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Ferragosto Italia mia non ti conosco

In America invece si lavora duro, le vacanze brevi per tutti si sono ridotte e le scuole stanno per riaprirsi.

di Oscar Bartoli | 26 Agosto 2019

Ferragosto: “tutti al mare a mostrar le chiappe chiare”.

In Italia ulteriore vacanza alla quale non si può assolutamente rinunciare al punto che ci sono quelli che parcheggiano i parenti anziani nei pronto soccorso degli ospedali e si indebitano per potersi godere la festività secondo le regole impartite dai social e dalle riviste di pettegolezzo.

In America invece si lavora duro, le vacanze brevi per tutti si sono ridotte e  le scuole stanno per riaprirsi.

Il Ferragosto qui negli Stati Uniti non esiste. Il periodo estivo è semmai caratterizzato dal termine “Dog Days” che si estende per circa 30 giorni di calendario fino ad esaurirsi il 15 agosto.

Ma, a differenza della moda italica, ‘Dog Days’ non sono giorni di festa, anzi secondo la tradizione greca e romana astrologica sono giorni legati al sistema stellare di Sirio con improvvisi temporali e uragani, caldo estremo, arsura, spossatezza, febbre, depressione. Insomma: il periodo più sfigato dell’anno.

La caduta a precipizio della borsa americana sembra confermare la miscela di negatività collegate a questo periodo della metà di agosto.

Gli osservatori politici che parlano solo se gli garantisci un assoluto anonimato, sostengono per quanto riguarda il campo di Agramante ovvero quello repubblicano che è iniziata la caduta verticale di Donald Trump il quale poteva contare soltanto su una economia che dava la sensazione di poter continuare ad essere più che positiva.

La bolla secondo questi personaggi dell’establishment americano ha cominciato a sgonfiarsi.

Se ne accorgeranno presto i 63 milioni di followers che bevono quotidianamente i twitters lanciati a 360° su tutto e contro tutti dall’inquilino della Casa Bianca.

Negli Stati Uniti in genere dell’Italia interessa assai poco, salvo i soliti luoghi comuni che riguardano il cibo, la cultura, la spensierata vita degli italiani cicale e non formiche.

In questi giorni però i media più importanti dedicano spazio alle contorsioni schizofreniche della politica italiana.

Lo scontro tra Salvini e la sua Lega , gli ex partners di governo, i Cinque Stelle, il Partito Democratico squassato da insanabili mal di pancia interni e altre frattaglie movimentistiche rappresentano per gli osservatori statunitensi uno spettacolo che oscilla tra l’opera buffa e la tragedia greca.

Salvini da buon giocatore di poker ha tentato il bluff contando su le indagini di mercato che attribuiscono al suo partito una percentuale di voti pari se non superiore al 40% cui aggiungere quelli dei Fratelli d’Italia e forse di Berlusconi.

Ma la parlamentarizzazione della vicenda politica ovvero il fatto che dai comizi nelle piazze e nelle spiagge si sia passati doverosamente ad un confronto nei due rami del Parlamento rende molto problematica l’azione di Salvini che quanto a numeri rischia di andare a sbattere come del resto gli è successo quando si è trattato di stabilire il calendario della procedura parlamentare.

L’Italia è sempre stata, ma lo è in modo particolare adesso, sotto la lente di ingrandimento non solo dei paesi dell’Unione Europea, ma della Russia di Putin e dell’America.

Salvini ha chiesto ampi poteri, frase questa che riconduce alla memoria analoghe dichiarazioni fatte in Germania più di 70 anni fa.

L’uomo solo al potere fa paura a molti, anche se a Vladimir Putin farebbe molto piacere perché agevolerebbe la sua azione di scardinamento dell’Unione Europea e di controllo del Mediterraneo.

Quanto all’uomo della Casa Bianca una Italia sovranista sarebbe il cacio sui maccheroni e agevolerebbe la realizzazione di quello scenario planetario sul quale lavora da tempo Steve Bannon che continua ad essere l’ispiratore di Donald anche se sotto il tappeto.

Un immenso casino ferragostano con conseguenze forse letali per il popolo italiano che felicemente intontito continua a sguazzare nei mari inquinati della Penisola.

Oscar Bartoli

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, anziani, berlusconi, borsa, casa bianca, germania, governo, italia, lega, mare, mercato, parlamento, partito democratico, personaggi, politica italiana, popolo italiano, putin, stati uniti

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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