consenso si alza dalla platea. Ovvio, ci pare…forse non c’era l’ombra di un antirenziano.
A Firenze si dice invitare il matto alle sassate. Altrove, porgere il fianco.
“Finalmente vedere dei giovani in piazza a protestare. Che vergogna la carica della polizia! Erano tranquilli a viso scoperto senza bastoni né armi. Ragazzi attenti la prossima volta sarà l’olio di ricino. Si vergogni Renzi il questore e il prefetto per questa reazione davvero eccessiva”.
Ecco il rovescio della medaglia.. e tanti la pensano così.
Anche chi non crede che il Premier è un dittatore o potrebbe esserlo, come me, non ha certamente gradito.
Il giorno dell’apertura della kermesse , quando si è saputo che non sarebbe stato autorizzato il corteo, pacifico fino a prova contraria, ci si è augurati un ripensamento.
I TG stanno dicendo che il corteo è stato bloccato in prossimità della Leopolda. Niente di più falso. E si parla di guerriglia urbana con tre agenti feriti.
E la colpa come sempre morì in culla.
E il premier a nostro avviso si è dato la zappa sui piedi. Dato che da alcuni è considerato, per l’appunto, un dittatore.
E nei prossimi giorni ci saranno le solite polemiche di cui non si sentiva davvero il bisogno.
Carla Ceretelli

Se l’informazione facesse il suo dovere invece di bearsi di poliziotti e dimostranti che fanno alle cartellate come forcaioli invecchiati, sarebbe condotto un esame pontuale della filiera, delle gerarchie e delle responsabilità tra prefetto, questore e sindaco, secondo quanto previsto dall’ordinamento per l’ordine pubblico. E soprattutto sarebbe auspicabile indagare se sussistano tra le tre figure rapporti estranei ai rispettivi uffici, e se tra loro qualcuno stia prevaricando le proprie competenze dilatando allarmi prefabbricati a fini politici. In poche parole il questore di Firenze obbedisce al sindaco Nardella, e ai suoi slanci compulsivi per un ordine cittadino superiore, naturalmente musicale? Alla faccia degli ingenui che lo votarono presi dal suo musino buono, Consideriamo infine che la Leopolda 7, non sarebbe stata certo a rischio coi manifestanti per il ” no ” fattisi più vicini, poiché era evidente anche a un cieco che metà della platea ad ascoltare l’abusivo di Palazzo Chigi e i suoi scagnozzi pietosi, in testa la gallina Boschi, quella platea era composta da poliziotti e carabinieri in borghese, tanti erano gli uomini e le donne sole che non si univano alla claque in cerca di lavoro.