Quello che non vuol fare Giggino come quel cittino che, di contro, sale sulla giostra e ci rimane abbarbicato. E tanto ha fatto e tanto ha detto che ce l’ha fatta. A rimanere sul suo bel cocchio giallo-verde. A cassetta, perchè il Signore è un altro. Ha dovuto cedere, almeno un zinzinino, perchè rischiava di non salirci per nulla o addirittura di essere espulso da tutte le giostre del regno. Mi fa pensare a mia figlia, la femmina, vivace e ribelle assai, quanto il maschio era ed è calmo e riservato. Quando si vedeva una giostra in lontananza si tirava di lungo e si cambiava strada.
Spero solo che tutta questa pantomima passata dia origine a una storia e a un fine. Possibilmente lieto, come tutte le belle fiabe. Togliere democraticamente i consensi a Giggino non perchè è cattivo ma perchè è solo una bambino capriccioso e isterico e qualche volta anche i piccoli hanno bisogno di un ceffone per smettere di urlare e fare le picche. Per quello che è sotto gli occhi di tutti. Per questo esistono e sono necessari i tutori e i giudici tutelari.
Giampiero Mughini, noto tuttologo e opinionista, simpatico o meno, narra che una ragazza gli disse che aveva litigato col fidanzato e dunque votato cinquestelle. Un partitomovimento che non c’è. Il partito del nulla, per citare un noto comico. Sì.quello delle magliette.Va bene andare oltre le ideologie e le idee incancrenite, scelta contingente, a mio avviso da difendere a spada tratta e nella quale credo fermamente. Ma per andare oltre le idee e le ideologie queste devono almeno esistere, o essere esistite. Il penta è un movimento per cui il cittadino ha votato, prevalentemente per grande barba e noia nei confronti della politica tradizionale. Ma non significa davvero che ha fatto la scelta giusta. I famosi undici milioni con i quali ci ha stressato per mesi il mancato premier, sono aleatori fluttuanti e potrebbero sciogliersi come una bolla di sapone.
E un ruolo ministeriale non è una quadratino degli scacchi e un ministro non è un pezzo dei medesimi, che si sposta a destra e a manca fino allo scacco matto. Ecco, infatti è ufficiale che il grande vecchio non accetta altro se non quello. Finalmente uno con gli attributi, ancorchè datato. Ma poi anche lui si fa di lato e lascia il posto a un altro vecchio ma altrettanto competente e bravo. E poi il Conte che va su e giù Firenze Roma e viceversa prendendoci per il naso, la mattina lezione ma poi quatto quatto prende il treno e arriva alla meta. Per essere impalmato Presidente del Consiglio e, insieme ai suoi fidi scudieri, alcuni dei quali nemmeno conosce, giura con la signorilità che gli è propria e con la bella voce profonda con accento leggermente meridionale dato che è il primo presidente sudista dopo trent’anni. “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”. Viene da rispondere, istintivamente, amen. Ma non lo facciamo per non essere tacciati di blasfemia. Che qui bisogna stare attenti.
Alea iacta est, dunque. Unica consolazione, la mia preferita, Giulia Bongiorno , alla Pubblica Amministrazione. Brava chiara e preparata, una donna con gli attributi. E, dato che le donne dell’esecutivo sono solo cinque, lei vale per tre. No no, mai le quote rosa, per carità. E poi Giorgetti che avendo dichiarato di non essere all’altezza di qualcosa e che qualcuno lo avrebbe fatto meglio di lui, mi ha rubato il cuore. Mai sentito roba simile. Tutti si buttano a corpo morto pur di entrare nella stanza dei bottoni.
Infine la mia passione, Il Cottarelli, un grande signore, un vero Servitore dello Stato, prestatosi per qualche dì, si congeda in punta di piedi con un sintetico emozionante discorso in cui ringrazia anche gli addetti alla Camera e termina ” scusatemi se sono stato troppo in silenzio con voi nei giorni passati” rivolto alla sala stampa, meritandosi dai giornalisti con gli occhi umidi una sonora e spontanea standing ovation. Inusuale, inconsueta mai vista nè sentita in rispetto ad una regola non scritta.
Nota a margine.
Voglio chiudere con un pensiero rubato al mio amico Paolo Amato, con il quale tanto tempo fa ho condiviso, da pasionaria, battaglie appassionate.
Oltre l’assurdità idiota di un previsto, nell’espace du matin, e, ipso facto, prescritto impeachment, naturalmente.
Dedicata a quelli che “Io sto con Mattarella”. “Dopo aver bocciato con argomenti di carattere politico più che costituzionale il Governo Conte 1, alimentando la confusione nelle istituzioni e i timori nei mercati, è precipitosamente ritornato sui suoi passi benedicendo il Governo Conte 2. Governo nel quale la Lega pesa ancor di più: con Salvini Vice-Premier, sia pur in condominio con Di Maio oltre che Ministro dell’Interno, con Giorgetti nel ruolo chiave di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con Tria , che su Europa e Germania la pensa come Savona all’Economia, e con lo stesso Savona -pietra dello scandalo- alle Politiche Europee ! Evviva il Presidente ! Noto poi che questo Governo giallo-verde, inviso a élites tanto presuntuose quanto autoreferenziali e comunque sempre subalterne a interessi extra nazionali, nasce in una fase storica che vede gli USA impegnati a contenere l’egemonia economica di Cina e Germania. E non credo che tale aspetto geo-politico possa essere ignorato. Mi intenerisce infine il PD che -politicamente sparito e numericamente sparuto- scenderà domani in piazza inneggiando alla Costituzione… Quella stessa Costituzione che tentò di stravolgere ai tempi di Renzi ! Quanto a quest’ultimo è rimasto ai suoi popcorn. Che mangi in pace”.
2 giugno.
Oggi siamo tutti sovranisti. Viva la Patria viva la Repubblica all’interno dell’Europa.
Carla Ceretelli

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