
Siamo nati alla democrazia con grave ritardo storico, ma prima ancora con grave ritardo culturale, sociale, civile. Siamo nati alla democrazia transitando, nel breve volgere di qualche decennio, da una unità geopolitica faticosamente raggiunta, ed a caro prezzo, sotto una monarchia affatto illuminata, ad un ventennio di regime che certo ha perpetuato ed aggravato le nostre mancanze, finendo col rifugiarsi nella repubblica senza aver mai avuto esperienza, e persino sentore, come cittadini, come popolo, come nazione, di quello che potremmo chiamare il sentimento della democrazia. Chè il concetto profondo e persino terribile di libertà individuale lo si sente come un desiderio vitale, prima ancora di dargli fondamenta razionali.
Siamo nati alla democrazia con l’impegno immane della ricostruzione postbellica, che ha risucchiato le energie migliori del paese ma poco spazio ha lasciato per un impegno altrettanto importante e sempre rinviato, quello della costruzione ex novo di un radicato senso di appartenenza non ad una parte, ma ad una nazione intera, non come seguaci di qualcuno o di qualcosa, ma come protagonisti individuali e consapevoli di una profonda e necessaria evoluzione.
Abbiamo trasportato attraverso gli ultimi due secoli un concetto che potremmo definire feudale della politica, dove ognuno si colloca in uno spazio chiuso da alti steccati, composto di microsistemi corporativi con l’unico obbiettivo di mantenere la propria rendita di posizione, e l’unica inclinazione a concedere, in nome di questo obbiettivo, vaste e gravose deleghe in bianco. La contrapposizione, rigida e settaria, ha attraversato tutta la nostra storia repubblicana fino ad oggi, ed il rifiuto di ogni apertura, di ogni possibile contaminazione di idee, invisa ai guardiani dell’ortodossia pronti a marchiarla come intesa con il nemico, ha impedito una sana dinamica di scambio a favore, invece, di una sempre più intransigente caccia al nemico, condotta con qualunque mezzo.
Oggi, paghiamo fino in fondo il conto di questa mancata crescita, lo paghiamo collettivamente come nazione, lo paghiamo singolarmente come cittadini mancati, adusi a decenni di deleghe in bianco e di difesa strenua del proprio orticello ma del tutto incapaci di alzare lo sguardo oltre lo steccato e capire che di isolamento, di autoreferenzialità e di disimpegno si muore. Non ci uccide la crisi economica, che è una conseguenza, ci uccide la nostra miopia, spesso sconfinante nell’ignavia.
E dunque, se davvero vogliamo arrestare questa discesa agli inferi, dobbiamo prima di tutto fare ciò che fin qui non abbiamo mai fatto, ovvero chiederci chi siamo e cosa vogliamo essere, e risponderci con chiarezza ed onestà, perchè la politica cui oggi addossiamo tutte le colpe nonè un mostro alieno piombato sulle nostre vite da un altro pianeta, ma è il frutto delle nostre scelte sbagliate, dei nostri piccoli calcoli egoistici, del nostro eterno cercar rifugio sotto il mantello protettivo del più forte senza chiedersi mai quale prezzo dovremo pagare per la sua protezione.
Stiamo vivendo il peggio, e lo abbiamo creato noi. Non c’è più una sola cosa chiara, un solo punto fermo, cui fare riferimento: la democrazia parlamentare è un feticcio che, negli ultimi due anni, ha coperto un presidenzialismo mai codificato ma direttamente realizzato con i fatti; la separazione dei poteri è del tutto saltata e non da ora, ma dai tempi di Mani Pulite, alimentata da una incapacità della politica di riformare se stessa, e da una altrettanta impreparazione dei cittadini a distinguere fra giusta azione e giustizialismo tout court. Oggi potremmo chiosare il celebre “beato il paese che non ha bisogno di eroi” con “e ancor più beato quello che non ricorre ai magistrati per abbattere il nemico” da qualunque parte esso si collochi. Chè a questa tentazione hanno ceduto tutti, nessuno se ne chiami fuori.
E i partiti, sono allo sbando, fra quelli che fanno le corse per inseguirsi sulla via del malcontento sguaiato e populista – Grillo e Berlusconi stanno ormai al testa a testa – quelli che tentano di ricollocare schegge sempre più piccole di un passato abnorme potere in nuove schizofreniche formazioni che nascono e muoiono nel breve giro di consultazioni elettorali, e quelli che, pur essendosi dotati di strumenti democratici per migliorare se stessi dall’interno, si ostinano a combatterli proprio nel momento in cui ci sarebbe più bisogno di farne buon uso.
Poi ci siamo noi, pronti a gridare ogni giorno che così non va, ma ancora del tutto refrattari ad un concetto basilare, quello della responsabilitàindividuale. Ma la politica, tutta, è opera nostra, noi l’abbiamo creata, noi abbiamo scelto di affidarle un potere enorme sulle nostre vite, noi le abbiamo fornito deleghe irresponsabili in cambio di una tutela dei nostri piccolo o grandi interessi – noi abbiamo creato il mostro che ci ha divorati, e sta a noi riuscire a combatterlo contrapponendogli finalmente la nostra consapevole responsabilità.
Invece di inseguire le comode sirene del malpancismo, ora c’è da impegnarsi davvero, chè costruire è molto più difficile che distruggere ma èl’unica via di uscita che ci resta, e sarebbe davvero utile a questo paese, e dunque a tutti noi, se si ripartisse da un patto chiaro fra cittadini e politica fondato su un reciproco riconoscimento di responsabilità.
Un patto fra individui disposti a collaborare ci pare più sensato del solito inutile falò delle velleità rivoluzionarie.

Eh, caro amico, non so più come spiegartelo. Alla Leopolda ci vado per lavoro, concetto che proprio non ti entra in testa, quanto al Porcellum, al premio di maggioranza, alla legge elettorale in genere, grande è la tua confusione su questo tema, non la mia.
Chiara, ma poi per favore, ci rendiamo conto in quale situazione siamo o no?!? Pensi seriamente che Renzi, di fronte allo tsunami che saranno le elezioni Europee, possa dare risposte adeguate?!? Grillo vincerà, anche Berlusconi (lui ormai è un’icona), ma la gente si è rotta le balle, in un anno c’é stato un esodo del +29% di giovani che sono scappati dall’Italia e te stai a fare le lodi di Renzi?!?
Ma davvero, invece di andare alla leopolda, occupati da spirito libero della gente, che senza andare alla leopolda ha capito che questi partiti non sono affidabili, indipendentemente da chi li presiede.
Spiegaci dove sarebbe la “bufala”! Renzi ha affermato che non condivide la decisone della Consulta, perché ha il terrore che non gli venga assegnato il premio di maggioranza e quindi di fare l’asso pigliatutto! Ha paura del proporzionale perché sa che c’é una Forza Italia accreditata al 23 % e il M5S al 22, se te chiami queste bufale….
Non ho mai portato bandiere per nessuno, Paolo, io alla Leopolda ci vado per lavorare come tutti i 450 inviati accreditati in sala stampa. Come ho scritto fino alla nausea, non ho sposato nessuno, politicamente parlando, sostengo e scrivo le mie idee da molto prima che Renzi comparisse sulla scena politica, e questo è un particolare che per quanto tu possa fingere di ignorare, fa la differenza.
Noto infine il tuo malvezzo, quando ricevi una risposta chiara e netta su una bufala da te postata – vedi sotto sulla presunta simpatia di Renzi per il Porcellum – tiri dritto e fai finta di nulla. E questo la dice lunga.
Per fregarmene Marzio, ti posso assicurare che me ne strafrego di Renzi e della sua retorica da 4 soldi! Penso che sia un malore aggiunto per l’Italia e mi dispiace che una persona intelligente come Chiara ci sia cascata come una pera cotta!
Se ne accorgerà lei e se ne accorgeranno tutti i lacché che gli sono alle calcagne per un tozzo di pane, ma poi i “renziani” che passano alla TV sono semplicemente vomitevoli, uno che spesso è al Tg3 notte sembra il figlio segreto di Andreotti, ma come si chiama….il Nardella credo.
Purtroppo si è ricreato quel clima velenoso del 1994, coi “buoni” e i “cattivi”, solo che io stavolta guardo da molto lontano….che poi è una questione di amore, e l’amore rende ciechi, rivedo in Chiara il mio fervore berlusconiano di quell’anno, lavoravo a Roma e andai persino in Piazza Navona col bandierone, vuoi che non capisca il fervore che scuote Chiara? Vuoi che non capisca il suo stato di grazia a 2 giorni dal “biggebange” che si prepara a scuotere lo stivale? Apparte che appena esce dalla sua Firenze, cilecca, a Napoli sala semideserta, Berlusconi lui si che le riempiva le sale, da sud a nord!
Come diceva la canzoncina..”Mi dispiace di morire, ma son contentoooo, son contento di morire ma mi dispiaceee”….
Paolo ragazzo, eccoti buttato ancora dietro la lavagna e restaci sennò la maestra s’arrabbia e ti porta dal direttore. Fai come me, novello Franti, fregatene.
Svegliati tu, ragazzo, che non sai neanche, o fingi di non sapere, chi sono i signori delle preferenze, i padroni della Prima Repubblica, quelli che hanno preso voti in cambio di favori. E poi informati meglio, invece di citare commenti anonimi di lettori ignoranti: sono appena tre anni, anzi ormai anche tre anni e mezzo, che Renzi ripete che il Porcellum va abolito, che vuole una legge elettorale a doppio turno e le primarie per tutti i livelli di consultazione. I listini bloccati, stanno nella tua fantasia, dunque cedi di scendere a terra, chè io ci sono già da un pezzo, e bella sveglia, credi a me.
Ecco Chiara, l’uscita di Renzi di questa mattina sulla decisione della Consulta dimostra cosa gli sta veramente a cuore, potere e piazzare i suoi fedeli a destra e a manca! Davvero, risvegliati, se tu fossi una favola saresti la bella addormentata.
Questo commento l’ho preso sul Corriere e vale la pena rifletterci:
“Renzi come Berlusconi, entrambi hanno il cuore spezzato perché non possono più mettere chi vogliono loro nei listini bloccati. Che tragedia le preferenze per questi politicanti, sancisce la fine politica dei nominati e toglie potere alle segreterie dei partiti a favore del cittadino che potrà liberamente esprimersi”.
Chiara, la prendi alla larga, gli errori si sommano agli errori, questo lo ricordi ed è un bene, ma siccome sei una persona onesta, sai bene che la persona nelle quali riponi le tue speranze non sarà né peggio, né meglio, ma sarà come tutti gli altri.
Quanto al tuo pezzo, ti virgoletto solo 2 righe di Marzio che sono indiscutibili, perché si sa la matematica non è un’opinione!
“Se poi si passa la vita a dir bene di X come l’unico che potrebbe risanare Y, quando parlo solo di Y non parlo anche di X? Non prendiamoci in giro”.
Che la politica sia frutto delle ” nostre ” scelte è un altro bel capitolo per la raccolta dei fratelli Grimm. Se poi le scelte sono quelle elettorali non resta che prendere una bella rincorsa dopo aver saggiato che il muro davanti non sia di panno lenci. La responsabilità individuale, il coraggio e la faccia si misurano nelle battaglie vere, che so, Col Moschin, Quota 33, ma anche malga Portius, e chi più ne ha più ne metta. Ma poiché da settant’anni ci dicono che non siamo stati sconfitti militarmenete e quindi sottomessi come tutti gli sconfitti, dobbiamo accontentarci di recitare le nostre passioncelle ora nell’Olimpo rosso, ora in quello bianco e infine anche nell’Olimpo per soli liberali. Se poi si passa la vita a dir bene di X come l’unico che potrebbe risanare Y, quando parlo solo di Y non parlo anche di X? Non prendiamoci in giro. E poiché fino ad oggi ha solo giocato a spararle grosse, di fronte al rischio che davvero gli italiani credano in lui, Renzi non sa già che pesci prendere e, udite, udite, prospetta alleanze governative con gli ex centristi di destra. Questo segnala il suo nuovo in politica. Il fatto che tanti onesti e in buona fede abbiano finito per infatuarsi o al minimo sperare in Renzi è davvero la cartina di tornasole del collasso intellettivo in cui vaga la nazione, senza più la capacità di distinguere il futile imposto dal mercato, abbindolata dalla pubblicità pseudofilosofica e umanista tipo carrozzone Enel, dal bergoglismo già esausto, e in costante eccitazione per le apocalissi quotidiane inventate dall’informazione. Ma quel che più deprime è che se Renzi fosse un prodotto meneghino, o partenopeo o barese, sapremmo a malincuore di dover chiudere un occhio davanti agli istrionismi collaudati. No, il poveretto ha avuto per vettore immaginifico la firenzina turistica messa su un tempo dai Cecchi Gori, la firenzina coerente con l’ideologia melensa delle tante donnine che presiedono le sovrintendenze museali. Perciò Renzi dopo i primi entusiasmanti botti ad uso dei creduloni, andrà alla deriva come uno dei numerosi brulotti, Di Pietro, Grillo ecc., che da anni scoppiano qua e là per impedire alla nostra politica non dico di assumere la rotta guardinga d’una flotta ma nemmeno le giravolte d’un mucchio di pattini senza remi.
Vedi Paolo, a parte che di educazione civica ci sarebbe tanto bisogno, questo pezzo parla della nostra storia repubblicana, in sintesi, certo, per evidenti ragioni di spazio, ma parla di noi, tutti. Invece tu ne hai fatto l’ennesimo capitolo si una saga ad personam, cosa che non era affatto nelle mie intenzioni. Si continua a far finta di non capire che la politica non è un alieno ma è il prodotto delle nostre scelte, o non scelte, sbagliate, la somma dei nostri errori negli ultimi settanta anni. Evidentemente fa comodo così, a me no però, perchè da liberale credo fermamente nel principio della responsabilità individuale, e mi duole dirti che ci credevo a che quando Renzi andava all’asilo e io già al liceo. Ed è inutile ripetere che se voglio scrivere di lui lo cito per nome e cognome, mentre questo pezzo parla di tutt’altro e nasce da ben altre intenzioni – fiato sprecato, bisogna creare il nemico e farne lo spauracchio da agitare, qualunque sia l’argomento di discussione, sennò come ce la caviamo?!
Ah, la lettura dell’inno di Forza Itailia è interessante, ma non contiene nulla di quanto ho scritto qui sopra, nè la mostra storia nè la responsabilità individuale.
Poi questo pezzo, davvero sembra una lezione di educazione civica, non che non ce ne sia bisogno, ma insomma Chiara, io ti ho solo riportato i primi 2 versi dell’inno di Forza Italia, continua a leggerlo e ti renderai conto che questo tuo pezzo è la sua versione scritta per esteso, non c’é niente di male, ma tant’é.
Chiara non ha capito alcune cose fondamentali, intanto che il malpancismo e la realtà delle cose sono due cose differenti.
Renzi sa perfettamente, e lo dice, che non puo’ promettere posti di lavoro, quindi un Berlusconi senza neppure l’illusione, tranne il fatto che lui, quello è certo, ne trarrà benefici personali. Non ha capito poi che se un partito si colloca a sinistra non puo’ avere come capo un democristiano (questo vale anche per Letta) e soprattutto non ha capito che tanti di coloro che sostengono Renzi lo fanno proprio per il motivo opposto di quello che pensa, cioé desiderano finalmente che il PD si spacchi in 2 per potersi nuovamente ritenere di sinistra, questa è la realtà dei fatti. Il linguaggio di Renzi dopo quel reality ridicolo è solo propaganda elettorale non diversa da quella di Grillo e Berlusconi e davvero non se ne puo’ piu’!
Altro che malpancismo, la gente con un po’ di cervello dovrebbe astenersi dal votare a queste primarie, starsene a casa, e dare una legnata a questa gente, Renzi in testa che non ha capito niente, e non andare a votare alle elezioni.
Solo azzerando questo meccanismo marcito si potrà ripartire, ma ci vuole uno scossone. Questa è l’unica soluzione, Renzi è il perpetrare nell’errore.
Eccoci ancora una volta alla fiera delle ingenuità, un capitoletto ad hoc per il testo di educazione divica della scuola media.
Si, hai perfettamente ragione, sarà una faida alla fine, la distruzione del PD è assicurata perché la gente (mettiamoci anche un po’ nei panni degli altri) non accetterà di farsi cacciare in questo modo, e quello squallido dibattito alla “The voice of Italy” (che poteva essere il Cuoco d’Italia, Mister Gay Italia, il miglior scrittore d’Italia), poco importa, non ha fatto che accrescere il disagio profondo che quest’ uomo mi trasmette, ma proprio dalla pelle fino alle viscere, qualcosa di insormontabile a digerire. Quei suoi continui riferimenti al calcio poi (tra l’altro immaginando che gli ascoltatori siano tutti esperti nella materia, io a mala pena so a cosa serve il portiere e rimango benissimo nella mia ignoranza calcistica), erano vomitevolmente indigesti, anche perché se c’é un universo marcio fino al midollo è quello del calcio……..
Ovvio che il migliore dei tre sia stato Civati, che ovviamente arriva ultimo, ma la battaglia si farà durissima e ne pagheremo tutti quanti il conto.
Paolo, il tuo commento è la prova di quanto ho scritto in questo pezzo, purtroppo.
Forza alziamoci
il futuro è aperto entriamoci
e le tue mani unite alle mie
energie per sentirci più grandi – grandi
Forza Italia mia che siamo in tanti a crederci
nella tua storia un’altra storia c’è
la scriveremo noi con te…