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FINIANI vs BERLUSCONIANI: LA POLITICA ITALIANA E’ UN REALITY SHOW

Al punto in cui sono arrivate le cose, al voto si deve andare davvero ma dopo aver cambiato una legge elettorale dimostratasi, oltre che iniqua, inadeguata. E poiché si può cambiare la legge elettorale solo attraverso l’accordo di tutti, nessuno può pretendere di sfruttare questa situazione per piccole manovre e meschine furbizie.
Di Nicola Cariglia.

di Nicola Cariglia | 1 Agosto 2010

Di quante “divisioni” dispone Fini? E quante sono rimaste fedeli a Berlusconi? Impossibile saperlo.
Allo scopo non contribuisce la conta dei parlamentari del PDL che hanno sottoscritto il documento in difesa del Presidente della Camera. Anche questo è un effetto della anomala degenerazione del sistema politico italiano. I parlamentari, infatti, non sono stati eletti grazie al voto espresso dagli italiani. Sono stati nominati dai leaders dei partiti, magari attraverso una suddivisione fra correnti e potentati. Ma poiché nemmeno nei partiti è ormai più in uso quel metodo fastidioso della conta democratica dei consensi, il risultato è che tutta la politica italiana si è trasformata in una realtà virtuale o, se preferite, in un reality show.
Come se non bastasse, leaders di partito, giornali e televisioni, stanno bombardando la testa degli italiani ponendoli di fronte ad un falso bivio: elezioni o governo di emergenza nel caso in cui a Berlusconi venissero a mancare i voti per proseguire nel governo del paese. Come ormai succede da oltre tre lustri, si sta nascondendo la realtà e si stanno compiendo giochi la reale portata dei quali viene tenuta nascosta. Per essere chiari: Berlusconi non può pretendere le elezioni solo per annientare Fini. E i sostenitori di un governo straordinario non possono spacciare per “superiore interesse del Paese” una manovra che tende solo a raggiungere l’obbiettivo che non sono stati capaci di realizzare attraverso il voto: la cacciata di Berlusconi.
Al punto in cui sono arrivate le cose, al voto si deve andare davvero ma dopo aver cambiato una legge elettorale dimostratasi, oltre che iniqua, inadeguata. E poiché si può cambiare la legge elettorale solo attraverso l’accordo di tutti, nessuno può pretendere di sfruttare questa situazione per piccole manovre e meschine furbizie.
I giochi si sono riaperti e ci sarebbe spazio persino per una nuova formazione laico-progressista. Ma nessuno ha battuto un colpo e nemmeno tentato semplicemente di fare l’appello. Anche questa è una notizia: piccola e triste.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Primo piano

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luigi

    3 Agosto 2010 alle 11:55

    Caro Nicola,
    come vedi i poteri forti, non vogliono frantumazioni e quindi il tuo spazio si sta ultimamente restringendo, d’altra parte la stessa idea di pensare liberamente è per loro uno schiaffo, quindi come venirne fuori?
    Forse va bene lasciarli cuocere nel loro brodo, lanciamo lo sciopero del pensiero libero, pensiamo anche noi le cretinerie di Grillo e Bossi, Berlusconi e Dalema, Di Pietro e Casini, sai che bischerie salteranno fuori!Magari potresti scrivere del superiore interesse Nazionale o di ecologia per le future generazioni, così potrebbero arrivare anche a questo giornale un po di milioni di contributi culturali.

    Rispondi
  2. Marzio Siracusa

    2 Agosto 2010 alle 09:53

    Dopo trent’anni Fini e i suoi fighini scoprono il gramscismo di destra. Un giro un po’ troppo lungo e lento per ritornare in sagrestia dalla porta d’uscita. Studiamo le facce, studiamo le facce….

    Rispondi

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