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Con Fillon la destra cerca la riconquista dell’Eliseo

Con l’archiviazione di Sarkozy, la destra francese volta pagina e sceglie con Fillon un candidato molto piu “classico”.

di Jean-Pierre Darnis | 4 Dicembre 2016

François Fillon, già primo ministro francese di Nicolas Sarkozy nel 2010, si è aggiudicato le primarie della destra in Francia. Un successo che rappresenta anche una sorpresa: era infatti il ‘terzo uomo’, che certamente pochi si aspettavano di veder trionfare su Sarkozy, e su Alain Juppé, attualmente sindaco di Bordeaux e già ministro degli affari esteri ed europei proprio sotto la presidenza Sarkozy.

A determinare l’esito della corsa sono stati diversi fattori: in primis il voto negativo dell’elettorato, avverso all’ex presidente; la gestione capillare sul territorio della campagna elettorale e l’attenzione prestata alle istanze presentate dalle associazioni cattoliche; ma anche la finestra d’opportunità creata proprio dalla battaglia fra i due favoriti, Sarkozy e Juppé.

È la prima volta che la destra francese organizza delle primarie. Con un’affluenza di più di 4 milioni d’elettori si può parlare di un vero e proprio successo, nettamente superiore ai 2,6 milioni registrati dalle primarie della sinistra nel 2011.

Fillon, conservatore di rottura
Con l’archiviazione di Sarkozy, la destra francese volta pagina e sceglie con Fillon un candidato molto piu “classico”. Fillon è infatti un puro prodotto della provincia francese con un fortissimo radicamento nella regione della Sarthe, di cui è originario. Dallo stile diretto, molto apprezzato dai suoi elettori, Fillon offre l’immagine di un impeccabile notabile di provincia, cattolico praticante, dai toni estremamente pacati.

Una compostezza che non preclude la sua grande capacità di rappresentare il Paese reale, rivolgendosi direttamente ai ceti produttivi, artigiani e piccole aziende.

Il rapporto diretto con questo elettorato è in grado di spiegare anche le proposte più radicali del suo programma economico, che riprendono quelle istanze di semplificazione e di abbassamento della pressione fiscale profondamente sentite nella Francia industriale – quella che, ad esempio, organizzava le proteste in Bretagna, una zona che si è particolarmente mobilitata per il candidato. Fillon è anche sinonimo del ritorno alla destra classica, portatrice di valori che mal si conciliano con la personalità e la vita privata di Sarkozy.

Con questa commistione fra tradizionalismo e rottura, Fillon si è aperto una strada diretta verso l’elezione a presidente della Repubblica. Ma alcuni interrogativi rimangono. Fillon offre infatti un mix fra ideologia di rottura (l’imprinting di un certo liberalismo di ispirazione thatcheriana con richiami a scelte d’ispirazione cattolica conservatrice) e un forte attaccamento al territorio e ai valori tradizionali.

Se la destra torna in corsa perl’Eliseo
Il successo nelle primarie equivale all ritorno della destra classica- gollista e centrista – nella corsa all’Eliseo come alternativa ad un quinquennio di gestione socialista percepita in modo catastrofico.

Se da un lato l’offerta ideologica di Fillon potrebbe creare una linea compatta contro il partito di Marine Le Pen, il Front National, con una proposta accattivante sia per i valori (conservativismo cattolico) che per le proposte radicali in ambito economico, lo scenario risulta tuttavia ancora lontano dall’essere completamente definito, per una serie di ragioni.

All’interno del Front National è forte la tendenza – ben illustrata da Florian Philippot – ad attrarre il voto popolare, dei ceti operai ed impiegatizi colpiti della crisi e sensibili alle problematiche di identità.

Nella situazione di grande disordine in cui versa la sinistra francese, al momento non si vedono opportunità di raggruppamento dei socialisti e dei loro potenziali alleati attorno ad un candidato in grado di passare il primo turno delle presidenziali.

A sinistra esiste un forte desiderio di sbarazzarsi di Francois Hollande, come a destra c’era la voglia di eliminare Sarkozy, ma Hollande, in quanto presidente, rimane fulcro del gioco e sembra difficile scavalcarlo completamente. Un’impasse che per la sinistra potrebbe anche comportare un notevole ritardo sul calendario elettorale.

“Fronte Repubblicano” vs Front National?
Esiste quindi il rischio che la sinistra si presenti in ordine sparso e venga spazzata via dopo il primo turno della corsa all’Eliseo. In questo caso Fillon rappresenterebbe l’unico candidato di un “fronte repubblicano” che dovrebbe opporsi a Le Pen.

In assenza di un candidato socialista con forte legittimità che chiami gli elettori a confluire su Fillon, al secondo turno si potrebbe assistere a una netta dispersione dei voti di sinistra, che, nella loro parte anti-sistema, potrebbero parzialmente convogliare al Front National. Questa, la cosiddetta questione del “serbatoio di voti al secondo turno” è fondamentale per Fillon, che deve assolutamente allargare il suo bacino di votanti. Sembra che abbia mobilitato molto bene il campo della destra classica,ma questo non sembra ulteriormente estendibile.

Sono molte infatti le componenti della società francese fuori del raggio del voto Fillon; fra di esse i giovani dei centri urbani e i francesi immigrati o di origini immigrate. Una Francia decisamente moderna o addirittura post moderna, sfaccettata sia nelle origini che nei modelli di organizzazione familiare, che non si può ritrovare istantaneamente nella faccia pulita del fillonismo.

Rimane quindi in salita il percorso del nuovo leader della destra francese, che dovrebbe paradossalmente augurarsi un ricompattamento della sinistra, garanzia importante della tenuta di fronte ai populismi rappresentati dal Front National.

 

Jean-Pierre Darnis   (affarinternazionali.it)

Pubblicato in : Primo pianoTag: 2011, Alain Juppé, battaglia, campagna elettorale, crisi, francia, François Fillon, francois hollande, giovani, nicolas sarkozy, presidente della repubblica, primarie, radicali, repubblica, sarkozy, socialisti

Info Jean-Pierre Darnis

Jean-Pierre Darnis è professore associato all’università di Nizza e direttore del Programma di ricerca su sicurezza e difesa dello IAI (Twitter: @jpdarnis).

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Paolo Francia

    4 Dicembre 2016 alle 21:56

    Il commento della Le Pen alla candidatura di Fillo e a quella probabile di Valls (anche se quest’ultimo ha molti nemici a sinsitra) è stato lapidario, Mi sfidero’ con due doppioni, uno di Sarkozy e l’altro di Hollande, che hanno anche meno sostanza degli originali.
    Il problema è che, sebbene il FN sia da mesi il primo partito, quando poi si tratta di arrivare al traguardo, i socialisti convergono sul candidato di destra, come fu con Chirac.
    ¨Peccato, perchl il FN è molto cambiato e non dargli la possibilità di governare, inchioda il Paese in una fasulla alternanza tra i soliti. Manca una figura per tagliare il traguardo, per sbarrare la strada del potere a chi se la spartisce da troppo tempo.

    Rispondi

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