Di quante “divisioni” dispone Fini? E quante sono rimaste fedeli a Berlusconi? Impossibile saperlo.
Allo scopo non contribuisce la conta dei parlamentari del PDL che hanno sottoscritto il documento in difesa del Presidente della Camera. Anche questo è un effetto della anomala degenerazione del sistema politico italiano. I parlamentari, infatti, non sono stati eletti grazie al voto espresso dagli italiani. Sono stati nominati dai leaders dei partiti, magari attraverso una suddivisione fra correnti e potentati. Ma poiché nemmeno nei partiti è ormai più in uso quel metodo fastidioso della conta democratica dei consensi, il risultato è che tutta la politica italiana si è trasformata in una realtà virtuale o, se preferite, in un reality show.
Come se non bastasse, leaders di partito, giornali e televisioni, stanno bombardando la testa degli italiani ponendoli di fronte ad un falso bivio: elezioni o governo di emergenza nel caso in cui a Berlusconi venissero a mancare i voti per proseguire nel governo del paese. Come ormai succede da oltre tre lustri, si sta nascondendo la realtà e si stanno compiendo giochi la reale portata dei quali viene tenuta nascosta. Per essere chiari: Berlusconi non può pretendere le elezioni solo per annientare Fini. E i sostenitori di un governo straordinario non possono spacciare per “superiore interesse del Paese” una manovra che tende solo a raggiungere l’obbiettivo che non sono stati capaci di realizzare attraverso il voto: la cacciata di Berlusconi.
Al punto in cui sono arrivate le cose, al voto si deve andare davvero ma dopo aver cambiato una legge elettorale dimostratasi, oltre che iniqua, inadeguata. E poiché si può cambiare la legge elettorale solo attraverso l’accordo di tutti, nessuno può pretendere di sfruttare questa situazione per piccole manovre e meschine furbizie.
I giochi si sono riaperti e ci sarebbe spazio persino per una nuova formazione laico-progressista. Ma nessuno ha battuto un colpo e nemmeno tentato semplicemente di fare l’appello. Anche questa è una notizia: piccola e triste.
Nicola Cariglia

Caro Nicola,
come vedi i poteri forti, non vogliono frantumazioni e quindi il tuo spazio si sta ultimamente restringendo, d’altra parte la stessa idea di pensare liberamente è per loro uno schiaffo, quindi come venirne fuori?
Forse va bene lasciarli cuocere nel loro brodo, lanciamo lo sciopero del pensiero libero, pensiamo anche noi le cretinerie di Grillo e Bossi, Berlusconi e Dalema, Di Pietro e Casini, sai che bischerie salteranno fuori!Magari potresti scrivere del superiore interesse Nazionale o di ecologia per le future generazioni, così potrebbero arrivare anche a questo giornale un po di milioni di contributi culturali.
Dopo trent’anni Fini e i suoi fighini scoprono il gramscismo di destra. Un giro un po’ troppo lungo e lento per ritornare in sagrestia dalla porta d’uscita. Studiamo le facce, studiamo le facce….