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Finché morte non vi separi della vostra pena

di Carmelo Musumeci | 1 Febbraio 2015

In carcere sembra che i cancelli scricchiolino di ferraglia solo quando li aprono, invece quando li chiudono non fanno nessun rumore, forse perché sono abituati a stare sempre chiusi. (Diario di un ergastolano www.carmelomusumeci.com)

 

Dopo le dichiarazioni di Papa Francesco che ha definito la condanna alla pena dell’ergastolo “Una Pena di Morte Nascosta” sto raccogliendo centinaia di certificati di detenzione dai carceri di tutta Italia, perché  gli uomini ombra (così si chiamano gli ergastolani fra loro) hanno deciso di contarsi da soli.

Per dare voce ed un po’ di luce agli ergastolani, insieme allo scrittore Aldo Nove, abbiamo i n progetto di pubblicare un libro rendendo pubblici i certificati di detenzione di molti ergastolani in Italia. Me ne sono già arrivati varie centinaia ed ho notato sia nei funzionari dell’amministrazione pubblica che di quella giurisdizionale una fantasia creativa veramente spregiudicata. Passano dalla vecchia formula fine pena mai scritta in rosso, al fine pena 9.999 o a quello ancora più incredibile del fine pena 99/99/999.

Penso che sia proprio irragionevole che in uno Stato di Diritto si scriva in un certificato di detenzione di un condannato fine pena 9.999, perché a mio parere sarebbe molto più serio scrivere “finché morte non vi separi dalla vostra pena”. In carcere, purtroppo, tutto quello che è assurdo è realistico.

Quello che però in questi giorni mi ha colpito in questa conta di morti viventi, è stato leggere in un’ ordinanza della Corte di Assise di Appello di Catania la formula fine pena “fino alla morte del reo”.

Dato che ho letto da qualche parte che la vita media si sta allungando, questa brutta notizia mi ha fatto riflettere che più tempo sto in vita e più carcere farò. Poi ho pensato che gli ergastolani hanno un rapporto speciale con il tempo, in particolare con il futuro. In pratica per noi il futuro non esiste perché tutto continua a essere presente. E sempre lo sarà. Ed è un presente che terribilmente si dilata in un minuto qualsiasi. In un’ora qualsiasi. In un giorno qualsiasi di qualsiasi giorno. Non ci accorgiamo neppure d’invecchiare, perché invecchiano solo le persone che vivono. E noi non viviamo. Ci teniamo solo in vita. La cosa più assurda è che lo facciamo solo per continuare a sopravvivere. E lo facciamo in mezzo al nulla perché questa condanna è diversa da tutte le altre pene perché è una pena del diavolo che rasenta il sovrannaturale. Se non sai il giorno, il mese e l’anno che finirà la tua pena praticamente sei perso nel nulla. E non hai davanti a te nessun orizzonte. A mio parere la condanna perpetua ad essere cattivo e colpevole per sempre rende ingiusta e crudele la giustizia, più della pena di morte. E alla lunga la pena dell’ergastolo ti penetra nel corpo, nella mente, nel cuore e nell’anima. Alla lunga ti uccide, ma, maledizione, lo fa lasciandoti vivo, “finché morte non vi separi dalla vostra pena”.

Pubblicato in : Primo piano

Info Carmelo Musumeci

Carmelo Musumeci nasce il 27 luglio 1955 ad Aci Sant’Antonio in provincia di Catania. Condannato all’ergastolo, si trova ora nel carcere di Padova. Entrato con licenza elementare, mentre è all’Asinara in regime di 41 bis riprende gli studi e da autodidatta termina le scuole superiori. Nel 2005 si laurea in giurisprudenza con una tesi in Sociologia del diritto dal titolo “Vivere l’ergastolo”.. Nel Maggio 2011 si è laureato all’Università di Perugia al Corso di Laurea specialistica in Diritto Penitenziario, con una tesi dal titolo “La ‘pena di morte viva’: ergastolo ostativo e profili di costituzionalità”, con relatore il Prof. Carlo Fiorio, docente di Diritto Processuale Penale, e Stefano Anastasia, ricercatore di Filosofia e Sociologia del Diritto e Presidente onorario dell’Associazione Antigone per la difesa dei diritti dei detenuti. Nel 2007 conosce don Oreste Benzi e da allora anni condivide il progetto “Oltre le sbarre”, programma della Comunità Papa Giovanni XXIII.
Promuove da anni una campagna contro il fine pena mai, per l’abolizione dell’ergastolo. I suoi scritti si possono trovare su www.carmelomusumeci.com e su www.urladalsilenzio.wordpress.com. Chi volesse scrivergli può farlo attraverso amici volontari, che tengono per lui questo indirizzo email: zannablumusumeci@libero.it

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