Leone d’Oro: come ogni anno a Venezia si resta sempre più esterefatti davanti alle decisioni della giuria.

E come ogni anno a Venezia si resta sempre più esterefatti davanti alle decisioni della giuria che, da chiunque sia formata, da chiunque sia diretta, ha sempre e solo il pregio di premiare i film che non piaceranno al pubblico in sala come sono riusciti poco graditi a parte di pubblico e addetti ai lavori.
Bernardo Bertolucci, presidente della giuria aveva chiesto film che lo potessero stupire, che lo potessero sorprendere…ha trovato , in pieno accordo con la giuria, Sacro GRA e assegnando a Rosi il Leone d’Oro ha sorpreso, spiazzato e stupito parte della critica, ma crediamo anche che questo premio, invece di promuovere il film allontanerà il pubblico dalle sale già poco frequentate.
Personalmente non ho amato il film ma credo che se la rinascita del cinema italiano deve passare dal Leone d’oro conquistato dopo quindici lunghi anni di digiuno, la strada sia impervia e in salita.
Eliminiamo subito il film più bello della mostra che non era in concorso (non è chiaro il motivo e le risposte borbottate sono ancora più incomprensibili), ma avremo modo presto di parlare di “Locke”.
Il film più duro e violento della Mostra “Miss Violence” ha conquistato due premi: Leone d’argento per la migliore regia ad Alexandros Avranas e Coppa Volpi per la miglior interpretazione al nonno /orco Themis Panou. (Deve essere una bella lotta perché l’ha spuntata sull’interpretazione magnifica di Antonio Albanese che avrebbe meritato un ex equo e l’unico vero premio a un film italiano. Parlerò più a lungo di questo film che, senza spargimenti di sangue, senza stupri, senza mutilazioni e amenità del genere, che il Festival non ci ha certo risparmiato, ha scosso i presenti in sala Darsena.
Jioyou (Cani randagi) di Tsai Ming –liang ha avuto il gran premio della giuria. 138 minuti . Un susseguirsi di camera fissa (la più lunga quasi 17 minuti) con i protagonisti che, immobili sotto una pioggia torrenziale, fissano un manifesto. Si sono visti critici uscire in stato catatonico. Molti, io compresa, sono rimasti in stato confusionale per l’intero pomeriggio. Il regista aveva dichiarato la sua intenzione di ritirarsi, ma il premio gli ha dato nuovo vigore e pare che ahinoi continuerà a girare film.
Arriviamo finalmente alla Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Elena Cotta, attrice di teatro, giovane nei suoi 84 anni e potente interprete di Salima. Da teatro dove tutto è parola al silenzio di “Via Castellana Bandiera”.Deve essere stata un duro compito per la giuria costretta a scegliere tra due interpretazioni superbe: Elena Cotta che ha parlato attraverso gli sguardi e Judy Dench che tra parole e silenzi ha emozionato, commosso e fatto piangere in sala pubblico e critica. Premio italiano meritatissimo senza ripensamenti.
Infine il premio al giovane attore emergente: Premio Mastroianni a Tye Sheridan. Ottima la sua interpretazione (ha appena 16 anni), peccato ce al momento di ritirare il premio abbia candidamente chiesto se Mastroianni era francese!!! Viva la sincerità ma un po’ di cultura cinematografica sarebbe gradita anche per gli attori.
Dalla prossima volta comincerò a parlare di film, quelli già in sala e quelli che usciranno presto, quelli che ho amato e quelli che ho detestato, quelli che avrebbero avuto bisogno di più attenzione e quelli che ne hanno avuto anche troppa.

Piacerebbe anche a me e non t’immagini quanto! Ok per quello che affermi. L’italocentrismo non era rivolto a te.
Caro Enrico non mi sento italocentrica , non ho esultato al leone d’oro al film/documentario italiano. Mi piace vincere ma con un lavoro buono, Lamento la superficialità di chi va a ritirare un premio intitolato a una persona e non sa chi questa sia pur lavorando nel cinema: Poi però penso che forse a 16 anni lo si può perdonare anche perché nel film è particolarmente bravo.
Caro Enrico io lamentavo il fatto che mi piacerebbe un po’ più di cultura anche cinematografica da parte di chi frequenta , partecipa, interpreta film e riceve premi. Un minimo di informazione ricevi un premio intitolato a una persona abbi la decenza di sapere chi è, poi tutto si perdona perchè a 16 anni ha dato un’ottima prova di attore nell’interpretare il figlio di un genitore manesco, violento, alcolizzato. Non credo poi di peccare di italocentrismo, tanto che non ho esultato al leone d’oro italiano a un film/documentario non esaltante. Mi piace vincere ma con un prodotto buono…
Maria Rita!…Mastroianni francese? Vedi non solo è ignoranza, ma il fatto che racconti da una dimensione di come noi italiani vediamo le cose in modo italocentrico. Il mondo non funziona così,
a parte la clamoroza sciocchezza del ragazzo, bisogna capirlo una buona volta. Non parlo del cinema, come avrai capito.