Può il nuovo, in politica, essere rappresentato da spezzoni di vecchio che si mettono assieme? E’ possibile ma poco probabile,
Kadima ( dal nome dell’eterogenea alleanza di spezzoni scissionisti che, in Israele si pone come terzo polo ) per rappresentare la novità ha bisogno del battesimo delle urne.. Le prime mosse dei seguaci di Fini, Casini e del presidente della Sicilia Lombardo vanno in tutt’altra direzione e hanno il sapore antico dell’ inguacchio all’italiana.
Sulla sfiducia al sottosegretario Caliendo i nostri costruttori di novità non hanno detto si e nemmeno no. Si sono astenuti. E la conta dei voti ha evidenziato con la massima efficacia la identificazione della politica italiana con i canoni del teatro dell’assurdo.
In un parlamento scaturito da una legge elettorale con premio di maggioranza, composto non da eletti dal popolo ma da nominati dai vertici dei partiti, a due anni dal voto, non c’è più una maggioranza per un governo qualsiasi: non ha i voti Berlusconi per andare avanti, non li hanno coloro che vorrebbero un governo diverso, purchessia, per mandarlo a casa.
Se da Parlamento ci spostiamo nel Paese e nei luoghi ove si forma il consenso, la situazione non è migliore. L’implosione non riguarda solo il PDL. Il PD è in crisi altrettanto mortale: il più grande partito si opposizione non è pronto al voto e non ha una proposta o anche solo una suggestione per parlare efficacemente agli elettori. In tal modo si determina la più assurda delle situazioni: Berlusconi, andato al governo con la maggioranza più ampia mai verificatasi nell’Italia democratica, vuole le elezioni e l’opposizione, nelle sue varie articolazioni, è disposta a tutto pur di scongiurarle.
In conclusione: la “seconda repubblica” è arrivata al capolinea nel peggiore dei modi, col prevalere degli intrighi e senza sapere preparare una via di uscita alla transizione durata quasi un ventennio.
Si conferma che niente in Italia è più definitivo del provvisorio. E, purtroppo, si conferma l’incapacità della politica italiana di generare ricambio di classe dirigente. Il più nuovo è Berlusconi che domina la politica italiana da venti anni. Mentre Kadima de’ noantri..non nasce per sfidarlo in campo aperto ma per logorarlo e sostituirlo con manovre che by-passino gli elettori.
Per ora troppo poco per presentarsi come il nuovo che avanza.
Nicola Cariglia

Faccio fatica a capire cosa vogliono le parti quando gridano che bisogna reintegrare le “preferenze” e lasciarle in mano (si fa per dire!) agli elettori. Ma non si era cambiato sistema dal voto “contrattato al cosidetto mercato delle vacche?” (=io do il voto a te, tu farai un piacere a me….) E adesso sembra che la soluzione di tutti i problemi sia ritornare alla preferenze abolite pochi anni orsono. Non dico che questo sia un sistema “perfetto”. Ma nessuno accenna a cosa c’era prima di questa soluzione, né ne spiega il perché.Francamente Casini-Lombardo-Rutelli e … buon ultimo Fini cercano solo di scalzare il Presidente che, malgrado tutto, è l’unico che possa “fare” qualcosa x l’Italia. Gli altri sono tutti “Comparse” senza personalità, anzi,mediocri
personalità. saluti
La cosa peggiore, ma non tanto da deprimere le mie vacanze, è che anche oggi 10 agosto, Il Corriere dedichi interamente 5 pagine 5 alla vicenda Fini/Tulliani/Montecarlo, dopo le 3 di ieri e le 2 di ieri l’altro. Altri problemi in Italia sono distanti anni luce dall’interesse nazionale
Caro Nicola,
mi sembra che tutto proceda bene.
A Settembre si stabiliranno le elezioni che PDL e Lega vinceranno con largo margine, poi Berlusconi diventerà Presidente e un Po Tremonti, un Po (non è una svista la P maiuscola ma marchio leghista…) Letta a capo del governo, dove faranno bene.
Sinceramente cosa vuoi di più? Che la sinistra dei tuoi sogni rimpiazzi quella che abbiamo? Ma non sei laico? Vorresti un tale miracolo da toglierti la tua laicità?
condivido in pieno il giudizio di Maria Rita Monaco
Il nuovo che avanza ha vecchie facce, vecchi metodi, vecchie capacità di cambio casacca, un solo intento , gestire il potere a proprio vantaggio. Stanchi del già visto, già sentito, già provato siamo sempre più tentati dall’astensione, anche perché non abbiamo più voce per farci sentire.
il destino cinico e baro ci perseguita! è dura doversi sorbire lezioni di democrazia, per colpa di certa magistratura, da comunisti fino al midollo come il leader massimo, da fascisti “ufficialmente pentiti” come gianfry, da “giovani/vecchi” collaboratori di lontani segretari della dc!!! chissà se qualcuno avrà mai il coraggio di ipotizzare l’esistenza di una P1 che non intende riconoscere nell’elettorato l’esclusiva disponibilità della delega democratica al parlamento!!
Caro Carmignani,
alla larga dai moralisti è massima da tenere presente sempre, in ogni caso.
Ma non induca in tentazione il mio inossidabile garantismo. Per me c’è una iniziativa della magistratura che potrebbe riguardare anche Fini. Dunque lasciamo lavorare in pace i magistrati. E nessuno chieda le dimissioni di Fini come i beceri giustizialisti di questi sciagurati ultimi venti anni hanno preteso per avversari semplicemente sospettati di reati più o meno gravi.
Di Fini non si capisce cosa voglia fare da grande, ma si capisce ilo gusto per il potere, la falsità, ikl cinismo e l’assoluto disinteresse per tutto ciò che non sia la sua carriera. Ora, per salire ancora di più, dopo aver succhiato per venti anni la ruota di Berlusconi, ha deciso il grande salto per giocare la partita da solo. Nel suo assoluto e freudiano menefreghismo, ha sposato le tesi giustizialiste per compiacere gli avversari di Berlusconi e si è scoperto che non se lo poteva permettere.
Per coerenza dovrebbe dimettersi, come lui ha preteso per altri inquisiti.
Sono perfettamente d’accordo. Il meschino spettacolo di questi “politicanti” di basso profilo creano un tale disagio e un tale disgusto che alle prossime elezioni l’astensionismo sarà al massimo!
Splendido il commento di Jena sulla stampa.
jena@lastampa.it
Ieri Bersani ha avanzato una nuova proposta politica pur di evitare le elezioni anticipate:
«Berlusconi premier».
C’è una cosa che dovrebbe preoccupare tutti. Si è scatemata, tra maggioranza e opposizione, la gara a chi è maggiormente disponibile con Bossi.
A noi italiani questa corsa verso la Lega costerà carissima. E’ facile prevedere un federalismo sprecone pur di ingraziarsi Bossi.